Il ghigno di Sagan sul traguardo di Frauenfeld © Tour de Suisse
Il ghigno di Sagan sul traguardo di Frauenfeld © Tour de Suisse

Come timbrare un cartellino

Negli ultimi 8 anni Peter Sagan ha sempre vinto una tappa al Tour de Suisse: conferma annuale a Frauenfeld battendo Gaviria

Tra i vari record già conseguiti da Peter Sagan nella sua ancor breve carriera, quello conseguito al Tour de Suisse è probabilmente uno dei più longevi. Lo slovacco non detiene solo il record di vittorie di tappa (16), superando di gran lunga in tale classifica gli idoli locali Cancellara, Koblet e Kubler, ma è anche riuscito a timbrare il successo in tutte le partecipazioni dal 2011 a oggi: solo nel 2010 non ci riuscì, costretto al ritiro già alla seconda tappa (ed aveva vent’anni). Una corsa che è una tappa obbligata per tastare la forma dello slovacco in vista Tour, e non sembra proprio che Sagan sia lontano dalla migliore condizione, anzi: una vittoria netta allo sprint su uno specialista come Gaviria, frutto di un lavoro di squadra che ha fatto fuori molti velocisti e messo in difficoltà gli altri; la collaborazione con la BMC, interessata a preservare la leadership di Küng ha poi permesso di tenere ciò che restava del gruppo cucito fino all’arrivo.

 

Prima parte con Zaccanti in fuga senza margine
La seconda tappa  del Tour de Suisse è ancora ospitata dal paese di Frauenfeld e si svolge su un canovaccio diventato ormai tradizionale: un largo circuito da ripetere 4 volte con delle difficoltà centrali, per un totale di 155 km. In questo caso, è la salita ad Herden (dove si è passati anche per la cronosquadre) che permetterà poi la selezione all’ultimo giro, assieme ad un lungo saliscendi in altipiano. Ma i primi tre giri vengono svolti come una normale tappa da velocisti, con una fuga a 3 alla quale non viene lasciato molto spazio: i protagonisti sono Filippo Zaccanti (Nippo – Vini Fantini) che indosserà la maglia blu di miglior scalatore a fine tappa, Perrig Quemeneur (Direct Énergie) e Calvin Watson (Aqua Blue Sport), che prendono subito 3’ dopo 7 km di gara per poi essere tenuti a non più di 2’ di vantaggio dal lavoro degli uomini BMC. A loro si aggiunge, nel corso del terzo giro, un inaspettato Michael Albasini (Mitchelton-Scott): l’elvetico parte in salita e aggancia i fuggitivi, ma il suo contributo non aiuta la fuga a decollare.

La Bora opera una spietata selezione
All’inizio dell’ultimo giro, una brutta caduta turba la quiete in gruppo: a 35 km dall’arrivo finisce fuori strada Mikel Landa (Movistar) assieme ad altri corridori; niente di rotto per il basco che riparte agevolmente, si fanno più male Alan Marangoni (Nippo – Vini Fantini) e William Clarke (EF – Cannondale) i quali riescono comunque a ripartire e a terminare la prova. La fuga intanto viene ripresa appena prima dell’ultimo traguardo volante a Nussbaumen, e così Küng ne approfitta per vincerlo e assicurarsi la maglia gialla per un altro giorno, in virtù dei 3” di vantaggio sugli altri compagni di squadra.
Si sale dunque per l’ultima volta ad Herden, ed è a questo punto la Bora-Hansgrohe a prendere il controllo della corsa: prima Marcus Burghardt, poi Daniel Oss fanno il ritmo e selezionano notevolmente il gruppo. Quasi tutti i velocisti presenti son costretti a capitolare: da Degenkolb a Kristoff, da Démare a Cort Nielsen, passando per Greipel e Colbrelli, nessuno di questi è nel gruppo, che conta una sessantina di corridori dopo il gpm.

Tutti all’attacco: Stuyven il più generoso
Se la Bora si può dire ineccepibile nella selezione, non altrettanto lo è stata nel controllo della corsa: finito il lavoro di Oss, gli ultimi 20 km sono stati un susseguirsi di attacchi più o meno pericolosi. Il primo a muoversi  è addirittura Richie Porte (BMC), prontamente agganciato da Landa. Al promettente Mark Padun (Bahrain-Merida) spetta il primo attacco serio; l’ucraino, partito ai -18, resta al vento per 3 km sull’altipiano, prima di esaurire le energie. In discesa, dopo velleitari tentativi di Hugh Carthy (EF-Cannondale) e Mathias Frank (Ag2r-La Mondiale), si vede il tentativo più deciso: Silvan Dillier (Ag2r-La Mondiale), il secondo classificato della Parigi-Roubaix, dà il là ad un’azione che trova presto la collaborazione di Jasper Stuyven (Trek-Segafredo), portando alla formazione di un gruppo di 7 atleti con l’inserimento di Joaquin Rojas Gil (Movistar), José Gonçalves (Katusha-Alpecin), Kristjan Koren (Bahrain-Merida), Max Richeze (Quick-Step Floors) e Patrick Konrad (Bora-Hansgrohe), questi ultimi due in funzione di stopper. È un tentativo pericoloso, con la BMC ad assicurarsi che non prenda il largo facendo un favore ai velocisti, fino a chiudere su di loro ai -5. Ancora tentativi nel finale, con la Groupama-FDJ che perso Démare tenta il tutto per tutto, prima con Oliver Le Gac (ai -3.5) poi con Artur Vichot (ai -2), stoppato da Mühlberger.

La volata: Gaviria lungo, bravo Haas 3°
All’ultimo chilometro è addirittura Küng a provare l’allungo, ma i velocisti sono ormai pronti a lanciare la volata. Michael Matthews (Sunweb) perde la ruota di Soren Kragh Andersen che lancia tutti, Fernando Gaviria è indietro e così in rimonta va dritto ai -200 metri: un assist perfetto per Peter Sagan, che deve faticare parecchio per passare il fortissimo velocista colombiano ma che riesce alla fine a stargli davanti di mezza bicicletta, con un inaspettato Nathan Haas (Katusha) sulla destra che arriva terzo a un pelo da Gaiviria. Quarto alla fine Michael Matthews, quinto nonostante le fatiche precedenti Padun, appena davanti al compagno di squadra Enrico Gasparotto: entrambi promettono di fare ancora molto bene allo Svizzera e oltre. Settimo un altro azzurro, Enrico Battaglin (LottoNL-Jumbo), ottavo l’onnipresente Greg Van Avermaet (BMC) davanti ad Artur Vichot (Groupama-FDJ) e Steven Kruijswijk (LottoNL-Jumbo).

Nessuna vittima in ottica di classifica per la tappa odierna: Stefan Küng resta maglia gialla con 3” di vantaggio sui suoi compagni più rappresentativi, ossia Van Avermaet, Porte e Van Garderen. Sagan sale in quinta posizione a 20”, poi a 23” il blocco Sunweb composto da Matthews, Kelderman e Oomen, a 28” Simon Gerrans (BMC) e a 30” gli uomini migliori della Bora e della Quick-Step.  Difficile per Sagan arrivare ad indossare la gialla: dovrà intanto vincere domani nella frazione di Gansingen, un altro finale interessante con un GPM di terza categoria a 6 km dall’arrivo.

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