Sonny Colbrelli fa sua la Tre Valli Varesine 2016 © Bettiniphoto
Sonny Colbrelli fa sua la Tre Valli Varesine 2016 © Bettiniphoto

Sonny & cheers: tanti cari saluti a tutti!

Colbrelli vince la Tre Valli Varesine battendo in volata Diego Ulissi e Francesco Gavazzi. Top ten di altissimo livello

L’ultima settimana di grande ciclismo in Italia comincia da una delle gare più nobili del panorama tricolore: dal 1919, ad eccezione del biennio 1943-1944, la Tre Valli Varesine è un tradizionale appuntamento della seconda parte di stagione. E quest’anno, causa il concomitante spostamento della settimana mondiale a metà ottobre, diventa parte di un settembre ciclistico italiano raramente così di alto livello, per una corsa vinta in passato da Gino Bartali, Fausto Coppi, Fiorenzo Magni, Gastone Nencini, Gianni Motta, Eddy Merckx, Marino Basso, Francesco Moser, Giuseppe Saronni, Gianni Bugno, Claudio Chiappucci, Davide Rebellin, Danilo Di Luca. Stefano Garzelli, Daniel Martin e, buon’ultimo, Vincenzo Nibali.

Corsa subito movimentata; in tre vanno in fuga
Da Saronno, inedita sede di partenza, i corridori si sono mossi pochi minuti dopo mezzogiorno per affrontare i 192.8 km previsti per l’edizione numero novantasei; subito elevata l’andatura, con il primo tentativo di allungo portato da Nicola Boem (Bardiani CSF) che oggi soffia su ventisette candeline. Il veneto è stato raggiunto attorno al km 15 da altri sette atleti, ma tale attacco è stato annullato poco dopo il km 20. L’azione che caratterizza la giornata nasce al km 32: a comporla il russo Igor Boev (Gazprom-RusVelo), l’australiano Zakkari Dempster (Bora-Argon 18) e il rumeno Eduard Grosu (Nippo-Vini Fantini).

Il gruppo lascia immediatamente spazio al terzetto tanto che, quando scocca l’ora di gara e sono stati percorsi 43.8 km, il margine è già superiore ai 6′. Una curiosità riguarda il corridore oceanico che, come Boem, festeggia proprio oggi il compleanno, nel suo caso il ventinovesimo. Non ha cercato gloria da lontano il terzo ed ultimo festeggiato del dì, il siciliano Michele Gazzara: l’alfiere della Norda-Mg.Kvis è il più giovane dei tre, visto che è il suo ventiseiesimo compleanno.

Topsport e soprattutto Cannondale ricuciono
Nel plotone non vi sono ancora formazioni interessate a iniziare il lavoro di recupero ad eccezione della Topsport Vlaanderen-Baloise, di certo non la squadra faro di una corsa che può contare ben dieci team World Tour e tredici Professional, a cui sommare tre Continental e la nazionale italiana. Al km 60 il margine sfiora i 10′ per poi iniziare progressivamente a scendere per opera della compagine fiamminga, che riporta nell’ordine degli 8’30” al km 70.

A fare capolino in testa al gruppo si presenta la Cannondale-Drapac, qui presente con più frecce al proprio arco, la principale delle quali risponde al nome di Rigoberto Urán: i verdini del gruppo internazionale si prendono sulle loro spalle l’intera conduzione per le due ore successive di gara. Una volta arrivati a Varese ed iniziato il primo dei nove giri del circuito di 12.8 km il margine è pari a 7′, che scende a 6’30” allo scoccare della seconda ora di corsa.

Cardoso fa un super lavoro, Moser smuove le acque
Diminuisce sempre più rapidamente il margine dei tre di testa che all’inizio della seconda tornata possiedono 5′. A fare il ritmo, sempre per la Cannondale-Drapac, sono il lettone Toms Skujins e soprattutto il portoghese André Cardoso che si scarrozza il plotone fra salite, discese e pianura per quasi una trentina di km. Quattro i minuti ai meno 90 km, 3’36” ai meno 80 km e solo 2’15” ai meno 70 km.

Cardoso continua il suo encomiabile lavoro riuscendo a portare il gruppo attorno al minuto ai meno 60 km. Proprio in questa fase, nel tratto della salita di Montello, i corridori iniziano a dar fuoco alle polveri: il primo scatto è di Moreno Moser, particolarmente in forma in queste settimane, oggi anche lui al servizio di capitan Urán. In marcatura si muove immediatamente Alessandro Vanotti che fa in modo di vanificare l’azione del trentino; il figlio e nipote d’arte si muove qualche centinaia di metri più tardi, andando in quest’occasione lui in marcatura di un atleta dell’Astana Pro Team.

Si fa vedere il detentore del titolo, ma scattano altri
È Vincenzo Nibali che, al primo giorno di corsa dopo la caduta a Rio de Janeiro, mette fuori il muso dal gruppo. Non fa strada il messinese, che oggi è votato alla causa di Fabio Aru. A pagare questa andatura così elevata è la fuga, che viene riassorbita ai meno 49.7 km. Nella successiva ascesa di Montello, dopo un’accelerazione dell’interessante stagista eduadoreño Richard Carapaz (Movistar Team), cercano di partire in tre, vale a dire Diego Rosa (Astana Pro Team), Amets Txurruka (Orica-BikeExchange) e Michael Woods (Cannondale-Drapac), ma anche loro non fanno strada.

L’Astana continua a muoversi prepotentemente con l’allungo in discesa di Jakob Fuglsang; e al danese si accodano, in diversi momenti, anche Alessandro De Marchi (BMC Racing Team), Przemyslaw Niemiec (Lampre-Merida), Jérémy Roy (FDJ), Tom Jelte Slagter (Cannondale-Drapac) e il giovane Simone Velasco (Bardiani CSF). A loro si aggiunge l’unico varesino oggi in azione, vale a dire Ivan Santaromita (Nazionale italiana), che rientra ai meno 41 km.

Gogl, Cort Nielsen e Quintana si riagganciano ma non è l’azione giusta
Il sestetto diventa quasi immediatamente un “ottetto”: si aggancia prima l’austriaco Michael Gogl (Tinkoff) e poi il danese Magnus Cort Nielsen (Orica-BikeExchange). Con il cerino in mano resta il Movistar Team che decide di lanciare Dayer Quintana: il fratellino d’arte è capace di rientrare 1500 metri più tardi. A lavorare nel gruppo tocca dunque a Simon Geschke del Team Giant-Alpecin, con un uomo del BMC Racing Team a rompere i cambi. Ma anche stavolta non c’è nulla da fare, e il grosso del gruppo è capace di rientrare poco prima dei 30 km alla conclusione.

Nella nuova ascesa di Montello prova a ripartire, vanamente, De Marchi, così come in discesa cercano di avvantaggiarsi in dodici fra cui, ancora una volta, Fuglsang, Slagter e Velasco e altri come Damiano Cunego (Nippo-Vini Fantini), Kenny Elissonde (FDJ) e Salvatore Puccio (Nazionale italiana).

Una macchina entra in corsa e si sfiora il dramma: poliziotto con probabile frattura del bacino
Nella parte finale della discesa i concorrenti si trovano, in prossimità di una semicurva a sinistra, un restringimento provvisorio della carreggiata a causa di un incidente: una moto della polizia locale, impegnata al seguito della corsa, ha sbattuto violentemente contro un’autovettura di un privato entrato inopinatamente nel tracciato. Le prime informazioni parlano di una frattura del bacino per lo sfortunato esponente delle forze dell’ordine: ci si augura che il delinquente, perché altro epiteto sarebbe troppo leggero nei confronti di tale “cima” che ha violato delle disposizioni del codice della strada, non la faccia franca.

Tornano alla corsa, il gruppo, ricompattato, vede in testa gli uomini del BMC Racing Team a cominciare da Damiano Caruso; il siciliano transita per primo sul traguardo quando comincia il penultimo giro e continua a tirare, in coppia con il compagno di squadra Michael Schär, anche nella salita di Montello dove tutto scorre regolare. L’unico a provarci è Romain Combaud (Delko Marseille Provence KTM) ma il francese guadagna al massimo una cinquantina di metri prima di rientrare nei ranghi.

Si muovono Aru e Brambilla, che talento Carapaz!
Sempre gli atleti della formazione provenzale si danno da fare: ai meno 14 km attacca Rémi Di Gregorio e il marsigliese di nascita e di team guadagna una decina di secondi all’inizio del giro conclusivo. Si lancia all’inseguimento Francesco Manuel Bongiorno (Bardiani CSF), ancora alla ricerca di un contratto per il 2017. Entrambi vengono riassorbiti, sempre dagli uomini del BMC Racing Team, prima dell’inizio dell’ultima scalata del Montello.

Dove scatta Fabio Aru: il sardo viene marcato da Davide Villella (Cannondale-Drapac), Damiano Cunego (Nippo-Vini Fantini) e Gianluca Brambilla (Nazionale italiana), con il veronese che deve spostarsi, incapace di mantenere l’alto ritmo. Si riporta sotto Alessandro De Marchi in versione stopper, così come si incollano al tentativo Kenny Elissonde (FDJ) e il fantastico Carapaz: se, come sembra, il Movistar Team lo promuoverà nel 2017, il suo sarà uno dei nomi da tenere d’occhio fra quelli dei neopro’ alla voce rivelazioni.

Ulissi scatta deciso, Urán lo riprende e lo salta. In quattro all’ultimo km
Aru prova anche in discesa, ma il vincitore della Vuelta 2015 viene controllato dal favoritissimo del giorno Sonny Colbrelli (Bardiani CSF). Ripresi anche loro, è la volta di Sébastien Reichenbach (FDJ) ma anche lo svizzero non va lontano. Si mettono a lavorare ancora i BMC affiancati per la prima volta dai Lampre-Merida: le intenzioni dei blufucsia si comprendono nei primi metri della salitella di Via Vigevano quando Simone Petilli apre la strada allo scatto di Diego Ulissi.

Jens Keukeleire (Orica-BikeExchange) non concede un metro al livornese, così come sono bravi a riportarsi sotto prima Brambilla e Kristian Sbaragli (Dimension Data) e poi Aru, Reichenbach e l’atteso Urán. Brambilla riparte in contropiede con Urán e il colombiano a sua volta si sbarazza del vicentino riuscendo ad involarsi; alle sue spalle fa un grandissimo lavoro l’esperto Franco Pellizotti che porta fuori il proprio leader Francesco Gavazzi. Il valtellinese, con Colbrelli e Ulissi, riescono a rientrare su Urán poco dopo l’arco dell’ultimo km.

Ma è volata, e vince ancora Colbrelli. Top 10 a grandi firme
I quattro cincischiano e si fanno riassorbire dai primi inseguitori ai meno 600 metri, facendo così in modo di rendere inevitabile la volata. A partire sul lato sinistro della strada è Sonny Colbrelli: nessuno è capace di riprendere il bresciano, alla sesta vittoria in quaranta giorni che gli permette di migliorare la piazza d’onore di due anni fa. Il futuro atleta del Bahrain-Merida, che con questa prestazione pare aver guadagnato il posto per il Mondiale di Doha, fa un enorme regalo alla Bardiani CSF regalando la certezza pressoché assoluta di vincere la Coppa Italia 2016 che garantisce la partecipazione al Giro d’Italia 2017. E, ciliegina sulla torta, arriva anche la vittoria della graduatoria del Trittico Lombardo: premio un diamante, che quasi certamente il ventiseienne donerà alla sua dolce metà Adelina.

Come alla Coppa Agostoni si ripetono i nomi dei corridori sul podio, dato che secondo è Diego Ulissi (Lampre-Merida) e terzo Francesco Gavazzi (Androni Giocattoli-Sidermec), anch’egli sugli scudi in questo mese di settembre. Quarto posto per il primo straniero, l’olandese Tom Jelte Slagter (Cannondale-Drapac), quinto Giovanni Visconti (Movistar Team), sesto il belga Philippe Gilbert (BMC Racing Team), settimo l’altro belga Jens Keukeleire (Orica-BikeExchange), ottavo Gianluca Brambilla (Nazionale italiana), nono Fabio Aru (Astana Pro Team) e decimo Kristian Sbaragli (Dimension Data).

Un ordine di arrivo di livello assoluto, alla pari di diverse corse del World Tour. E domani lo spettacolo si ripete con la Milano-Torino, con il turnover fra campioni nella startlist: riposo per Colbrelli, Gilbert e Nibali, dentro Bardet, Chaves, Rui Costa, Poels e Rodríguez. Niente male, davvero.

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