Il colpo di reni di Elia Viviani a Fucecchio © Getty Images
Il colpo di reni di Elia Viviani a Fucecchio © Getty Images

Elia Viviani: «Ero ben messo, ma Ackermann ha anticipato»

Le dichiarazioni dei protagonisti della 1a tappa del Giro d’Italia: Gaviria in cerca di ritmo, l’emozione di Ciccone per la maglia azzurra

PASCAL ACKERMANN (Bora-Hansgrohe)
«Sono felicissimo di aver vinto la prima volata, perché ora tutta la pressione è svanita e penso che abbiamo dimostrato che siamo davvero forti, la mia squadra ha lavorato in testa gli ultimi 50 chilometri e sono davvero contento. Agli ultimi 250 metri ho visto che nessuno lanciava la volata e ho deciso di dare tutto ed è andata bene. Viviani era molto forte, stava recuperando da dietro ma per fortuna sono partito per primo e ho vinto»

ELIA VIVIANI (Deceuninck-QuickStep)
«Ero in buona posizione, ma Ackermann ha anticipato la volata con il vento a favore, mentre io ho aspettato troppo prima di partire. Negli ultimi 50 metri ero molto veloce, ma non è bastata. Tra i lati positivi di oggi, ci sono le sensazioni buoni e la squadra molto motivata, e mi dà fiducia in vista delle prossime tappe per velocisti».

FERNANDO GAVIRIA (UAE Team Emirates)
«Mi sarebbe piaciuto concretizzare al meglio il treno perfetto dei miei compagni di squadra. È passata qualche settimana dall’ultima corsa, ma sono fiducioso che sarò presto al pieno ritmo di gara».

GIULIO CICCONE (Trek-Segafredo)
«La fuga era l’obiettivo di oggi. Voglio ringraziare il mio compagno Will Clark per il grande lavoro svolto nella fuga, ed il resto della squadra per il loro supporto. Questa è una grande emozione per me, speso di poter arrivare nella mia città [Chieti, ndr] con questa maglia».

PRIMOZ ROGLIC (Team Jumbo-Visma)
«Non è stata una giornata facile con la pioggia ed il freddo fin dall’inizio, poi siamo sempre andati abbastanza veloci con alcune salite… è stato l’inizio della vera corsa. È un altro giorno in maglia rosa, la squadra ha lavorato molto e siamo contenti».

SIMON YATES (Mitchelton-Scott)
«La fuga è partita abbastanza facilmente e siamo rimasti tranquilli. C’erano molte squadre a tirare, i ragazzi hanno fatto un grande lavoro a tenermi coperto e personalmente è stato un giorno tranquillo. Ci sono stati alcuni momenti duri, ma i miei compagni mi hanno protetto bene. Nelle salite c’era un po’ di nervosismo, penso sia tipico del primo giorno di un Grande Giro e tutti vogliono stare al sicuro. Il gruppo si spezzava, soprattutto con le gambe pesanti dalla pioggia, ma siamo arrivati tutti interi all’arrivo».

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