L'arrivo di Toon Aerts nel Koppenbergcross © DVV Trofee-Golazo
L'arrivo di Toon Aerts nel Koppenbergcross © DVV Trofee-Golazo

Rombo di Toon sul Koppenberg

Il DVV Trofee si apre con grandi sorprese: Mathieu Van der Poel rimbalza (21esimo alla fine!), vince Aerts su Michael Vanthourenhout, Wout Van Aert solo terzo

Ma che brutta bestia sei, Koppenberg? Lo sanno bene “quelli” del Giro delle Fiandre, ma anche nel cross non si scherza, se oggi ti sei portato a casa, o muro infame, lo scalpo del giovane imperatore della disciplina, Mathieu Van der Poel. Il quale letteralmente non ci ha capito niente, da un certo punto in poi, e si è mestamente sfilato dalla lotta per le prime posizioni, e poi si è sfilato da qualsiasi cosa, affannandosi a mettere giusto il punto alla fine di una giornata infausta. 21esimo posto, piazzamento che su questo palmarès fa scattare immediatamente lo stato di crisi…

Ne ha approfittato l’eterno rivale Wout Van Aert, direte? Macché. Anche il RollingStone di Herentals stava bene ma non benissimo, o meglio, intendiamoci: bene al punto da giocarsela fino alla fine, non benissimo da spaccare a sua volta la scena, involandosi come tante volte gli abbiamo visto fare.

Anche perché poi c’è quel terzo uomo che sta crescendo innegabilmente di mese in mese, quel Toon Aerts che dimostra di non temere la contesa faccia a faccia coi due mostri sacri, e che non proprio di rado riesce a metterli al loro posto. Una variabile ancora occasionale, certo, ma quanto mai salvifica per un ciclocross che – già dovendo fare i conti con l’asciutto ormai quasi perenne sui suoi tracciati – rischia di trasformarsi in un giochino asfittico, data la prevedibilità del “primo-MVDP-secondo-WVA-terzo-Toon”.

Bene che vinca anche Aerts, quindi (e meglio sarebbe ci riuscissero pure altri, ma non chiediamo miracoli a questi chiari di luna), e intanto il capitano della Telenet si è portato in testa al nascente DVV Trofee, di cui a Oudenaarde si è celebrata oggi la tappa d’apertura; e ricordiamo che le vittorie americane l’hanno già proiettato al comando in Coppa del Mondo, il che, per un “terzo uomo”, non è poi male: guida due delle tre challenge principali, secondo essendo nella terza (nel Superprestige insegue Mathieu).

 

Aerts la mette subito sul piano dello scontro
Una prima tappa col botto, quella del DVV Trofee 2018-2019, disputata nel classico Koppenbergcross di Oudenaarde. Toon Aerts ci ha tenuto a partire subito forte, e invece Mathieu Van der Poel, dominatore della stagione, è parso dall’inizio poco in palla, perdendo terreno sull’avvio sprint del 25enne di Rijkevorsel. Comunque alla fine del primo giro le distanze non potevano certo essere chissacché, e difatti il Fenomeno ha chiuso giusto alle spalle del trenino formato da Toon, Wout Van Aert, Daan Soete, Eli Iserbyt, Quinten Hermans e Michael Vanthourenhout, con Corné Van Kessel subito alla ruota di Mathieu: una situazione che, per il Campione Europeo in carica, tante volte ha preluso a grandi imprese.

La seconda tornata, nel DVV Trofee, è quella dell’abbuono, e in prossimità del traguardo volante ancora Aerts ha prodotto un cambio di ritmo (che l’ha portato peraltro a prendersi i 15″ di bonus davanti a Wout e a Vanthou, 10 e 5 per loro rispettivamente) che ha frantumanto il gruppetto, facendo perdere le tracce di Van Kessel; ma di lì a poco un passaggio chiave, ovvero la caduta di Van der Poel su una balza. Uno degli aspetti di una giornata-no può essere quello di valutare male un ostacolo, e questo è successo all’olandese, che si è proprio piantato con l’anteriore su una cunetta in salita, andando giù.

Vedere lo spauracchio in ambasce ha messo le ali alle ruote di Aerts, che – ancora lui – ha forzato come un ossesso, creando la voragine destinata a essere decisiva: alla ruota di Capitan Telenet, solo Van Aert e Vanthourenhout, gli stessi che lo marcavano all’abbuono. WonderPoel (oggi molto poco Wonder) girava a fine tornata poco dietro Soete, Hermans e Iserbyt, tra i 16 e i 20″ di distacco. Mancavano comunque a quel punto ben 6 giri del circuito di Oudenaarde, indi per cui le possibilità di riavvicinare il terzetto di testa erano intatte per uno così.

 

Van der Poel sbaglia tutti i conti e salta completamente
Due ometti intelligenti come Aerts e Van Aert hanno capito subito che conveniva collaborare per tenersi dietro l’astro olandese, e hanno effettivamente tirato a turno per metà terzo giro (Vanthou a ruota), per sostanziare il vantaggio. Sul Koppenberg però Van Aert non ha resistito alla tentazione e, dopo averlo annunciato con una breve sgasata poco prima, ha dato vita a un attacco frontale, a cui Vanthourenhout ha sulle prime risposto benino, Aerts no: quest’ultimo ha perso secondi a inizio muro, salvo però rifarsi sotto verso la cima, dimostrando gran capacità di gestione, oltre che gamba sopraffina.

Intanto le cose per Van der Poel andavano che si doveva tentare di stringere i tempi, secondo la logica del Dominatore: non era concepibile restare nel gruppetto degli attardati, e infatti subito l’olandese ha tentato di strapazzarlo, quel drappello, mandando a gambe all’aria Soete nel corso della tornata. La voracità però è cattiva consigliera, in certi frangenti: chissà perché, il giovin Mathieu si era convinto di poter rientrare sui primi con tre pedalate delle sue sul Koppenberg, sicché ha scalato due marce e ci ha dato dentro, pensando di papparsi il muro dei muri, il quale invece gli è risultato indigesto, presentandogli poi un conto insostenibile per le tasche odierne del ragazzo.

Il fuorigiri di Van der Poel nell’occasione dev’essere stato tremendo, tanto che l’ha di fatto prosciugato: in cima è transitato col solo Iserbyt (Hermans si sarebbe rifatto sotto di lì a poco), ma ancora a 20″ dai primi. Non solo non li aveva ripresi, ma aveva pure rinculato a fine muro, riperdendo secondi preziosi. Nulla in confronto a quello che avrebbe lasciato da lì all’arrivo.

Con l’energia finita alla fine di quel terzo giro, Van der Poel si è visto via via raggiungere e superare da chiunque, senza avere la forza di opporre alcunché a quella deriva che l’avrebbe portato, a fine gara, a un clamoroso 21esimo posto a 4’12” dal primo. La contesa era più che mai ridotta ai tre al comando.

 

Toon Aert finalizza il capolavoro
Un quarto giro di assestamento, un quinto giro in cui Vanthourenhout ha tentato un allungo senza trovare spazio, e in cui Aerts ha dato un’altra bottarella sul Koppenberg, causando il distacco proprio di Michael. Nel sesto però il ragazzo con gli occhi a palla è rientrato, e stavolta la rasoiata di Aerts sul muro è stata meno forte della precedente, per cui non ha causato smottamenti.

Dietro c’era un Lars Van der Haar che ritrovava verve giro dopo giro, prima rientrando su Iserbyt e Hermans, poi risultando il più brillante del terzetto, mentre da dietro emergeva il fondista Laurens Sweeck.

Il settimo giro è vissuto tutto su un ritmo sostenuto imposto da Van Aert, ritmo che però è risultato essere il preludio a nient’altro che all’ormai classico affondo di Aerts sul Koppenberg. Solo che stavolta il rombo di Toon è stato fulminante per Van Aert, che ci ha lasciato le penne: troppo aveva speso nel corso del giro, forse? Vanthourenhout, di riffa o di raffa, è riuscito di nuovo a salvarsi e a rifarsi sotto dopo lo scollinamento, ipotizzando addirittura un contropiede a inizio ultimo giro; ma a quel punto Aerts aveva l’obiettivo nel mirino, e niente e nessuno gliel’avrebbero più tolto. L’ottimo Vanthou ci ha provato una seconda volta, ma di nuovo senza far la differenza.

Piuttosto, con Van Aert che era ancora lì a vista poco dietro, Aerts si preoccupava di rilanciare l’andatura ogni volta che notava l’iridato in recupero di qualche metro, per cui tutto il giro è stato un continuo strappare e ristrappare. Fino al nuovo, definitivo, decisivo Koppenberg: e lì Toon ha dato fondo a quel che gli restava, e ha confezionato il nastrino sul capolavoro che aveva deciso di regalarsi. Staccato irrimediabilmente Vanthourenhout, che per un attimo non ci ha capito niente (zigzagava in malo modo, ma poi per sua fortuna è riuscito a riprendersi quel tanto che bastò per lasciarsi WVA alle spalle), e volo non pindarico verso il traguardo posto in cima.

Meritatissima vittoria per il più convinto e generoso, quindi, Vanthourenhout secondo a 11″, Van Aert terzo a 14″; poi l’abisso, e a 58″ troviamo Van der Haar, a 1’18” Hermans, a 1’25” Sweeck, a 1’38” Iserbyt (il drappello si era frantumanto nell’ultima tornata9, e poi ancora a 1’52” Kevin Pauwels, a 2′ Jens Adams, a 2’32” Daan Soete. La classifica sarebbe più o meno uguale, ma c’è l’abbuono da contare, per cui qui Van Aert è secondo a 19″ da Toon Aerts, Vanthourenhout terzo a 21″, e tutti gli altri sono nello stesso ordinde dell’arrivo, con in più 15″ di gravame sul groppo (Van der Haar a 1’13”, Hermans a 1’33”, Sweeck a 1’40” e così via). Seconda tappa del DVV Trofee sabato 10 col Soudal Jaarmarktcross, in questo fine settimana invece ci divertiremo con gli Europei di s’Hertogenbosch, nei quali MVDP sarà chiamato a difendere il titolo del 2017.

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