Sawan Serasinghe, atleta goloso di junk food © Facebook
Sawan Serasinghe, atleta goloso di junk food © Facebook

A Rio dieta ferrea, più o meno

L’alimentazione è un fattore importante, ma tanti atleti amano gli hamburger

Gareggiare ai Giochi Olimpici è il sogno nel cassetto di ogni atleta. Chiunque abbia praticato uno sport sin da piccolo, più o meno bravo che fosse, non può negare di averci fatto un pensierino almeno una volta, di sfuggita. Essere dotati di talento, di forza e di resistenza, di tenacia e di voglia di vincere sono elementi fondamentali per poter puntare alla vittoria di una medaglia. Ore e ore di allenamento in palestra, in piscina, per strada, in bicicletta comportano uno spreco di energie non indifferente. Per questo per permettere al corpo di recuperare in maniera ottimale le forze c’è bisogno di un’alimentazione adeguata.

A seconda della disciplina a cui un atleta si dedica, esistono differenti tipi di alimentazione, equilibrata in modo da fornire il giusto apporto calorico e nutrizionale. L’alimento che sicuramente non manca sulle tavole di tutti gli atleti, indipendentemente dallo sport praticato, è il pollo, o in alternativa il tacchino, ma sempre di carni bianche si parla. Ma anche pasta, pesce e verdure sono alimenti necessari. Chiaramente sono cotti in maniera leggera, con poco olio e poco sale, perché devono essere facilmente digeribili. Ecco perché non vedrete mai Gregorio Paltrinieri che mangia un piatto di parmigiana di melanzane prima di scendere in vasca per i suoi 1500 metri stile libero, o Elia Viviani che addenta un panino con la porchetta prima di affrontare le sei prove dell’omnium.

Bere molto per idratarsi al meglio è la seconda parola d’ordine di ogni atleta. Se, già nella vita quotidiana di ogni comune mortale è fortemente consigliato bere molta acqua, figuriamoci quanto può essere importante per la vita di un atleta di qualsiasi disciplina. A differenza di quello che si può pensare, ad esempio, dei tiratori come Niccolò Campriani, anche per questi atleti è fondamentale un’alimentazione leggera e un’idratazione costante. Se anche non c’è uno sforzo fisico elevato, come accade in altri sport come il ciclismo o l’atletica, si bruciano comunque moltissime calorie e lo stress e la tensione della gara portano a un consumo di liquidi non indifferente.

I ciclisti, che devono affrontare molti chilometri di corsa, tendono a fare una colazione molto abbondante, spesso con l’aggiunta della pasta accompagnata da pollo, prosciutto o tacchino. Gli schermidori mangiano barrette proteiche e integratori durante la lunga giornata di gara, per poi concedersi una buona cena alla fine delle competizioni. I tennisti, spesso, tra un game e l’altro, sono soliti concedersi spuntini fatti di frutta secca, biscotti e banane, oltre naturalmente a bere grosse quantità di acqua. Anche nuotatori e tuffatori devono mantenersi leggeri per poter nuotare o tuffarsi meglio dei propri avversari. Per questo motivo sulla loro tavola si trova sì la pasta, ma senza condimenti o semplicemente con un po’ di tonno (quelli che non sanno cucinare, ora avranno la scusa perfetta per giustificare la misera pasta al tonno che presentano agli ospiti).

Insomma, questi atleti olimpici sono proprio seri, disciplinati e seguono regole precise sia dal punto di vista dell’allenamento, sia dal punto di vista dell’alimentazione. Ne sa qualcosa il signor McDonald’s che ha gentilmente deciso di mettere a disposizione panini, hamburger e patatine gratis per tutti gli atleti che partecipano a Rio 2016. E probabilmente lo ha fatto pensando che poi non gli sarebbe costato così tanto visto che i ragazzi devono seguire un’alimentazione sana (e un BigMac non è esattamente quello che si definisce un’alimentazione sana). Peccato che qualche giorno fa, la nota catena di fast food si è vista costretta a limitare il numero di panini concessi agli atleti durante una giornata, per l’eccessiva richiesta da parte degli sportivi che creavano lunghe file all’entrata per concedersi panini e patatine fritte. Alla faccia della dieta e dei nutrizionisti!

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