Matthew Walls vince a Pescia © IsolaPress
Matthew Walls vince a Pescia © IsolaPress

Tra i vivai di Pescia sboccia Walls

Giro d’Italia Under 23, Covi ed Elosegui ripresi nel finale, volata vincente per il britannico davanti a Ferri e Groves

Alla vigilia, una delle squadre più interessante era senza ombra di dubbio la nazionale britannica. Ma assistere a tre-giorni-tre di dominio assoluto per i sudditi di Sua Maestà, guidati in ammiraglia dall’irlandese Matthew Brammeier, nell’apertura dell’edizione 2019 del Giro d’Italia Under 23 va al di là delle attese; a cronometro, da finisseur, in volata, a vincere sono solo loro. E non hanno alcuna intenzione di smettere, altro che Brexit.

Tappa più lunga con arrivo a Pescia, due in fuga
Dopo il poco prevedibile finale di ieri, il Giro d’Italia Under 23 prosegue in direzione sud e, subito dopo il via da Bagno di Romagna, lascia l’Emilia Romagna per entrare in Toscana, per la prima delle tre tappe nel territorio regionale. L’arrivo è a Pescia, per quella che è la frazione più lunga dell’intero Baby Giro, dato che misura ben 177.5 km. Il profilo piatto come un biliardo accompagna i corridori negli ultimi 70 km, dopo qualche leggera ondulazione nella fase iniziale.

Partenza molto rapida alle 11.25 e già dopo pochissimi km si forma la fuga di giornata: a comporla il perugino Federico Rosati (Mastromarco Sensi Nibali) e il serbo Veljko Stojnic (Team Franco Ballerini), entrambi portacolori di compagini toscane. Per nulla un caso, dunque, vederli in azione non appena la corsa, scollinato il Passo Mandrioli dopo 5.1 km dal via (salita non valida come gpm), entra nella regione.

Non mancano i ritiri: abbandona anche Battistella
Il gruppo se la prende comoda, tanto che la maglia rosa Ethan Hayter (Gran Bretagna), costretto a fermarsi a lungo per noie meccaniche, rientra senza eccessiva fatica; qualcuno, per la verità, prova a rientrare sui battistrada, ma desiste. Chi invece non conosce remore e coraggiosamente tenta di rientrare è Giacomo Cassarà: l’aretino del Velo Racing Palazzago, già protagonista della fuga di ieri, rimane per oltre 30 km a bagnomaria sulle sue strade di allenamento, prima di rialzarsi e attendere il plotone.

Del quale non fanno più parte in tre, tutti costretti al ritiro: è il caso del britannico Adam Hartley (SEG Racing Academy), dell’ossolano Andrea Bartolozzi (Viris Vigevano) e, soprattutto, del vicentino Samuele Battistella. Il portacolori della Dimension Data for Qhubeka, tra gli azzurri candidati a meglio figurare in quest’edizione, deve gettare la spugna dopo aver faticato nella giornata di ieri. A fine giornata, poi, arrivano altri ritiri: Giro finito anche per Rhys Britton (Gran Bretagna), Johan Jacobs (Lotto Soudal Under 23), il già citato Adam Hartley, Emanuele Aru (Aran Cucine Vejus), Alessandro Susco (Aran Cucine Vejus), Krzystof Domin (Sangemini-Trevigiani) e la maglia nera Alessio Gradassi (Team Franco Ballerini).

Stojnic si prende i gpm, il gruppo controlla e ricuce
Tutto scorre tranquillo e al gpm del Valico di Croce a Mori (km 49.1) Stojnic passa davanti a Rosati; l’inframezzato Cassarà paga 3’50”, il gruppo quasi 5′. Il margine dei battistrada tocca il massimo di giornata nei pressi del rifornimento di Borgo San Lorenzo, posto al km 86, quando ammonta a 5’30”. Le formazioni delle ruote veloci iniziano a lavorare, riducendo progressivamente il disavanzo: sul passaggio al gpm delle Croci di Calenzano (km 109), vinto da uno Stojnic che così si assicura la maglia verde al termine della tappa, il gap è attorno ai 4′.

Le formazioni maggiormente interessate alla volata sono l’ormai onnipresente Nazionale britannica e la Zalf Euromobil Désirée Fior, che può contare sul duo Ferri e Zanoncello. Il passaggio all’Intergiro di Prato (km 125.4) vede Rosati passare per primo, con il gruppo a circa 2’15”; il margine poi scende a 1’50” ai meno 35 km, abbassandosi ulteriormente sotto a 1’30” ai meno 25 km, quando anche il Team Colpack fa capolino in testa.

Fuga ripresa, tanti attacchi ma sono Covi ed Elosegui a centrare quello giusto
Giusto pochi metri più tardi prova a sorprendere tutti con un attacco Barnabas Peák ma, per quanto sia forte l’ungherese del SEG Racing Academy, non fa strada. La mossa del magiaro, però, è la classica miccia: subito dopo prima Luca Riva (Velo Racing Palazzato) e poi Riccardo Verza (Zalf Euromobil Désirée Fior) lo imitano, con il veneto che resiste qualche momento in più. Questo susseguirsi di accelerazioni è fatale per la fuga: Rosati e Stojnic vengono infatti riassorbiti a 20 km dalla fine, dopo quasi 150 km in avanscoperta.

Tanti, veramente tanti i tentativi che si registrano in questa fase – tra i più attivi si segnala Théo Nonnez (Groupama-FDJ Continental); tutte azioni infruttuose tranne una, che nasce a 15 km dalla fine e vede due nomi di grossi calibro, già sicuri di passare in squadre World Tour nel 2020. Da un lato il varesino Alessandro Covi (Team Colpack), già ufficializzato dalla UAE Team Emirates), dall’altro lo spagnolo Iñigo Elosegui (Equipo Lizarte).

Il tentativo si infrange in volata, nuova vittoria britannica con Walls
I due collaborano, entrando negli ultimi 10 km con una quindicina di secondi di margine, poi quasi raddoppiato ai meno 5 km. Come accaduto ieri, non c’è, infatti, nessuna formazione ben strutturata e intenzionata a prendersi tale incarico; tuttavia, diversamente dalla giornata di venerdì, stavolta negli ultimi 5000 metri c’è maggior collaborazione. Andare a riprendere Covi ed Elosegui, però, è tutto fuorché agevole: sotto l’arco dell’ultimo km, infatti, riescono ancora a contare su 10″ dalla loro.

Purtroppo per loro, però, il sogno ha termine quando la volata è già lanciata: i due, infatti, vengono ripresi a 250 metri dalla conclusione, mancando di poco un successo prezioso per sé e per i rispettivi team. A vincere, per il terzo giorno consecutivo, è la Gran Bretagna; dopo le due di Hayter, oggi tocca al velocista Matthew Walls alzare le braccia al cielo. Per il ventunenne è la seconda gioia stagionale dopo quella ottenuta alla Á Travers les Hauts de France, dove poi chiuse secondo in classifica, alle spalle di… Hayter, giusto per non perdere l’abitudine.

Secondo Ferri, nei 10 anche Di Felice, Dalla Valle e Bevilacqua
Seconda piazza per Gregorio Ferri (Zalf Euromobil Désirée Fior): il bolognese migliora la quarta piazza di ieri ma nulla può contro il britannico, che lo supera con margine. Risultato comunque più che valido per lui, non certo un velocista purissimo. Completa il podio l’australiano Kaden Groves (SEG Racing Academy).

Completano la top ten Francesco Di Felice (General Store), Nicolas Dalla Valle (Tirol KTM), Ethan Hayter (Gran Bretagna), oggi in versione pesce pilota, Alexandr Kulikovskiy (Russia), Jake Stewart (Groupama-FDJ Continental), Mattia Bevilacqua (Team Franco Ballerini) e Francisco Galván (Lizarte). Da segnalare un buco di 8″ dopo la 65ª posizione: fra i nomi di un certo spessore rimasti dietro vi sono Donovan, Nonnez, Ardila, Inkelaar, Aleotti, Caiati, Verschaeve, Gamper, Peák, mentre ammonta a 38″ il disavanzo di Bellia e Castaño.

Hayter sempre in rosa, domani gli sterrati del senese
In classifica Ethan Hayter conserva la maglia rosa con 14″ su Alexys Brunel (Groupama-FDJ), 20″ su Matthew Wals, 23″ su Kaden Groves, 25″ su Georg Zimmermann (Tirol KTM), 26″ su Gregorio Ferri e Nicolas Dalla Valle, 28″ su Ide Schelling (SEG Racing Academy), 30″ su Jake Stewart e 31″ su Matteo Sobrero (Dimension Data for Qhubeka).

Domani spazio a una delle tappe più attese della dieci giorni, la Sesto Fiorentino-Gaiole in Chianti di 145.5 km. Pochissima pianura tra le colline del Chianti, con un continuo saliscendi nei primi 100 km a cui fanno seguito cinque tratti di strada bianca per quasi 25 km complessivi, con il secondo, quello di Vagliagli, tutto in salita e con la cima a 31 km dalla fine. Dall’ultimo settore all’arrivo rimangono solo 8 km fra discesa e lievi falsopiani, per una frazione che può scavare solchi anche importanti in chiave classifica.

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