Il podio del Tour de Romandie 2019 © Cor Vos
Il podio del Tour de Romandie 2019 © Cor Vos

Roglic viola la Convenzione di Ginevra

Lo sloveno domina anche la crono finale del Tour de Romandie (terzo Filippo Ganna) e si candida alla prima maglia rosa. Sul podio della generale salgono Rui Costa e (a fatica) Thomas

Se ieri ha fatto sentire la presenza in salita, oggi a cronometro Primoz Roglic ha dimostrato che non teme proprio nessuno neanche a cronometro. Si’ che lo sloveno in questa disciplina non teme proprio nessuno, lo sapevamo già e due anni lo dimostrò vincendo in un altra importante cornice lacustre, non quella odierna di Ginevra ma quella di Losanna, ma il modo in cui oggi ha tolto la gioia a Victor Campenaerts e agli altri passisti, compreso un incoraggiante Ganna terzo di tappa, fa paura: qualcuno potrà impedire tra 6 giorni, sul San Luca, che quella maglia gialla diventi rosa? Sarebbe molto sorprendente nel caso.

Victor Campenaerts vince la sfida tra i passisti
La crono di Ginevra si disputa su un percorso non facile dal punto di vista altimetrico, ma che comunque favorisce gli specialisti del passo. Un canovaccio abbastanza “classico”: parte iniziale in salita verso l’interno, con un paio di strappi di 500 metri al 6-7%, e seconda parte veloce in discesa. Si consuma una bella lotta nelle fasi mattutine, con i “puri” che si scontrano e si scornano decisamente arrivando tutti abbastanza vicini. I primi riferimenti sono Ryan Mullen (Trek-Segafredo) a 21’22” e Macej Bodnar (Bora-Hansgrohe) con 20’44”, ma ad alzare definitivamente l’asticella è il talento nostrano, Filippo Ganna (Team INEOS), che stacca il notevole tempo di 20’13”. L’unico a poter superare la prestazione del campione del mondo dell’inseguimento è un altro che di endurance la sa lunga, il recente record dell’ora Victor Campenaerts (Lotto Soudal), che abbassa il tempo di riferimento a 20’11”; il belga ha anche “fame”, considerando la caduta che l’ha relegato all’ultima posizione nel prologo.

Si susseguono poi ottime prestazioni degli altri big, tutte molto vicine ma mai sotto il tempo di Campenaerts: Patrick Bevin (CCC Team) e Tony Martin (Jumbo-Visma) si fermano appena alle spalle di Ganna a 20’14”, al quinto posto provvisorio si inserisce Stefan Küng (Groupama-FDJ) a 20’20”; gli altri sono notevolmente distanti, tant’è che nessuno primo della discesa dei big della generale si inserisce tra Küng e Bodnar; giusto Will Barta (CCC Team) stacca un 20’41” che gli consentirà l’ottavo posto finale.

Thomas sottotono salva il podio per 1″
Arriva il turno dei primi 10 in classifica, che tra alti e bassi seguono più o meno i pronostici e la predisposizione dei singoli. Un po’ sottotono Ilnur Zakarin (Katusha Alpecin), che si ferma a 20’58”, ben oltre i 21′ uno stanco Carlos Bentacur (Movistar) calato molto fino a 21’22”, ed un prevedibilmente poco portato Michael Woods (EF Education First) a 21’38”. Vanno molto bene invece i Bora-Hansgrohe: Emanuel Buchmann, da tenere in considerazione per il Tour de France, stacca un ottimo 20’54” (stesso tempo per l’alfiere di Roglic, Steven Kruijwsijk), ma chi vola davvero è l’austriaco Felix Grossschartner, che arrivando fino 20’42” oltre a finire nella top ten di tappa col nono tempo impensierisce notevolmente Geraint Thomas (Team INEOS) nella lotta al podio.

Un Thomas che, per inciso, non sembra attraversare una giornata di grazia: è dietro all’austriaco al primo intertempo, riuscendo comunque a non perdere nella parte finale chiude a 20’44” e salva di un secondo il podio della generale, che soffierà ad un volitivissimo David Gaudu (Groupama-FDJ), terminato nonostante le sue caratteristiche con un buon 20’59”.

Rui Costa vola ma Roglic sminuisce tutti
Un ottimo Rui Costa (UAE), il migliore di sempre al Romandia, mette al sicuro il suo secondo posto con un 20’35” che gli permette di terminare anche settimo nella classifica di tappa. Ma è cosa da poco, a confronto con un Primoz Roglic (Jumbo-Visma) che neanche a cronometro ha nessuna voglia di nascondersi: al primo intermedio stacca un tempo stellare, arrivando a dare già 14″ al povero Campenaerts; in discesa manterrà sostanzialmente il vantaggio, arrivando al traguardo sotto il muro dei 20′, ad esattamente 19’59”: terza vittoria di tappa in due giorni e sesta a cronometro tra i professionisti, a 3 anni di distanza dalla prima,  la rocambolesca vittoria al Giro nella crono del Chianti.

Come si delinea dunque la classifica finale del Tour de Romandie? Primoz Roglic vince dunque con un vantaggio notevole considerando la scarsità di difficoltà incontrate di 49″ su Alberto Rui Costa. Geraint Thomas è terzo ad 1’12”, con appena 1″ di vantaggio su Grosschartner ad 1’13”. David Gaudu si accontenta di un onorevole quarto posto ad 1’17”. Pur da seconda punta, uno Steven Kruijswijk fiducioso per il Tour chiude sesto ad 1’33”, precedendo Buchmann ad 1’35” ed Ilnur Zakarin a 2’00”. Anche Simon Spilak riesce a superare Michael Woods in classifica, giungendo nono ad 2’08” contro i 2’18” del canadese, undicesimo Betancur a 2’21”.

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