Sergey Lagutin esulta a La Camperona © Photo Gómez
Sergey Lagutin esulta a La Camperona © Photo Gómez

Quintana attacca con un mese di ritardo

Nairo stacca tutti, Froome compreso, e si prende la maglia. Altra fuga in porto e tappa a Lagutin

Gli organizzatori della Vuelta a España ci hanno spesso sorpreso in negativo per la qualità dei percorsi proposti: fra minifrazioni, rampe di garage verticali, circuiti toboga negli appuntamenti pianeggianti e, novità di quest’edizione, pali sulla carreggiata c’è solo l’imbarazzo della scelta. Nel disegnare la frazione odierna si sono però inventati la maxicombo piattone inutile più rampa di garage, ponendo la Villaplando-La Camperona sul piedistallo degli obbrobri partoriti da un responsabile dei percorsi. 176 km totalmente pianeggianti a cui fanno seguito 3 km con rampe al 25%. Sulla carta uno spettacolo raccapricciante, e così sostanzialmente è stato.

Undici in fuga, e il gruppo non risponde. La noia grande protagonista del giorno
Il via ufficiale è stato dato alle 13.07 e tutti i 186 elementi capaci di terminare ieri a Puebla de Sanabria sono risaliti in sella. Compreso Alberto Contador, particolarmente acciaccato e “mummificato” da garze e cerotti sul lato sinistro del corpo. Al km 10 si forma l’azione che caratterizza la giornata: a comporla sono il lettone Gatis Smukulis (Astana Pro Team), il belga Zico Waeytens (Team Giant-Alpecin), il francese Axel Domont (AG2R La Mondiale), il russo Sergey Lagutin e il colombiano Jhonatan Restrepo (Team Katusha), il belga Pieter Serry (Etixx-QuickStep), il sudafricano Jacques Janse van Rensburg (Dimension Data), l’italiano Mattia Cattaneo (Lampre-Merida), il francese Loïc Chetout (Cofidis, Solutions Crédits), il britannico Scott Thwaites (Bora-Argon18) e il francese Perrig Quéméneur (Direct Énergie).

Nessun altro è interessato a passare il dì in avanscoperta e così gli undici riescono a guadagnare: al km 17 il margine è già di 3’27”, al km 26 è di 5’14” e al km 42 è di 6’30”. Al termine della prima ora, dove i battistrada hanno percorso 45.8 km, il gruppo paga 6’30”. La noia (ovviamente, purtroppo) non accenna a diminuire con la situazione sempre più a favore degli uomini al comando: i 7′ di vantaggio vengono toccati al km 65, gli 8′ al km 105, i 9′ al km 118 e i 10′ al km 135, quando al traguardo mancano solamente 46 km. E non è ancora finita, perché il margine massimo viene toccato ai meno 35 km al traguardo quando si arriva a 10’40”. Uno “spettacolo” desolante.

Il gruppo reagisce, Restrepo ci prova
Bravi i fuggitivi, che si smazzano con grande accordo una giornata trascorsa sotto la calura castigliana: dopo tre ore la media dei meritevoli attaccanti è di 45.6 km/h. Il gruppo è stato sin dall’inizio portato a spasso dagli uomini del BMC Racing Team che, meglio tardi che mai, decidono di aumentare l’andatura attorno ai meno 30 km, quando recuperano una decina di secondi a chi è davanti, portandosi poi ai meno 15 km a 9’20” e ai meno 10 km a 8’50”.

Ai meno 9 km, quando mancano 1000 metri al traguardo volante, scatta Zico Waeytens che va a prendersi i punti in palio; al suo inseguimento si lanciano Jhonatan Restrepo e Gatis Smukulis che lo riprendono ai meno 7.3 km e con il colombiano che se ne va duecento metri più tardi riuscendo ad imboccare l’erta finale in solitaria. Nel gruppo le squadre hanno finalmente deciso di fare sul serio portando ad un rapido crollo del margine di chi è al comando, portandosi a 8′ ai meno 6 km con la lotta fra le formazioni degli uomini di classifica intenzionate a prendere le posizioni buone.

Quéméneur prova il contrattacco, dietro è il Movistar Team a lavorare
A lavorare c’è anche la maglia verde Gianni Meersman che, assieme a Zdenek Stybar, si mette a disposizione di Gianluca Brambilla, alfiere máximo della Etixx-QuickStep in salita. Nel mentre, Smukulis e Waeytens sono stati ripresi dagli altri attaccanti ai meno 4.5 km; non così Restrepo, che riesce ad imboccare gli ultimi 3.2 km del muro con una ventina scarsa di secondi di margine. Alle sue spalle si lancia all’inseguimento Perrig Quéméneur, onesto gregario ma nulla più.

Anche il gruppo si approssima alle fasi calde e lo si capisce dal fatto che sono il Movistar Pro Team e il Team Sky a porsi in testa al plotone. La salita si fa durissima per il povero Restrepo che ai meno 2 km, sbuffando e cercando di fare meno fatica possibile, mantiene 12″ su Quéméneur e 25″ sui rimanenti elementi; il gruppo buono, trainato dal solito, splendido José Joaquín Rojas, imbocca gli ultimi 3 km 6’40” dopo quanto fatto dal colombiano.

Sfida davanti, ma vince l’esperienza di Lagutin
Sul povero colombiano, sempre più senza forze, si riportano ai meno 1500 metri Axel Domont, Sergey Lagutin e Pieter Serry che lo superano agevolmente, così come poco prima avevano fatto su Quéméneur che prova comunque a tener duro, riuscendovi. Nel plotone fa il lavoro sporco Rubén Fernández che imbocca l’ascesa a tutta: ne fa le spese Darwin Atapuma, che si lascia sfilare da tanti.

Quéméneur scatta ai meno 950 metri e i soli Domont e Lagutin rimangono con lui, con Serry e un bravo Cattaneo che sale, giustamente, del suo passo andando a raccogliere gli affaticati compagni di fuga. Lagutin scatta ai meno 250 metri con Domont che cerca di inseguirlo, ma per poco: l’uzbeko di nascita ma russo di adozione (e di passaporto) parte e nessuno riesce a riprenderlo, tornando così al successo dopo oltre quattro anni di digiuno.

Alle spalle del vincitore la top 10 vede Axel Domont (AG2R La Mondiale) a 10″, Perrig Quéméneur (Direct Énergie) a 17″, un ottimo Mattia Cattaneo (Lampre-Merida) a 24″, Pieter Serry (Etixx-QuickStep) a 40″, Jacques Janse van Rensburg (Dimension Data) a 55″, Scott Thwaites (Bora-Argon 18) a 1’11”, Gatis Smukulis (Astana Pro Team) e Jhonatan Restrepo (Team Katusha) a 1’30” e Loïc Chetout (Cofidis, Solutions Crédits) a 1’44”.

Froome frulla ma gli si ritorce contro. Quintana finalmente si muove
Dietro calma piatta fino ai meno 1150 metri fin quando Froome inizia a frullare: gli rimangono alla ruota i soli Alberto Contador e Nairo Quintana ma lo spagnolo, pur sforzandosi sui pedali, deve cedere attorno ai meno 1100 metri, incapace di resistere al ritmo del keniano bianco. Ma, a sorpresa, il britannico a sua volta non è capace di rispondere all’attacco, secco, finalmente portato da Nairo Quintana.

Era mancato al Tour e finalmente è giunto alla Vuelta: l’assolo del colombiano è importante e riesce a mantenere un’eccellente andatura, che può far male anche a livello morale al tre volte vincitore della Grande Boucle. Quintana conclude dodicesimo a 4’41”, dietro uno stoico Contador che riprende e passa in carrozza Froome ai meno 150 metri tagliando il traguardo a 5’06”. Sergio Pardilla, Chris Froome e Alejandro Valverde passano a 5’14”.

Bravo Contador: cede Atapuma e la maglia va a Quintana
Sono dunque 25 i secondi persi da Contador nei confronti di Quintana e ben 33″ quelli del trio Pardilla, Froome e Valverde. È ben più cospicuo il gap degli altri: 42″ per Leopold König, 49″ per Andrew Talansky, 57″ per Esteban Chaves, Simon Yates e Michele Scarponi, 1’02” per Gianluca Brambilla e Davide Formolo, 1’07” per Jean-Christophe Péraud e George Bennett, 1’17” per Samuel Sánchez, 1’19” per Kenny Elissonde, 1’32” per Louis Meintjes, 1’36” per Pierre Latour, 1’57” per Peter Kennaugh e ben 2’14” per la maglia rossa Darwin Atapuma.

Per questo l’insegna del primato cambia padrone, pur rimanendo sempre sulle spalle di un atleta escarbajo: Quintana si appropria della maglia rossa e guida con 19″ sul compagno di squadra Valverde, 27″ su Froome, 57″ su Chaves, 1’16” su König, 1’36” su Atapuma, 1’39” su Contador, 1’44” sull’altro gregario Daniel Moreno e 1’46” sulla coppia Brambilla e Sánchez. Domani altro arrivo in quota, sul tradizionale approdo asturiano dell’Alto de Naranco: probabile che Froome voglia subito vendicare l’affronto subito.

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