Tao Geoghegan Hart conquista la quarta tappa del Tour of the Alps © Pentaphoto
Tao Geoghegan Hart conquista la quarta tappa del Tour of the Alps © Pentaphoto

Tao, la strada verso l’eccellenza

Tour of the Alps, a Cles il britannico supera in volata Nibali, autore di numerosi scatti. Sivakov rimane leader

La fuga tarda a partire nella frazione trentina
Dopo essere andato a sud, il Tour of the Alps riprende la salita verso nord per un classico arrivo della prova, quello di Cles. La località nonesa viene raggiunta dopo una tappa scattata alle 11.53 da Baselga di Piné e caratterizzata da due salite di un certo livello come la Forcella di Brez, 5.9 km al 10.2%, e il Passo Predaia, 10 km al 7.5% con la cima a 19 km dalla fine. L’ultima difficoltà è un breve strappetto di circa 1 km con punte al 15% in prossimità dell’ingresso nel comune trentino.

Andatura molto elevata sin da subito e che impedisce la formazione del gruppetto di attaccanti; così al traguardo volante di Mezzolombardo (km 29.8) passa per primo l’austriaco Mattias Krizek (Team Felbermayr-Simplon Wels) davanti ai connazionali Kuen e Bayer. La fuga buona si forma poco dopo, attorno al km 35 con il passaggio per il centro abitato di Campodenno, con otto corridori presenti, alcuni dei quali già protagonisti nei tre precedenti giorni di gara.

Otto in fuga, ci sono anche Nibali jr e Zardini
Dell’attacco ne fanno parte gli italiani Antonio Nibali (Bahrain Merida) ed Edoardo Zardini (Neri Sottoli-Selle Italia-KTM), gli spagnoli Alex Aranburu (Caja Rural-Seguros RGA) e Sergio Samitier (Euskadi-Murias), i francesi Elie Gesbert (Team Arkéa-Samsic) e Alexis Vuillermoz (AG2R La Mondiale), il colombiano Aldemar Reyes (Manzana Postobón) e il kazako Andrey Zeits (Astana Pro Team).

Il gruppo, complice la qualità dei fuggitivi, non lascia eccessivo spazio, tanto che il margine massimo di giornata di 2’55” viene toccato attorno al km 50. Sulla salita della Forcella di Brez la lotta per fra i battistrada c’è solo per accaparrarsi i punti in palio sul gpm (km 73.2) con Samitier che incrementa la propria leadership nella speciale graduatoria superando Zardini, suo diretto rivale. Proprio il veronese e lo spagnolo, nell’immediato falsopiano, cercano di avvantaggiarsi senza successo.

Sul Passo Predaia la Bahrain fa il ritmo
Il plotone si impegna sulla salita, con il ritardo che in vetta è sceso a 1’35”. A tirare è il Team Sky con Salvatore Puccio, che imposta un ritmo deciso anche nel seguente tratto di discesa e pianura; a 40 km dalla fine a separare attaccanti e plotone sono 55″ che scendono ulteriormente a 35″ ai meno 30 km, proprio quando inizia la salita del Passo Predaia.

Tra i battistrada il più desideroso a fare una buona velocità è Reyes, che a testa bassa si mette a fare il ritmo; il colombiano provoca la perdita di contatto del grande protagonista di ieri Gesbert al pari di Zardini. Anche nel gruppo muta la situazione; alla macchia (ancor per poco) nerazzurra si sostituisce quella rossa della Bahrain Merida con Valerio Agnoli e Andrea Garosio che predono le redini. A loro, a 26 km dalla fine, si aggiunge anche Antonio Nibali, volutamente fatto fermare dalla fuga per supportare i compagni nell’inseguimento.

Nibali attacca e riprende gli ultimi fuggitivi
Anche perché le tirate di Reyes, ogni tanto supportato da Vuillermoz, riescono a mantenere vive le speranze per la fuga, che per metà salita rimane sempre in possesso di una trentina di secondi di vantaggio. Da cinque gli attaccanti rimangono quattro con la defezione di Samitier, che non ce la fa più; è comunque una buona giornata per lui, che incrementa il vantaggio nella per lui interessante graduatoria dei gpm.

Garosio e Nibali jr finiscono il lavoro a Vervò ed entra in azione Hermann Pernsteiner. L’austriaco effettua neppure 100 metri di accelerata e subito propizia una fiammata di Vincenzo Nibali; con il messinese rimangono solo Froome, Sivakov, Majka e Bizkarra, provocando, a 23 km dalla fine, il riassorbimento dei pochi fuggitivi superstiti.

Il capitano della Bahrain tenta e ritenta, Froome cede
Il siciliano cerca di nuovo l’allungo a 22.9 km, con il solo Vuillermoz che rimane con lui; a cercare e a quasi riuscire a chiudere subito il buco è Froome, in versione gregario perfetto per Sivakov. Ma Nibali oggi ha l’intenzione di fare le cose sul serio e ci riprova una terza volta; ancora una volta, però, Froome, con la sua abituale pedalata, quasi colma il disavanzo portando con sé Sivakov, Majka e Geoghegan Hart.

Quasi, dicevamo, perché Nibali prova un quarto affondo a 2.9 km dalla vetta. Anche stavolta, però, niente da fare, con Froome che annulla tutto. La quinta mossa è, però, letale per il keniano bianco che si stacca, incapace di eguagliare il passo dell’arcirivale. Tocca dunque a Geoghegan Hart lavorare come gregario e il giovane britannico fa bene il suo lavoro. Nibali viene così ripreso a 20.7 km dalla fine ma il fuoriclasse della Bahrain è tutto fuorché domo, dato che ci riprova 100 metri più tardi.

In quattro in testa, l’Astana in forze tra gli inseguitori
E questa volta in difficoltà ci va Sivakov, che perde qualche metro pur se “accudito” da Geoghegan Hart; è invece vispo Majka, unico capace di rimanere sempre assieme al messinese. Ma dopo questo tratto più duro, in prossimità dell’ultimo km, la strada spiana favorendo il rientro della coppia Sky, che puntualmente avviene. In vetta (km 115,1) Majka prende qualche metro ma gli altri tre rientrano senza fatica; i primi inseguitori, ovvero sia Mattia Cattaneo, Chris Froome e Jan Hirt, scollinano con 30″ di ritardo.

La discesa non è difficile, ma Nibali vuole restare subito la resistenza altrui non facendo però la differenza. Al termine del declivio cambia la situazione alle spalle dei battistrada perché ai tre inseguitori si sommano Pello Bilbao, Dario Cataldo, Andrey Zeits, Hubert Dupont, Alexander Vlasov, Mikel Bizkarra, Mikel Iturria e Giovanni Carboni. Ben quattro Astana, dunque, che iniziano a lavorare facendo in modo di ridurre sensibilmente il margine del quartetto di testa: a 5 km dalla fine, infatti, il distacco è di soli 10″.

Nibali ci prova, ma è Majka che fa la differenza. Ma è volata e rivince Geoghegan Hart
Sul tratto duro dello strappetto parte Vincenzo Nibali; Majka rimane sempre con lui, Sivakov fatica ma rientra. Il rallentamento favorisce però anche il riaggancio, dopo la vetta, di Geoghegan Hart. L’azione del leader della Bahrain fa allontanare gli inseguitori, che vanno su del loro passo e non riescono più a rientrare. Proprio nell’ultimo dentello prima del tratto pianeggiante parte Rafal Majka; il polacco guadagna subito una ventina di metri che rimangono pressoché stabili per i successivi 2 km, nei quali Geoghegan Hart e Sivakov si alternano nell’inseguimento. Non Nibali, che rimane sempre in terza ruota.

L’azione dell’alfiere della Bahrain Merida viene annullata a soli 500 metri dal traguardo; serve così la volata per determinare il vincitore. La imposta in prima piazza Tao Geoghegan Hart, che deve difendersi dalla rimonta di Vincenzo Nibali; il siciliano pare prossimo al sorpasso ma quando serve la zampata decisiva non ne ha per superar il giovane britannico, che coglie così il secondo successo da pro’ nel giro di quattro giorni.

Nibali secondo, Sivakov quarto e ancora leader. Domani la chiusura a Bolzano
Alle spalle del talento del Team Sky un Vincenzo Nibali (Bahrain Merida) sempre più convincente, terzo Rafal Majka (Bora Hansgrohe) e quarto Pavel Sivakov (Team Sky). La volata per la quinta piazza a 40″ premia Chris Froome (Team Sky) su Mattia Cattaneo (Androni Giocattoli-Sidermec), Alexander Vlasov (Gazprom-RusVelo), Hubert Dupont (AG2R La Mondiale), Mikel Bizkarra (Euskadi-Murias) e Jan Hirt (Astana Pro Team).

In classifica la maglia ciclamino rimane sulle spalle di Pavel Sivakov (Team Sky) che ora vanta 27″ su Geoghegan Hart, 31″ su Majka, 33″ su Nibali, 48″ su Hart e 1’03” su Cattaneo. Domani la chiusura dell’edizione 2019 del Tour of the Alps per una tappa tutta altoatesina: si parte da Caldaro e, dopo 147.8 km, si arriva nel capoluogo Bolzano. Due le salite che caratterizzano la frazione: prima quella verso Collalbo, lunga 17.2 km e divisa in due tronconi, poi quella di San Genesio, pressoché regolare con 9.5 km di lunghezza all’8.5% di pendenza media. Dallo scollinamento rimangono 34.1 km, i primi in falsopiano e la maggior parte di discesa fino agli ultimi 8 km pianeggianti.

Visita lo store di Cicloweb!

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile