La volata vincente di Dylan Groenewegen alla Paris-Nice © ASO - Alex Broadway
La volata vincente di Dylan Groenewegen alla Paris-Nice © ASO - Alex Broadway

Groenewegen sfrutta le imprecisioni della Quick Step

Paris-Nice, la formazione belga sbaglia la preparazione della volata. Quinta stagionale per il neerlandese, secondo posto per Viviani

Ormai diventa difficile scrivere qualcosa di diverso. Dubai Tour, Volta ao Algarve, Kuurne-Bruxelles-Kuurne e Paris-Nice: queste sono le corse a cui Dylan Groenewegen ha preso parte nel 2018. E in tutte è riuscito a far valere la propria legge, dimostrando di essere definitivamente entrato nell’élite dei velocisti. Se altri colleghi stanno vivendo momenti di appannamento o di calo fisiologico data l’eta, il venticinquenne di Amsterdam è sempre costante nelle proprie prestazioni. A suon di vittorie, giunte per altro in maniera chiara e indiscutibile.

Si ritira Rui Costa, il vento rallenta la marcia
Dopo la pioggia che ha caratterizzato la giornata inaugurale, la seconda tappa della Paris-Nice è stata, fortunatamente per i protagonisti, baciata da un pallido sole. Totalmente pianeggianti i 187.5 km da Orsonville a Vierzon, con la discesa verso sud iniziata dopo l’avvio domenicale nell’hinterland parigino. 153 gli atleti scattati alle 12.03. che diventano 152 dopo una ventina di km: mette piede a terra e sale in ammiraglia Alberto Rui Costa. Il portoghese della UAE Team Emirates ha abbandonato a causa del dolore al ginocchio, problema emerso nella caduta in cui è stato coinvolto ieri.

Per quanto riguarda la fuga, bisogna aspettare. Nessuno ha voglia di tentare l’avanscoperta date le condizioni atmosferiche: il vento soffia infatti contrario, rallentando la marcia e permettendo di percorrere nella prima ora solo 33 km. Medesimo refrain della successiva frazione di tempo, con 65 km affrontati in 120′: da segnalare solamente il traguardo volante di Patay (km 63.5) vinto da Démare sui connazionali Alaphilippe e Laporte.

Ci provano in sei fra cui Boom e Naesen; in due hanno via libera, c’è Boaro
A dare una scossa alla situazione è il solito Thomas De Gendt. Il belga della Lotto Soudal, al km 94, decide di attaccare: a lui si accodano nomi di un certo livello come il connazionale Oliver Naesen (AG2R La Mondiale), l’azzurro Manuele Boaro (Bahrain Merida), il neerlandese Lars Boom (Team LottoNL-Jumbo), il francese Anthony Delaplace (Team Fortuneo-Samsic) e il portoghese Tiago Machado (Team Katusha-Alpecin).

La Groupama-FDJ non lascia spazio ad un simile drappello, mantenendosi sempre entro i 40″ di ritardo; il ricongiungimento avviene ai meno 65 km. Ma non con tutti e sei gli elementi: Boaro e Machado, infatti, ci credono ancora. E tale composizione ristretta va bene al plotone, che dà via libera, permettendo loro di passare ai meno 60 km con 45″, ai meno 50 km con 2’20” e ben 3′ ai meno 44 km, picco massimo di giornata.

Attacco annullato ai meno 4 km, Trentin fuori dai giochi
Ad alternarsi nel lavoro in testa al gruppo sono quattro delle formazioni dei velocisti, con gli ex fuggitivi Boom e De Gendt riciclatisi in tale ruolo e aiutati da volti consueti per tale mansione come Tim Declercq (Quick Step Floors) e Ignatas Konovalovas (Groupama-FDJ). Il margine cala progressivamente, passando a 2′ ai meno 30 km, a 1’10” ai meno 20 km e a 45″ ai meno 15 km. Proprio qui, a Saint Georges sur la Prée (km 173.5), è piazzato il secondo traguardo intermedio: la notizia, più che il transito in testa di Machado, è il secondo conquistato da Alaphilippe, che inizia a costruirsi un gruzzoletto in vista classifica generale.

Boaro e Machado resistono bene, venendo ripresi solamente ai meno 4 km dal traguardo. Da segnalare, sempre nella stessa zona, una caduta senza conseguenze per il polacco Przemsylaw Kasperkiewicz (Delko Marseille Provence KTM) e un problema meccanico che taglia fuori Matteo Trentin (Mitchelton Scott) dalla lotta per il successo. Bora Hansgrohe, Groupama-FDJ, Lotto Soudal e Team Sunweb si danno da fare in testa al gruppo, ma ad impostare la volata è la solita Quick Step Floors che, ai meno 2 km, prende di petto le redini della situazione.

Quick Step si disunisce, Groenewegen sprinta per la quinta vittoria
La compagine belga ha tre vagoni davanti a Viviani; nell’ordine Lampaert, Alaphilippe e Sabatini. L’ultima curva di giornata, posta a 850 metri dal termine e particolarmente stretta, vede il toscano perdere il contatto con gli altri due, creando un buco non previsto. Michael Schwarzmann (Bora Hansgrohe) lo ricuce e, con Sabatini fattosi da parte, imposta la volata prima dell’ingresso in opera del duo della Groupama-FDJ Jacopo Guarnieri e Ramon Sinkeldam.

Lo sprint viene lanciato ai meno 250 metri da Sam Bennett (Bora Hansgrohe) ma l’irlandese anticipa troppo la sparata, anche in considerazione della pendenza della strada. Chi non sbaglia è Dylan Groenewegen che si lancia e, con un rapporto più agile della concorrenza, va a vincere senza grossa fatica per la quinta volta in stagione, appaiando così Valverde e Viviani in vetta fra i plurivittoriosi del 2018.

Viviani è secondo, Démare quinto e leader. Domani probabile rivincita
Alle spalle del neerlandese del Team LottoNL-Jumbo si è classificato un Elia Viviani (Quick Step Floors) bravo a superare il resto della concorrenza ma incapace di affiancare quest’oggi il giovane rivale. Terzo posto per il tedesco André Greipel (Lotto Soudal), seguito dal connazionale Phil Bauhaus (Team Sunweb). Quinto posto per il campione francese Arnaud Démare (Groupama-FDJ), quindi il neerlandese Mike Teunissen (Team Sunweb), il norvegese Alexander Kristoff (UAE Team Emirates), il lussemburghese Jempy Drucker (BMC Racing Team), il tedesco John Degenkolb (Trek-Segafredo) e lo spagnolo Iván García Cortina (Bahrain Merida) completano la top 10.

In classifica Démare continua a vestire la maglia gialla con 7″ su Gorka Izagirre (Bahrain Merida), 8″ su Christophe Laporte (Cofidis, Solutions Crédits) e 10″ su Julian Alaphilippe. Domani probabile nuovo arrivo in volata nella Bourges-Châtel Guyon di 210 km, con l’ultimo gpm di giornata posto a 22 km dal traguardo.

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