Richie Porte scatena l'entusiasmo dei tifosi a Willunga Hill © BMC Racing Team - Tim De Waele
Richie Porte scatena l'entusiasmo dei tifosi a Willunga Hill © BMC Racing Team - Tim De Waele

Porte completa l’operazione Down Under

Richie vince nettamente a Willunga Hill e mette in cassaforte il successo finale al TDU. Haas e Chaves sul podio di giornata, Ulissi quarto

Tre tappe Caleb Ewan, due Richie Porte: inizia a essere un po’ ripetitivo questo Tour Down Under 2017. Non avremo il pareggio domani, a meno che il tasmaniano non si inventi qualche conigliata dal cilindro sul velocissimo circuito finale di Adelaide: ipotesi che potremmo quotare a 800… Ma si fa sempre in tempo a completare il 6su6 di matrice australiana, eventualità già verificatasi in passato, ad esempio proprio lo scorso anno (due di Ewan, due di Gerrans, una di Porte e McCarthy) e un’unica altra volta nel lontano 2002.

Un po’ di dati, presi pari pari dal liveticker del sito del TDU, per introdurre il dettaglio della quinta e penultima tappa dell’edizione 2017 della corsa australiana. Quinta e penultima tappa che, nel gergo locale, si pronuncia in un solo modo: “Willunga Hill“. La salita che caratterizza il Down Under è stata ancora una volta dirimente, anche se non decisiva in assoluto, visto che vi ha vinto colui che già era leader della generale.

E se a Paracombe il secondo giorno Richie Porte aveva dato spettacolo in un chilometro di ascesa conclusiva, oggi il capitano della BMC si è ripetuto in grande stile, affibbiando 20″ di distacco al primo drappello inseguitore, e mettendo definitivamente le mani sul suo primo TDU. Magro da far quasi paura, il tasmaniano è risultato imbattibile su queste salitelle, tanto che ci si chiede come mai non si sia mai seriamente misurato in una corsa come la Liegi-Bastogne-Liegi (due ritiri, un novantunesimo posto, stop). Lo farà quest’anno? Scetticismo.

 

I soliti noti in fuga prima di Willunga Hill
Se qualcuno sentiva nostalgia di Jack Bauer in fuga dopo il bel tentativo di ieri a Campbelltown, è stato presto accontentato. Più precisamente, è stato accontentato dopo 11 km dalla partenza di McLaren Vale. In precedenza un’altra azione partita al km 0 era stata annullata rapidamente; al secondo tentativo invece l’attacco è andato, orchestrato da Will Clarke (Cannondale), già presente nel primo, e da tre uomini che abbiamo visto in avanscoperta nei giorni scorsi: Thomas De Gendt (Lotto Soudal), Jérémy Maison (FDJ) e, per l’appunto, Jack Bauer (Quick Step).

La BMC del leader Porte ha tenuto la situazione sotto controllo, ha concesso 2’30” di margine, poi 2’55” (vantaggio massimo toccato ancora a 35 km dalla fine), ma era chiaro che le accelerazioni del gruppo nel finale (doppia scalata a Willunga Hill) avrebbero tarpato le ali ai coraggiosi. E infatti i quattro – chi prima chi dopo – sono stati ripresi, gli ultimi ai 5 km dalla fine. Non che ciò abbia impedito al solito Bauer di mettersi in testa al gruppo per fare un turno di trenata, giacché si trovava lì.

In precedenza – lungo la prima scalata a W.H. ai -25 – dal plotone erano emersi Chris Hamilton (Sunweb) e Giovanni Visconti (Bahrain), ma non erano andati lontano. La seconda scalata, invece, era attesa come lo snodo decisivo della corsa, e come tale è stata affrontata. Un trenino Sky (pro Sergio Henao) ha fatto il grosso del lavoro nella prima parte di salita, poi a 2.5 km dall’arrivo Sebastián Henao ha ulteriormente aumentato il ritmo, tirando il collo a tutti e isolando al comando un drappello di sette, comprendente – oltre a lui – il compagno&cugino Sergio, Esteban Chaves, Domenico Pozzovivo, Jay McCarthy, Rafael Valls e, ovviamente, Richie Porte.

 

Porte troppo forte per tutti, Henao un po’ deludente
Un accenno di allungo dello stesso Henao Minore ai -2 ha fatto male a McCarthy ma non agli altri; e tra questi, atteso come Babbo Natale dai bambini la notte del 24, Porte è stato pronto a offrire un’altra prova scintillante.

Partito a 1500 metri dalla vetta, Richie ha subito fatto il vuoto, praticamente. Henao Maggiore ha tentato di reagire ma l’unico risultato che ha ottenuto è stato di andare fuori giri e di cedere così il passo alla risalita del connazionale Chaves e di altri. Tra questi, un Nathan Haas visto poche volte tanto reattivo in salita, capace di andare addirittura a sprintare (proprio su Chaves) per il secondo posto di giornata. Non che l’abbuono della piazza d’onore avrebbe cambiato troppo le cose per Esteban, vista la distanza ormai siderale (per i canoni del TDU) da Porte in classifica.

Esattamente come un anno fa quindi il tasmaniano ha conquistato il traguardo di Willunga Hill, ma a differenza del 2016 stavolta si porterà a casa pure la vittoria generale, a lungo inseguita nelle ultime edizioni della corsa.

L’ordine d’arrivo recita 20″ tra Porte e Haas e Chaves, stesso ritardo di Diego Ulissi quarto e Jay McCarthy quinto; a 23″ Nathan Earle ha preceduto Rafael Valls, Sergio Henao, Robert Gesink e Tom-Jelte Slagter, con Wilco Kelderman e Rohan Dennis appena fuori dalla top ten.

In classifica Richie ha 48″ su Chaves, 51″ su Haas, 54″ su McCarthy, 59″ su Ulissi, 1’02” su Dennis, Valls, Gesink e Kelderman, 1’06” su Earle e Henao, che un po’ a sorpresa resta fuori dai 10; Gorka Izagirre, che fino al mattino era secondo, è saltato subito sulla seconda ascesa a Willunga Hill. Domani ad Adelaide il gran finale a velocità supersonica, 20 giri di circuito cittadino per un totale di 90 km al termine dei quali non sarebbe troppo sorprendente assistere alla quarta vittoria di Ewan.

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