Rohan Dennis attorniato dai compagni di squadra © LaPresse - Fabio Ferrari
Rohan Dennis attorniato dai compagni di squadra © LaPresse - Fabio Ferrari

Dennis: «Giornata stressante, portare la maglia in Italia è speciale»

Le dichiarazioni dopo la tappa di Eilat. Viviani: «Ho la migliore squadra per lo sprint»

ELIA VIVIANI (Quick Step Floors)
«Oggi la corsa è stata quella che avevamo immaginato in mezzo al deserto, con continui su e giù nella prima parte. Tutti i velocisti e le loro squadre hanno corso davanti. Alcuni nel finale hanno perso contatto. Non era sicuramente una tappa facile. La velocità dello sprint è stata un po’ bassa a causa della curva ai 350 metri. Il vento è aumentato negli ultimi chilometri. Fortunatamente non era così caldo come temevamo. C’è stato un contatto tra me e Sam Bennett nello sprint. Ero già dalla sua parte quando è andato deciso verso le barriere, mi stava spingendo a lato della strada ma gli ho fatto capire che ero già lì. In Quick Step ho la migliore squadra per gli sprint. Ne sto vincendo molti a prescindere da chi siano i miei rivali. Non importa che altri velocisti non siano qui, li ho già affrontati all’inizio della stagione. Ho scelto di fare il Giro quest’anno. Ho già preso parte a tutti e tre i grandi giri e considero il Giro il più difficile da finire. Il mio obiettivo è completarlo con la maglia ciclamino»

ROHAN DENNIS (BMC Racing Team)
«Questa è la prima volta che riesco a difendere la maglia di leader in un grande giro. Oggi ho centrato il mio primo obiettivo. Portare la maglia rosa in Italia è qualcosa di speciale. È stato un giorno stressante, molto nervoso, sono felice di esserne uscito senza problemi. Sono stato piacevolmente sorpreso da Israele. Quando gareggiamo fuori da Europa, Australia o America c’è molto silenzio a bordo strada. Qui è stato completamente il contrario. I tifosi ci hanno supportato come se questo fosse un paese di grande tradizione ciclistica. Una moltitudine di gente entusiasta a volte è stressante… ma è sicuramente meglio del silenzio»

ENRICO BARBIN (Bardiani CSF)
«Missione compiuta. Andare in fuga era l’unica cosa che potevo fare per salvare la maglia. Prenderla ieri non era pianificato, ma oggi ho voluto a tutti costi tenermela. Mi aspettavo che ci fosse anche Boivin in fuga. Era interesse di tutti collaborare, poi ce la saremmo giocata sul GPM. Frapporti ha anticipato, io ho pensato solo a marcare Boivin. Tutto è andato liscio. 220 km di fuga non sono stati proprio una passeggiata, ma per una maglia al Giro ne vale assolutamente la pena»

FABIO ARU (UAE Team Emirates)
«È stata una giornata decisamente stressante, in special modo per colpa del vento che ha soffiato dall’inizio alla fine. I miei compagni di squadra sono stati perfetti nell’aiutarmi a rimanere sempre nelle prime posizioni dal gruppo e al riparo dai pericoli. Da domani penseremo alle prossime giornate»

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