Marianne Vos vince a Breganze © Ossola
Marianne Vos vince a Breganze © Ossola

Marianne, che ritorno di classe!

A Breganze la Vos coglie la sua vittoria di tappa numero 21 in carriera al Giro Rosa; seconda Longo Borghini. Domani si sale sullo Zoncolan

Nel corso della sua carriera, quando Marianne Vos ha deciso di schierarsi al via del Giro d’Italia Femminile lo ha sempre fatto per essere tra le principali favoriti, e d’altronde non poteva essere altrimenti per una fuoriclasse del suo calibro: in sei partecipazioni, la 31enne olandese ha vinto per tre volte la classifica generale con un bottino complessivo di venti vittorie di tappa, almeno una in ogni sua presenza in Italia. Ecco perché quando la sua formazione Waowdeals Pro Cycling ha annunciato le scelte per la corsa rosa c’è stata subito curiosità per capire cosa avrebbe potuto fare la campionessa europea in carica al ritorno nella più importante corsa a tappe della stagione dopo quattro anni di assenza.

Nelle prime giornate di gara Marianne Vos si era lanciata negli sprint ottenendo un terzo posto ad Ovada e aveva poi puntato la tappa di Omegna vincendo la volata del gruppo dietro alle tre fuggitive: questa volta le grandi salite l’hanno respinta e forse restavano proprio la tappa di oggi come ultima occasione per alzare le braccia al cielo anche in questa edizione. E Marianne Vos non l’ha fallita, inventandosi un bellissimo numero negli ultimi chilometri con un attacco in discesa assieme ad altre due atlete che poi ha battuto in volata: una sorta di saggio di alcune delle sue qualità migliori, velocità, esplosività ed una grandissima abilità nella guida della bicicletta.

Il gruppo si spezza sulla salita della Rosina
Come abbiamo detto più volte in questi giorni, al Giro Rosa non ci sono mai tappe scontate o che si possono affrontare con un po’ più di tranquillità: ecco quindi che una tappa di 126 chilometri apparentemente intermedia, posizionata subito dopo la durissima cronoscalata di ieri e all’immediata vigilia dell’arrivo in salita sullo Zoncolan, sia caratterizzata da un ritmo elevatissimo fin dalle prime pedalate. Dopo la partenza da San Giorgio di Perlena, il gruppo ha subito messo nel mirino il traguardo volante di Schiavon al chilometro 12.7: con la lotta per il podio racchiusa in pochi secondi l’occasione era molto ghiotta e l’olandese Lucinda Brand non se l’è fatta sfuggire andando a prendersi i 3″ in palio per il primo posto con Alexis Ryan seconda e Leah Kirchmann terza.

Anche dopo lo sprint intermedio, però, l’andatura del gruppo è stata sempre molto alta: in programma c’erano infatti due giri del circuito della Rosina ed al primo passaggio è bastato un timido allungo dell’ex maglia rosa Amanda Spratt per far esplodere il gruppo. Il secondo transito sulla Rosina metteva in palio anche punti per la maglia verde di miglior scalatrice con Elisa Longo Borghini che è passata per prima davanti a Ruth Winder e Amanda Spratt: dopo soli 40 chilometri, percorsi a 42 km/h di media nonostante le due salite, il gruppo di testa era composto da una settantina di unità, con la seconda metà del plotone comprendente alcune velociste come Bastianelli, D’Hoore, Leleivyte, Guarischi, Sperotto e Fidanza ad inseguire staccata di un paio di minuti.

Moolman e Brand raccolgono abbuoni
Per le inseguitrici la corsa è di fatto terminata lì, nonostante un piccolo tentativo di reazione nel finale di corsa: il gruppo ha infatti tenuto un ritmo sempre molto elevato, anche se magari non proprio costante. In testa alla corsa, infatti, ci sono stati diversi tentativi di fuga lungo tutta la fase centrale: ci ha provato Audrey Cordon (Wiggle), ci ha provato Aude Biannic (Movistar), ci hanno provato anche altre atlete ma il gruppo ha sempre reagito abbastanza prontamente anche perché chi era riuscita a resistere alla selezione iniziale era sicuramente un’atleta di spessore e soprattutto in ottime condizioni di forma.

Altro punto di grande interesse di questa ottava tappa era il secondo traguardo volante di giornata, posto in località Lugo di Vicenza quanto mancavano 20.6 chilometri al traguardo. Qui il Team Sunweb ha provato a recuperare ancora qualcosa in classifica generale, ma l’operazione è riuscita solo in parte: stavolta Lucinda Brand è transitata in seconda posizione guadagnando 2″ in classifica, ma sulla linea è stata anticipata da Ashleigh Moolman che di secondi di abbuono ne ha presi tre. In questo momento la lotta per il podio vedeva quindi Moolman seconda, Spratt terza a 2″, Brand quarta a 5″.

Nell’ultima discesa nasce l’azione decisiva
L’organizzazione di Giuseppe Rivolta ha voluto movimentare il finale di questa ottava tappa del Giro Rosa inserendo lo strappo in salita di San Giorgio di Perlena, salita già vista nelle gare del calendario open nazionale e che nelle intenzioni doveva essere il trampolino per alcuni attacchi volti ad evitare un arrivo in volata. Anche su questo gran premio della montagna, di terza categoria come il precedente, a scollinare per prima è stata Elisa Longo Borghini con Marianne Vos a ruota e Amanda Spratt ancora in terza posizione: l’azzurra della Wiggle High5, che ieri mattina era ancora incerta se prendere il via o no e che era stata convinta dalla presenza della nonna proprio sul traguardo odierno di Breganze, ha messo a segno un bottino di 10 punti che non sono stati sufficienti a togliere la maglia verde ad Amanda Spratt, ma adesso tra le due la differenza si è ridotta a soli 4 punti.

Il gpm era posizionato a 8.7 chilometri dall’arrivo e la prima parte della discesa presentava subito alcuni passaggi abbastanza tecnici: Elisa Longo Borghini e Marianne Vos, che già erano scollinate davanti, ne hanno subito approfittato per accelerare e a loro si è aggiunta anche l’altra olandese Lucinda Brand. In trio di testa ha iniziato a guadagnare sulle inseguitrici anche perché, con più di due minuti e mezzo di vantaggio in classifica, la maglia rosa Annemiek Van Vleuten ha giustamente preferito affrontare la discesa senza correre rischi inutili; inoltre l’ultima salita ha fatto selezione lasciando meno di 30 atlete in gruppo, molte quasi tutte le velociste superstiti si erano staccate e poche erano quelle che avevano la forza o l’interesse per tirare.

Prima vittoria stagionale per Marianne Vos
Il terzetto di attaccanti alla fine è arrivato a giocarsi la vittoria di tappa allo sprint: Lucinda Brand ha tirato per tenere alta la velocità nell’ultimo chilometro visto che era colei che aveva i maggiori interessi di classifica in questa azione e quando è partita Marianne Vos non ha avuto la forza di reagire, nonostante il suo spunto veloce sia certamente interessante, di solito. Marianne Vos ha quindi tagliato il traguardo esultando per quella che è la sua prima vittoria stagionale, un dato statistico che sembra strano da sentir dire: Elisa Longo Borghini ha chiuso seconda, Lucinda Brand terza.

Il plotoncino con la maglia rosa Annemiek Van Vleuten è giunto al traguardo con 23″ di ritardo regolato in volata da Giorgia Bronzini: dal quarto al nono posto le posizioni dell’ordine d’arrivo sono state monopolizzate da atlete italiane, con la piacentina della Cylance che è stata seguita da Soraya Paladin (Alé Cipollini), Maria Giulia Confalonieri (Valcar), Sofia Bertizzolo (Astana), Elena Cecchini (Canyon) e Nadia Quagliotto (Top Girls). Tra le atlete nella top15 della classifica generale, l’unica a perdere qualcosa è stata la canadese Leah Kirchmann (Sunweb) che è arrivata staccata a 1’14” da Marianne Vos.

Domani lo Zoncolan dove tutto può succedere
La classifica generale vede sempre Annemiek Van Vleuten saldamente in maglia rosa, ma la sua connazionale Lucinda Brand oggi è riuscita ad avvicinarsi a 2’29”, comunque tanto per sperare in un ribaltone nelle due tappe conclusive in terra friulana. In terza posizione c’è la sudafricana Ashleigh Moolman a 2’51”, scende in terza posizione Amanda Spratt che resta a 2’53”. Elisa Longo Borghini è sempre la miglior italiana nella generale, sempre in nona posizione ma adesso a soli 13″ dall’ottavo posto di Ruth Winder. Nella lotta per la maglia bianca, marcatura serrata da Sofia Bertizzolo e Nadia Quagliotto, entrambi arrivate a Breganze con le migliori: la miglior giovane è sempre l’atleta dell’Astana con 56″ di vantaggio, ma il duello è molto aperto.

Domani finalmente arriva il giorno dell’attesissima tappa dello Zoncolan con i 10.1 chilometri finali ad una pendenza media addirittura dell’11.9%: una scommessa rischiosa per l’organizzazione del Giro Rosa visto che una salita simile non ha paragoni nel ciclismo femminile, ma di sicuro c’è bisogno di ascese di grande fama per attirare l’attenzione di un maggiore numero di appassionati. Sullo Zoncolan potrebbe succedere di tutto proprio perché non esistono riferimenti su certe pendenze: certo, sembra impossibile scalzare dalla vetta Annemiek Van Vleuten, in virtù soprattutto della cronoscalata di ieri, ma tra le altre nessuna posizione in classifica può essere definita come al sicuro.

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