Diego Ulissi e Alexander Riabushenko esultano al GP di Lugano © UAE Team Emirates
Diego Ulissi e Alexander Riabushenko esultano al GP di Lugano © UAE Team Emirates

Ulissi, il ritorno a casa non è un’odissea

Dopo un Giro d’Italia in cui si è sacrificato, il toscano vince nella sua Lugano davanti al compagno Riabushenko. Nibali quinto e gran protagonista, buoni segnali da Aru

Nella prima parte di questa stagione 2019 Diego Ulissi aveva conquistato un bellissimo podio alla Freccia Vallone, ma quello che continuava a mancargli era un successo visto che l’ultimo risaliva a 12 mesi fa nella quinta tappa del Tour de Suisse: il toscano della UAE Team Emirates era partito con l’obiettivo di provarci al Giro d’Italia e ci era anche andato vicino chiudendo terzo nel caotico finale di Frascati, però ben presto Ulissi si è trovato a dover recitare il ruolo di gregario di lusso e lo ha fatto molto bene risultando addirittura una pedina fondamentale nel difendere il più a lungo possibile la maglia rosa di Valerio Conti prima e Jan Polanc.

Nonostante le fatiche del Giro ed il fatto che sia passato un mese e mezzo dal grande risultato in Belgio, che ci dice che la forma era già ottima allora, è arrivata oggi l’occasione per sbloccare il conteggio delle vittorie stagionali: Diego Ulissi si è infatti aggiudicato la 73esima edizione del Gran Premio Città di Lugano, una sorta di gara di casa per il toscano che proprio nella località del Canton Ticino vive e si allena abitualmente. Una vittoria convincente che farà senza dubbio molto bene al morale che aiuterà ad affrontare con uno spirito diverso i prossimi impegni: se la gamba risponde così, le prospettive per il Campionato Italiano che si disputerà a Sugremaro di Compiano in Provincia di Parma il prossimo 30 giugno possono essere molto interessanti.

Fuga annullata a due giri dal termine
Corsa di grande storia e tradizione, negli ultimi anni il Gran Premio Città di Lugano ha purtroppo perso un po’ appeal, pur riuscendo a mantenere la categoria UCI 1.HC, e quest’anno la startlist è stata impreziosita da tre squadre World Tour con diversi nomi interessanti al via. Oltre ovviamente da Diego Ulissi, la UAE Team Emirates aveva al via anche il talentino sloveno Tadej Pogacar e soprattutto il rientrante Fabio Aru, alla prima gara dopo l’operazione alla gamba avvenuta meno di tre mesi fa, poi c’era la Bahrain-Merida che puntava sulla classe di Vincenzo Nibali, determinato a cercare una vittoria dopo il secondo posto al Giro d’Italia, e sullo sloveno Matej Mohoric, e poi ancora la Mitchelton-Scott con Esteban Chaves e Michael Albasini ed un buon numero di formazioni Professional.

La gara si è disputata interamente in circuito, otto giri da 22.4 chilometri ciascuno per un totale di 179.2 chilometri: nella prima parte c’era da affrontare la salita di Agra, circa cinque chilometri e mezzo con un dislivello di 265 metri e pendenze abbastanza irregolari, poi nel finale c’era invece il breve strappo di Piodella a creare un po’ di difficoltà in più. Subito è partita una fuga di sei corridori, ridottisi poi a quattro: Mirco Maestri (Bardiani-CSF), Alexander Cataford (Israel Cycling Academy), Marco Canola (Nippo-Vini Fantini-Faizanè) e Edoardo Zardini (Neri Sottoli-Selle Italia-KTM) sono rimasti in testa fino al termine del sesto giro quando il plotone, tirato principalmente da Bahrain-Merida e UAE Team Emirates, si è ricompattato.

In salita attaccato Nibali e Ulissi
A poco più di 40 chilometri dall’arrivo, proprio sulla salita di Agra, è arrivato l’attesissimo allungo di Vincenzo Nibali con a ruota proprio Diego Ulissi: entrambi conoscono molto bene queste strade e da subito hanno scavato un buon margine sugli inseguitori. Nel gruppo principale alle spalle dei due attaccanti, ci sono stati anche altri contrattacchi e dopo il gran premio della montagna è cambiata anche la situazione in testa alla corsa: i primi a riportarsi su Nibali e Ulissi sono stati Alexandr Riabushenko (UAE) e Giovanni Carboni (Bardiani-CSF), in discesa poi è rientrato anche lo scatenato Matej Mohoric (Bahrain) e per ultimo è riuscito ad unirsi anche lo svizzero Patrick Schelling, atleta del Team Vorarlberg Santic.

La superiorità numerica di Bahrain e UAE nel drappello di testa ha creato una situazione molto favorevole per gli attaccanti, anche perché dietro erano rimaste a tirare solo la Mitchelton-Scott e la Israel Cycling Academy che avevano già perso elementi nei giri precedenti; in più la UAE faceva un ottimo lavoro di copertura, rompendo i campi e cercando di rendere meno omogeneo il ritmo degli inseguitori, sia con Tadej Pogacar che con un Fabio Aru decisamente superiore alle aspettative dopo tanti problemi e lo stop per l’operazione. Certo, il recupero di Aru non lo possiamo giudicare dalla corsa di oggi, ma le prime impressioni sono state senz’altro positive.

Nel finale è Bahrain contro UAE
All’inizio dell’ultima tornata da 22.4 chilometri Nibali, Mohoric, Ulissi, Riabushenko, Carboni e Schelling avevano 28″ di vantaggio sul gruppo, ma il gap è aumentato non appena in fuggitivi hanno approcciato le prime rampe della salita di Agra. Ancora una volta sulla salita più dura del circuito sono stati Vincenzo Nibali e Diego Ulissi a fare la differenza, con lo Squalo dello Stretto che ha provato più volte a togliersi di dosso il toscano ma senza successo: i due hanno scollinato in testa, ma l’esito apparentemente scontato di una volata a due ha consigliato a Nibali di smettere di collaborare per vedere come avrebbe reagito Ulissi. Ed il toscano della UAE ha reagito facendo esattamente la stessa cosa: in questo modo, Riabushenko, Mohoric, Carboni e Schelling si sono rifatti sotto ed a 10 chilometri dall’arrivo la fuga a sei è tornata compatta.

Negli ultimi 5 chilometri di gara l’unico trampolino su cui provare ad impedire l’arrivo in volata era il breve strappo di Piodella dove prima Mohoric e poi lo stesso Nibali hanno tentato invano un allungo, anche perché contro un corridore come Diego Ulissi la carta dello sprint era quella da giocarsi solo dopo aver esaurito tutte le altre opzioni possibili. L’unico effetto provocato da queste accelerazioni sullo strappo finale, è stato quello di far staccare Giovanni Carboni, protagonisti comunque di un’altra buona prova dopo essersi messo in evidenza al Giro d’Italia.

Ulissi vince in volata, Nibali è quinto
Sfumata la possibilità di vittoria, alla fine Vincenzo Nibali si è messo a disposizione di Matej Mohoric ed ha dettato il ritmo della fuga negli ultimi due chilometri e poi si è sfilato nelle ultime centinaia di metri accontentandosi della quinta posizione; il suo prossimo obiettivo sarà il Tour de France, verosimilmente per andare a caccia di traguardi parziali senza pensare troppo alla classifica. La volata è stata dominata dalla UAE Team Emirates con Diego Ulissi a partire lungo e Alexandr Riabushenko a sbarrare la strada a Matej Mohoric che si è quindi ritrovato chiuso nell’ultima semicurva prima dell’arrivo: lo sloveno ha provato poi a uscire a sinistra di Ulissi, ma il toscano ha fatto una piccola deviazione che ha fatto nuovamente perdere un po’ di abbrivio al corridore della Bahrain-Merida. Nonostante tutto, la volata si può definire regolare, sebbene non proprio pulitissima.

A tagliare per primo il traguardo è stato quindi Diego Ulissi che con l’ultima mossa ha aperto la strada al compagno di squadra Alexandr Riabushenko che è riuscito a chiudere secondo: per il 23enne bielorusso, con trascorsi fantastici tra gli Under23, si tratta del miglior risultato stagionale che arriva dopo alcuni problemi fisici e diverse prestazioni incolori. Matej Mohoric non ha potuto far meglio del terzo posto, mentre Patrick Schelling non è riuscito ad incidere sulla volata a ha chiuso al quarto posto. Come detto, Vincenzo Nibali si è piazzato quinto a 7″, poi Giovanni Carboni ha preso il sesto posto a 41″ e la volata del gruppo per la settima posizione se l’è aggiudicata Tadej Pogacar davanti a Simone Velasco, con Fabio Aru che è riuscito a tagliare il traguardo in 22esima posizione.

Visita lo store di Cicloweb!

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile