Roberto Ferrari © Bettiniphoto
Roberto Ferrari © Bettiniphoto

Ferrari: «Gran morale, domani ci riproviamo»

Le dichiarazioni al termine della seconda tappa del Giro. Greipel: «Sognavo la maglia fin da bambino»

ANDRÉ GREIPEL (Lotto Soudal)
«Sognavo sin da bambino di indossare una maglia come questa, ci avevo provato l’anno scorso e non è funzionato. Ci ho riprovato ieri ed ancora niente… ma oggi e andata tutto bene anche se in partenza credevo che la tappa non finisse in volata. Mi aspettavo attacchi sulla salita finale. Il gruppo si sarebbe potuto spezzare ma i venti contrari hanno lavorato a favore delle squadre dei velocisti, dandoci una possibilità per la vittoria. A 2 chilometri dalla fine abbiamo trovato altro vento ma la mia squadra è rimasta unita. Ogni corridore ha fatto la sua parte: Bak, Hansen, Marczynski, Hofland, De Buyst… Ho preso la ruota di [Luka] Mezgec [Orica – Scott], sperando che non smettesse di tirare. Ho aspettato il momento buono per vincere sia per me che per la squadra. Dedico questa vittoria a tutte le persone che mi aiutano ed in particolare a mia madre che sta attraversando un momento difficile. Ma lei è una combattente, siamo tutti combattenti in famiglia».

ROBERTO FERRARI (UAE Team Emirates)
«Oggi mi sono sentito veramente molto bene, nello sprint finale c’è stata qualche sbandata di troppo e sfortunatamente Modolo, che ha avuto anche un accenno di crampi sulla salita finale, ha perso la posizione corretta per affrontare la volata. A quel punto essendomi trovato nelle prime posizioni ho provato a dare il massimo. Devo dire che sono particolarmente soddisfatto del risultato e voglio ringraziare tutto il team per il lavoro che hanno fatto sull’ultima salita e discesa verso gli ultimi chilometri affrontata ad alta velocità. Abbiamo un gran morale e domani saremo ancora là a lottare per cercare un altro ottimo risultato».

DANIEL TEKLEHAYMANOT (Team Dimension Data)
«Voglio ringraziare la squadra per avermi dato questa possibilità. Ieri ci ho provato in fuga ma non ho ottenuto nulla, oggi ho vinto. Penso di essere stato un po’ fortunato perché stavo sentendo la stanchezza sull’ultima tappa e il gruppo si stava avvicinando. Ho risparmiato più energie che potevo e ho dato tutto subito prima della cima. La salita era importante perché aveva in palio tanti punti. È incredibile aver preso la maglia al Tour de France ed in questo speciale 100° Giro d’Italia. È incredibile salire sul podio di questi grandi giri e oggi sono molto felice».

LUKAS PÖSTLBERGER (Bora-Hansgrohe)
«Abbiamo deciso di provare di nuovo qualcosa negli ultimi chilometri se possibile. Rudi [Selig] mi ha portato su perfettamente all’ultimo chilometri, ma il ritmo era già troppo alto per provarci di nuovo. La Lotto-Soudal ha fatto un grande treno e io ho provato a prendere la ruota di Greipel. Ma non avevo le gambe o la velocità per sfidarlo alla fine. È stato un giorno fantastico in rosa qui alla 100esima edizione del GIro. Adesso ho ancora la maglia bianca, per me è perfeto e penso di poter essere soddisfatto».

MAXIMILIAN SCIANDRI (BMC Racing Team)
«Giornata molto, molto più dura di quanto chiunque potesse aspettarsi. Sei ore al secondo giorno, su un isola, con il vento contrario, 3500 metri di dislivello e quasi tutto il giorno a salire o a scendere: basta vedere le facce dei corridori, gente che si stacca su pendenze del 3-4%, c’era tanta stanchezza. Penso che i ragazzi abbiano fatto molto bene, sono rimasti assieme nei punti chiave della tappa e sono stati al sicuro. Domani è una tappa per velocisti, ma il tempo per recuperare è da stasera fino a domani mattina: sulla carta è una giornata facile ma con il vento non si può mai sapere».

JOSÉ AZEVEDO (Team Katusha-Alpecin)
«In discesa quando tutti stavano andando a gran velocità si è aperto un buco ed il secondo gruppo era ad un minuto. A circa 7 km dall’arrivo Zakarin ha forato mentre faceva parte del primo gruppo. Era in pianura e Belkov gli ha passato la bici. A quel punto tutta la squadra si è fermata e hanno fatto una cronosquadre per riportarlo in gruppo. I ragazzi hanno iniziato a lavorare ai meno 7 con un distacco di 40″, in cinque chilometri hanno annullato il gap. Alla fine Ilnur ha perso 20 secondi per colpa dei buchi creati dai treni, ma è importante notare cosa ha fatto la squadra in quei cinque chilometri, specialmente se si considera il lavoro delle squadre dei velocisti davanti e la velocità a cui andavano. Senza il grande lavoro di squadra Zakarin avrebbe perso facilmente più di un minuto. È un buon segno della grande condizione dei nostri ragazzi».

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