Il podio del Ciclocross del Ponte, coi primi 3 classificati ed Enrico Franzoi come leader MasterCross sulla sinistra © Alessandro Biliani
Il podio del Ciclocross del Ponte, coi primi 3 classificati ed Enrico Franzoi come leader MasterCross sulla sinistra © Alessandro Biliani

Ciclocross del Ponte, Meisen doma Bertolini

Stesso podio dell’anno scorso: il tedesco resiste agli assalti del campione italiano. Arzuffi facile tra le donne

L’internazionale più internazionale d’Italia consuma la sua quindicesima edizione a Faé di Oderzo, diventando ormai un appuntamento tradizionale per il ciclocross italiano. Sebbene la stagione sia per un altro anno fin troppo clemente, regalando un tracciato fin troppo asciutto tra i tralicci del prosecco, la disfida è stata ben combattuta e più di altre volte, con Gioele Bertolini che ha combattuto, fino all’ultimo, per staccare tutti i rivali. Solo di uno non è riuscito ad avere la meglio, e si tratta di Marcel Meisen, che nell’Italia trova la sua fucina di punti internazionali (aveva già vinto al Guerciotti) e bissa così il successo ottenuto nella scorsa edizione: un risultato-fotocopia, ma come dicevamo, frutto di una gara certamente più godibile.

Presente anche Fontana: ma è una gara in rimonta
La particolarità del Ciclocross del Ponte è che può vantare un cast internazionale di tutto rispetto, e anche a livello nazionale quest’anno vantava una presenza in più, quella di Marco Aurelio Fontana. L’assenza dalle prove per un anno lo ha fatto scivolare molto indietro nelle griglie di partenza e così, al via in una prova con più di 60 atleti, Fontana non ha potuto che provare a rimontare più posizioni possibili, non potendo fare corsa di vertice.

Davanti, era Stefano Sala in partenza a prendersi la briga di tenere alta l’andatura, seguito poi al secondo giro da Enrico Franzoi, leader del circuito Master Cross e più che interessato a scremare il più possibile il gruppo di testa. Al quarto dei dieci giri previsti la gara si accendeva definitivamente, con Francis Mourey a tentare una prima accelerazione, contrattaccato da Gioele Bertolini e Marcel Meisen. Erano quindi questi due a prendere il comando delle operazioni, tallonati a distanza da Franzoi, Meisen e un pimpante Mirko Tabacchi.

Mourey rientra nel finale, Bertolini le prova tutte
Il duo di testa arrivava a guadagnare una quindicina di secondi, collaborando per evitare il rientro dei rivali dietro. A situazione cristallizzata, è Francis Mourey a prendere in mano l’iniziativa nel penultimo giro, andando in sortita verso il duo davanti, e riuscendo nell’aggancio. Ma il francese pagherà lo sforzo fatto nell’ultimo giro; sarà invece Gioele Bertolini a dimostrare di avere più energie residue di tutti, andando ad attaccare a ripetizione nell’ultimo giro, rischiando anche di cadere. Ma Meisen è tenace e si porta davanti nei 300 metri finali, facendo valere la sua superiorità allo sprint ancora una volta. Mourey è terzo a 14″, quarto a 34″ un Luca Braidot che ha trovato il ritmo giusto solo negli ultimi giri, scavalcando Enrico Franzoi che con la quinta piazza mantiene saldamente la testa del ranking, da difendere domenica prossima a Gorizia.

Buona prova di Jakob Dorigioni, sesto a 1’12” davanti al compagno di squadra Guerciotti Stefano Sala e a Lorenzo Samparisi a 1’18”. Nono posto finale per Marco Aurelio Fontana a 1’23”, ovviamente fiaccato dalla rimonta, ma è un inizio per rilanciarsi e salire di griglia nelle prossime prove. Chiude la top ten Daniele Braidot, a 1’26”, che precede un calante Tabacchi.

Donne: Arzuffi imbattibile al momento. Calloni tra gli juniores
Poco da dire della gara femminile, decisa a favore di Alice Arzuffi già nel terzo dei sei giri previsti. Chiara Teocchi, oggi ventenne, ha provato a prenderla di sorpresa, approfittando della partenza a troppo breve distanza degli juniores e delle donne che ha generato un po’ di confusione nelle fasi iniziale, ma al secondo giro la bergamasca era già nei radar della brianzola, che l’ha poi staccata senza troppa fatica. 36″ il divario finale tra le due, che al netto di Eva Lechner e Sara Casasola restano le atlete più rappresentative a livello italiano. Il terzo gradino del podio va ad Alessia Bulleri a 1′, a lungo in disfida con Rebecca Gariboldi che però ha avuto problemi proprio all’ultimo giro, concludendo ottava.

Più combattuta la gara degli Juniores uomini, una lotta a 3 come nella prova open: la sorpresa è Leonardo Cover, ragazzo di casa al primo anno che è partito a tutta mettendo in seria difficoltà i rivali più accreditati. Ripreso al quarto giro dallo svizzero Mauro Schmid e da Lorenzo Calloni, nulla ha potuto contro la progressione di quest’ultimo, leader del Master Cross, nel penultimo giro, ma è riuscito comunque a conquistare la seconda piazza a 13″ davanti allo svizzero. Tra le donne, assente Sara Casasola, la sorpresa è Nicole Fede, primo anno capace di battere di 50″ la campionessa nazionale Francesca Baroni, non proprio in giornata di grazia; terzo posto alla casalinga Francesca Selva.

Cronache dai Paesi Baschi: la Casasola è da podio
E se una parte degli atleti di interesse nazionale, ossia quelli del Trentino Cross Selle SMP, erano assenti, è perché erano impegnati altrove, all’Asteasuko Ziklo-krosa, seconda di quattro prove di un challenge tutto basco che si chiuderà lunedì col Gp più famoso di Spagna, quello di Igorre. E come nella prima prova anche stavolta è arrivato un podio, stavolta da parte di Sara Casasola, che continua a crescere e affermarsi come atleta di talento: la diciassettenne cresciuta da Daniele Pontoni ha conseguito il terzo posto assoluto, perdendo la volata del secondo posto dietro Lucia González (vittoria anche stavolta per Aida Nuño, che ha rifilato mezzo minuto alle rivali); sesta Elena Leonardi a 1’07”. Nella prova open, Nadir Colledani, caduto al penultimo giro, non è riuscito a rimanere agganciato al quartetto vincente, con Ismael Esteban che si è dimostrato più forte di Stan Godrie, Aitor Hernández e Felipe Orts, ma si è comunque classificato quinto a 36″, in una prova che vedeva tra gli altri la partecipazione di Lars Boom, nono a quasi 2′.

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