Laura Stigger conquista l'oro in casa nel Mondiale juniores di Innsbruck © Bettiniphoto
Laura Stigger conquista l'oro in casa nel Mondiale juniores di Innsbruck © Bettiniphoto

L’austriaca Laura Stigger vince il Mondiale donne juniores, Italia giù dal podio

Le azzurre abdicano dal trono del Campionato del Mondo donne juniores e dopo due titoli consecutivi si ritrovano fuori dal podio, ma lo fanno con un’altra bellissima prestazione di squadra fino agli ultimi 6 chilometri e con un finale che forse lascia più di un rimpianto. A trionfare è stata l’austriaca padrona di casa Laura Stigger, atleta senza grandi risultati su strada ma che si è fatta un nome nella Mountain Bike vincendo gare a ripetizione e due titoli mondiali juniores nel Cross Country. Argento alla Francia con Marie Le Net, bronzo al Canada con Simone Boilard.

L’Italia ha provato subito a fare corsa dura con un allungo di Matilde Vitillo subito dopo il via ufficiale, leggermente ritardo per permettere di rientrare ad alcune atlete cadute nel trasferimento: nella prima di corsa, però, l’unica fuga di un certo rilievo è stata quella della kazaka Svetlana Pachshenko, rimasta in avanscoperta per una dozzina di chilometri fino ai meno 47.

Il primo punto chiave della gara è stata la salita di Gnadenwald, non lo stesso affrontato ieri nella cronometro maschile, ma uno più breve ed impegnativo: erano 2600 metri al 10.5% medio e, come era prevedibile, il gruppo è esploso sul ritmo imposto dalla russa Aigul Gareeva. In cima erano rimaste davanti solo sette atlete tra cui le italiane Barbara Malcotti (molto brillante) e Camilla Alessio, ma poi si è scelto di non insistere nell’azione e così sono rientrate prima quattro atlete tra cui Vittoria Guazzini e poi un altro gruppetto più folto con Matilde Vitillo: al primo passaggio sotto al traguardo, a 23.9 km dall’arrivo, erano quindi rimaste 25 atlete a giocarsi questo Campionato del Mondo.

La gara si è quindi rianimata sulla salita Igls, la più lunga del circuito austriaco, con i primi tentativi di Kulynych e Gareeva, ma lo scatto decisivo lo ha fatto proprio l’austriaca Laura Stigger ai meno 16 chilometri: Barbara Malcotti e Simone Boilard sono state le uniche a tenerle la scia e proprio l’azzurra ha provato anche la rilanciare verso il termine della salita, mettendo un po’ in difficoltà la Boilard ma senza fare selezione.

La Boilard ha sofferto a tenere il ritmo delle prime due in discesa ma è rimasta agganciata, poi negli ultimi 6 chilometri è iniziata una corsa tutta nuova con la tattica che ha preso il sopravvento: sentendosi battuta in volata, Barbara Malcotti ha smesso di tirare, anche perché tra le inseguitrici a non molti secondi c’erano Camilla Alessio e Vittoria Guazzini. Ma la prima atleta a rientrare sul terzetto di testa a 5 chilometri dal traguardo non è stata una maglia azzurra, bensì quella blu della francese Marie Le Net: le due italiane erano poco più indietro con l’altra francese Mathilde Wiel.

Davanti c’è stata molta incertezza sul cosa fare e qualche piccola accelerazione ha comunque tenuto a distanza le inseguitrici che però, a 1500 metri dalla conclusione, sembravano essere in grado di rientrare: lì Vittoria Guazzini ha affrontato male una curva verso destra perdendo velocità, allo stesso tempo davanti ha provato ad allungare la francese Le Net e così a giocarsi il successo sono state le prime quattro. Barbara Malcotti si è messa in testa a forzare il ritmo agli ultimi 500 metri, non ha sorpreso le rivali e di fatto ha tirato loro la volata: inevitabile il quarto posto per l’azzurra, mentre l’austriaca Laura Stigger è riuscita a precedere di pochissimo la francese Marie Le Net, più indietro al terzo posto la canadese Simone Boilard.

Alla fine per l’Italia non possono che esserci rimpianti a guardare l’ordine d’arrivo: Barbara Malcotti quarta, Vittoria Guazzini ha chiuso sesta a 14″, ancora molto generosa la prova di Camilla Alessio, settima a 29″; Matilde Vitillo, dopo aver dato tanto per le compagne, è riuscita comunque a terminare la gara in trentaquattresima posizione a 4’56”. Non sorridono neanche la Russia, con Aigul Gareeva solo ottava a 56″, e la Gran Bretagna con Pfeiffer Georgi undicesima a 1’52”.

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