Dylan Teuns vince il Giro di Polonia © TDWsport
Dylan Teuns vince il Giro di Polonia © TDWsport

L’estate magica di Teuns

Dylan vince anche il Tour de Pologne con un finale sul filo dei secondi; l’ultima tappa è di Wout Poels, 6° Pozzovivo

Tante volte si dice che a corridori in forma e di talento basta una sola vittoria per aprire un capitolo completamente nuovo della loro carriera. È il caso del 25enne belga Dylan Teuns che lo scorso 24 luglio nella terza tappa del Tour de Wallonie aveva conquistato il suo primo successo da professionista: che quello non fosse un fuoco di paglia lo si poteva intuire fin da subito perché quest’anno il corridore della BMC era già stato capace di salire sul podio alla Freccia Vallone, ma lui ha voluto ribadirlo un’altra tappa e la classifica generale in Vallonia per poi allungare la striscia vincente in questo Tour de Pologne dove, dopo la vittoria sul muro di Szczyrk, oggi è riuscito a portare a casa il successo finale. Sono così cinque le vittorie nell’arco di appena 12 giorni, niente male per uno che prima di quest’estate non aveva mai vinto.

Sagan all’attacco dall’inizio
Questa settima ed ultima tappa del Giro di Polonia 2017 era partita nel segno di Peter Sagan che, dopo le difficoltà di ieri, ha provato ad animare la corsa fin dai primi chilometri. L’impegnativo circuito di Bukowina Tatrzanska da ripetere due volte non era certo il percorso ideale per il campione del mondo che però è stato il primo ad attaccare per portare via la fuga: dopo una quindicina di chilometri, lungo la discesa di Lapszanka, si è formato il gruppetto buono che contava la bellezza di 13 corridori, compreso lo slovacco della Bora-Hansgrohe.

Oltre a Peter Sagan sono andati all’attacco anche Petr Vakoc (Quick-Step), Robert Power e Ruben Plaza (Orica-Scott), Rory Sutherland e Dayer Quintana (Movistar), Diego Rosa (Team Sky), Simon Spilak (Katusha), Daan Olivier (LottoNL), Tom-Jelte Slagter (Cannondale), Domen Novak (Bahrain), Nico Denz (AG2R) e Pawel Cieślik (Polonia). Tra i battistrada il più vicino alla maglia gialla era Petr Vakoc, distante 4’13”, e così il plotone ha lasciato fino a 2’40” di vantaggio ai 13 di testa dopo una cinquantina di chilometri ma poi il gap non è più salito oltre.

Ancora Sagan, alle sue spalle c’è Rosa
Al primo passaggio sotto al traguardo esattamente a metà gara il gruppo di testa, da cui nel frattempo si era staccato il tedesco Nico Denz, aveva 2’10” di vantaggio su un plotone dove era la UAE Team Emirates del portoghese Rui Costa a dettare l’andatura: il campione del mondo di Firenze evidentemente deve aver detto ai suoi di avere buone sensazioni perché altrimenti la mossa del team di Giuseppe Saronni non avrebbe avuto molto senso, per quanto visto nella corsa fin qui. Fatto sta che a 40 chilometri dall’arrivo il ritardo della fuga era sceso sotto a 1’20”.

A quel punto a rompere gli indugi è stato ancora una volta Peter Sagan che a 33 chilometri ha staccato gli ormai ex compagni di fuga assieme allo spagnolo Rubén Plaza: tempo pochi chilometri e lo slovacco è quindi rimasto da solo in testa alla corsa visto che anche l’esperto corridore della Orica-Scott è stato costretto ad arrendersi sulla salita di Sierockie. Sagan è riuscito a scollinare per primo con una decina di secondi di vantaggio su un Diego Rosa che intanto si era assicurato la vittoria nella classifica dei gran premi della montagna, mentre ormai tutti gli altri uomini della fuga iniziale erano stati ripresi dal gruppo principale, ormai abbastanza ristretto e guidato dalla BMC del leader Dylan Teuns.

Poels ci prova, Nibali cede
Peter Sagan, come suo solito, ha fatto il diavolo a quattro in discesa e ha guadagnato sensibilmente sia su Diego Rosa, sia sul gruppo maglia gialla, riuscendo ad affrontare da solo in testa la dura salita di Sciana Bukovina, l’ultima di giornata valida anche come gran premio della montagna. Qui, mentre Sagan e Rosa faticavano per passare primo e secondo in vetta, si è finalmente accesa la battaglia tra gli uomini di classifica: il primo a cambiare ritmo è stato l’olandese Wout Poels della Sky, subito dopo ha provato a rilanciare il padrone di casa Rafal Majka e poi ancora Poels che puntava ad approfittare della presenza di Diego Rosa.

Tra scatti e controscatti nel gruppo dei migliori sono rimasti in nove e tra loro non c’era purtroppo Vincenzo Nibali che ha sofferto i tratti con le pendenze più impegnativi: il capitano della Bahrain-Merida era comunque in buona compagnia visto che con lui hanno perso contatto anche Bob Jungels, Rui Costa e Ilnur Zakarin. Proprio in vista del gran premio della montagna Wout Poels e Jack Haig sono riusciti a prendere qualche metro di vantaggio trovando Diego Rosa subito pronto a mettersi a disposizione: Peter Sagan è stato ripreso a 9.7 chilometri dall’arrivo su un breve tratto in contropendenza e subito ha dato una mano a Rafal Majka a chiudere il buco con i primi tre prima che iniziasse la salita.

La Bora grazia Dylan Teuns
A questo punto la Bora-Hansgrohe ha fatto un errore molto pesante che probabilmente ha deciso l’esito finale di questo Tour de Pologne. Sullo strappetto, forse a causa di un’accelerazione troppo secca, Dylan Teuns si fatto un po’ sorprendere e ha perso contatto dal gruppo dei migliori: a quel punto Peter Sagan non si è messo a tirare assieme a Diego Rosa per tenere lontano la maglia gialla, ma è scattato da solo in discesa guadagnando 20″. Grazie all’ottimo lavoro di un Tejay Van Garderen ritrovato e che nel ruolo di gregario potrebbe trovare nuova linfa per la sua carriera, Dylan Teuns è riuscito a tornare sotto ed a rifiatare un po’.

La salita finale verso il traguardo di Bukowina Tatrzanska (3800 metri al 5.2% medio) è stata presa in testa da Peter Sagan che però è stato ripreso e staccato definitivamente a 2500 metri dall’arrivo. Intanto c’erano stati i primi tentativi di allungo con protagonisti, nell’ordine, Sam Oomen, Wout Poels, Jack Haig e Domenico Pozzovivo, ma quello più efficace è stato quello di Rafal Majka che forse non si aspettava di trovarsi incollato a ruota proprio Dylan Teuns che era stato in difficoltà solo pochi chilometri prima.

Poels vince la tappa, Teuns salvo per 2″
Nel finale la strada spianava leggermente e così i nove di testa si sono ricompattati con Tejay Van Garderen a lanciare la volata agli altri otto. Ad imporsi nello sprint in leggera salita è stato nuovamente l’olandese Wout Poels: ieri il corridore della Sky aveva regolato i migliori in volata e aveva esultato non facendo caso al fatto che davanti ci fosse anche Jack Haig, oggi invece Poels non ha alzato le mani dal manubrio ma la vittoria l’ha potuta comunque festeggiare sul podio. Per il 29enne della Sky si tratta della prima vittoria in una stagione che l’ha visto restare quasi quattro mesi lontano dalle corse per colpa di infortuni e vari problemi visite: un segnale incoraggiante in vista della Vuelta.

La vittoria ed il relativi 10″ di abbuono non sono però bastati a Wout Poels per cogliere anche la vittoria finale del Tour de Pologne, così come non sono bastati a Rafal Majka i 4″ per il terzo posto dietro anche ad Adam Yates: Dylan Teuns infatti non ha perso la scia dei primi nella volata ed il suo quinto posto (quarto è arrivato Kelderman) è stato sufficiente per portare a casa la corsa con 2″ su Majka a cui sarebbe bastata la seconda posizione e 3″ su Poels, in un’edizione divertente ma senza vere azioni di concretezza. Alla fine Domenico Pozzovivo è riuscito a chiudere sesto sia nella tappa che in classifica mentre Vincenzo Nibali, nonostante le difficoltà di oggi, è riuscito almeno a salvare un piazzamento in top 10, ottavo a 1’19” da Teuns.

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