Elia Viviani esulta in maglia ciclamino © Gian Mattia D'Alberto - LaPresse
Elia Viviani esulta in maglia ciclamino © Gian Mattia D'Alberto - LaPresse

Il 18 di Viviani vale la lode

Il veronese è il plurivittorioso della stagione: dietro di lui Groenewegen e Valverde a 14, Mareczko fa 13 e Moschetti sfiora la doppia cifra

Con la stagione ormai terminata per tutti i big, questo è il periodo giusto per dare un’occhiata ai numeri e alle statistiche su quanto accaduto nell’ultimo anno di ciclismo professionistico. Un dato sempre molto curioso da andare a guardare è quello relativo ai corridori che hanno vinto più corse in stagione e per il secondo anno consecutivo c’è un corridore italiano in testa a questa speciale classifica: se nel 2017 Jakub Mareczko aveva chiuso a quota 14 successi appaiato ad due fenomeni del calibro di Fernando Gaviria e Marcel Kittel, in questo 2018 invece nessuno è riuscito ad eguagliare la straordinaria annata di Elia Viviani che ha messo assieme un bottino di 18 vittorie, tutte di qualità.

Dopo la particolarità della passata stagione con ben tre corridori in testa a pari numero di vittorie, si torna ad avere un uomo solo a svettare sopra a tutti gli altri e soprattutto torna ad aumentare il numero di successi del plurittorioso dopo che negli ultimi anni si era arrivati al massimo ai 15 del belga di Timothy Dupont della sorprendente stagione 2016.

Viviani, una stagione super
La stagione di Elia Viviani è stata assolutamente straordinaria tanto da riuscito a raddoppiare il numero di vittorie ottenuto nella sua migliore annata prima di questa: dai nove del 2017 (nel 2011 e nel 2015 si era fermato a otto), nel 2018 è arrivato a toccare addirittura quota 18 andando a segno in molte corse di alto livello: il velocista veronese ha vinto quattro tappe al Giro d’Italia e poi ne ha fatte sue anche altre tre alla Vuelta a España, ha vinto in Australia e negli Emirati Arabi, ha vinto la gara di La Panne in Belgio, ha ripetuto il successo dell’anno precedente alla EuroEyes Cyclassics di Amburgo e a giugno ha conquistato per la prima volta la maglia tricolore di campione italiano su strada.

La svolta di Elia Viviani era già iniziata nella seconda metà del 2017 ma si è concretizzata quest’anno con il passaggio dalla Sky alla Quick-Step Floors, una squadra senza dubbio più attrezzata per supportare le ambizioni di un velocista. Viviani ha trovato anche una maggior fiducia nei propri mezzi e, lo abbiamo già detto in passato ma lo ripetiamo, questo suo 2018 assomiglia un po’ al 2003 di Alessandro Petacchi: entrambi hanno fatto il vero salto di qualità a 29 anni, si sono imposti in un periodo in cui una generazione di grandi sprinter ha iniziato a calare e hanno saputo sfruttare al meglio la propria occasioni. Il 2019 per Viviani sarà ancora più importante quindi, dovrà dimostrare di sapersi ripetere e dovrà farlo nel ruolo di primo velocista della squadra vista la partenza di Fernando Gaviria: le pressioni saranno maggiori ed i margini d’errore ridotti, ma sarà interessante vedere come organizzerà i treni la formazione di Patrick Lefévère perché con Maxi Richeze come ultimo uomo, Elia Viviani potrebbe vincere molto di più.

La velocità di Groenewegen, la classe di Valverde
Alle spalle di Elia Viviani nella classifica dei plurivittoriosi troviamo due corridori dalle caratteristiche abbastanza differenti appaiati a quota 14 successi. Il 25enne velocista Dylan Groenewegen sta crescendo in maniera molto interessante e dopo aver vinto sui Campi Elisi nel 2017, quest’anno ha aggiunto al proprio palmarès altre due tappe al Tour de France: in termini di velocità pura il portacolori del Team LottoNL-Jumbo è uno dei migliori in assoluto al pari di Marcel Kittel (disastroso quest’anno, solo due vittorie e tantissimi problemi, peggio ha fatto Cavendish fermo a quota 1), ma per essere il migliore in assoluto gli manca un po’ di resistenza, la continuità di rendimento e magari anche un treno migliore e dedicato al 100% a lui.

A questa 14 vittorie c’è anche il campione del mondo Alejandro Valverde, protagonista di una stagione clamorosa se si pensa che non è velocista e che il 1° luglio del 2017 si era sbriciolato un ginocchio nella cronometro d’apertura del Tour de France e non si sapeva a che livelli sarebbe potuto tornare in bicicletta. La sua grande determinazione nella riabilitazione e negli allenamenti per recuperare, lo ha portato a non sbagliare un colpo a inizio stagione vincendo Volta Valenciana, Abu Dhabi Tour e Volta a Catalunya arrivando però senza la giusta brillantezza alle classiche delle Ardenne. Il Tour de France è stato assolutamente da dimenticare per tutta la Movistar ma si è rifatto con le due tappe vinte alla Vuelta a España e, soprattutto, con la perla del Campionato del Mondo di Innsbruck.

Gli altri: Mareczko sempre presente, bravo anche Moschetti
Scorrendo la classifica dei plurivittoriosi al quarto posto con 13 vittorie troviamo il bresciano Jakub Mareczko che si conferma sopra alla doppia cifra: il problema continua ad essere la qualità di questi successi, Sharjah Tour, Tour du Maroc e corse varie in Cina, niente in Europa. Il prossimo anno Mareczko lascerà la Wilier e debutterà nel World Tour con la CCC: difficile ripetere ancora una volta questi numeri, ma se dovesse centrare qualche corsa nel Vecchio Continente il bilancio stagionale potrebbe essere quasi più positivo. Nel World Tour debutterà anche Matteo Moschetti, nove vittorie quest’anno che gli sono valse l’approdo alla Trek: nella prima tappa del Tour du Poitou Charentes, da stagista, ha già sfiorato la prima vittoria con il team di Luca Guercilena.

In doppia cifra troviamo anche l’ottimo Julian Alaphilippe, altro non velocista che però per tutto l’anno è sempre andato a caccia di vittorie praticamente ovunque abbia corso: se la Quick-Step è arriva a 73 vittorie in un anno, il merito è anche dei 12 centri del francese. Per quanto riguarda i traguardi “esotici” segnaliamo le 11 vittorie di Youcef Reguigui, passato dal World Tour ad una Continental e grande mattatore nelle corse africane, mentre tra i giovani va applaudita la grande stagione del colombiano Ivan Sosa che ha dato grande gloria all’Androni-Sidermec ma che purtroppo ha rovinato parte di quanto fatto sulla strada con la discitibile gestione del suo futuro tra contratti e procuratori che al momento lo tengono in bilico tra Trek e Sky.

La classifica
18 vittorie: Elia Viviani
14 vittorie: Alejandro Valverde, Dylan Groenewegen
13 vittorie: Jakub Mareczko
12 vittorie: Julian Alaphilippe
11 vittorie: Youcef Reguigui
10 vittorie: Ivan Sosa
9 vittorie: Michal Kwiatkowski, Pascal Ackermann, Arnaud Démare, Fernando Gaviria, Onur Balkan, Matteo Moschetti
8 vittorie: Simon Yates, Peter Sagan, Primoz Roglic, André Greipel, Sebastian Molano, Alois Kankovsky

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