Giacomo Nizzolo batte Luka Mezgec a Novo Mesto © Sportida
Giacomo Nizzolo batte Luka Mezgec a Novo Mesto © Sportida

Nizzolo è il re dell’ultimo sprint: battuto Mezgec nel Tour of Slovenia vinto da Ulissi

Si conclude con una grande gioia per Giacomo Nizzolo il Tour of Slovenia 2019: il velocista della Dimension Data ha vinto la volata di un gruppo ristretto, circa una trentina di uomini selezionati lungo il tragitto della quinta frazione, da Trebnje a Novo Mesto, 167 km con la salita di Vahta a 30 km dalla fine: lunga ma pedalabile, prometteva comunque di dare una setacciata definitiva al gruppo, e così è stato.

Nizzolo ha giocato d’anticipo lanciandosi a 200 metri dalla fine e resistendo benissimo nel finale in pavé che tirava leggermente all’insù: nulla ha potuto alle sue spalle Luka Mezgec (Mitchelton-Scott), che aveva beffato il brianzolo nella seconda tappa. Terzo s’è piazzato Shane Archbold (Bora-Hansgrohe), dopodiché quasi un monocolore italiano in top ten: nell’ordine troviamo dal quarto posto in giù Andrea Vendrame (Androni-Sidermec), Davide Cimolai (Israel Cycling Academy), Vincenzo Albanese (Bardiani CSF), Umberto Marengo (Neri-Selle Italia-KTM), Tadej Pogacar (UAE Emirates), Simone Velasco e Giovanni Visconti (entrambi della Neri).

Undicesimo s’è piazzato Diego Ulissi (UAE), che va a vincere la corsa, precedendo nella generale Visconti di 22″, Alexander Vlasov (Gazprom-Rusvélo) di 25″, Pogacar di 30″, Vendrame di 1’04”, Esteban Chaves (Mitchelton) di 1’08”, Fausto Masnada (Androni) di 1’21”, Ben Hermans (Israel) di 2’21”, Jan Polanc (UAE) di 3’17” e Lorenzo Rota (Bardiani) di 4’49”. Il toscano della UAE aveva già vinto il Tour of Slovenia nel 2011 e segue nell’albo d’oro a Primoz Roglic.

La cronaca della giornata: non partito Pascal Ackermann (vincitore della prima tappa), non in perfette condizioni fisiche, tappa disputata in gran parte sotto la pioggia, la fuga si è mossa dopo diversi tentativi, animata da Przemyslaw Kasperkiewicz (Delko Marseille Provence), Ziga Horvat (Adria Mobil), Charles Planet (Novo Nordisk) e Umberto Marengo (Neri-Selle Italia-KTM); l’italiano si è rialzato dopo aver vinto il traguardo volante di Ivancna Goriça al km 31, gli altri hanno proseguito ma il gruppo li ha sempre tenuti a distanza di sicurezza, del resto il vantaggio massimo per l’azione (4’10”) era stato raggiunto già nei primissimi chilometri, prima che il plotone cominciasse a lavorare seriamente.

È stata la Gazprom-Rusvélo del secondo della generale (Alexander Vlasov) a imprimere una netta accelerata sulla salita di Brezje, a 70 km dalla fine: l’obiettivo era raggiungere i fuggitivi prima del secondo traguardo volante di giornata (su cui il giovane russo contava di rosicchiare qualche secondo al leader Diego Ulissi), ma il progetto è sfumato per poco: i tre battistrada sono stati infatti ripresi subito dopo lo sprint intermedio, a 56 km dalla fine, da un’avanguardia del plotone comprendente oltre a Vlasov anche Ulissi e il suo giovane compagno Tadej Pogacar.

Ai -52 la seconda parte del gruppo, guidata dagli uomini di Giovanni Visconti, ha chiuso il gap, e poco dopo, ai -50, è partito un contropiede con quattro corridori: in marcia di nuovo Umberto Marengo in compagnia di Domen Novak (Bahrain-Merida), Benjamin Hill (Ljubljana Gusto Santic) e Gasper Katrasnik (Adria Mobil). Per loro un minutino di margine concesso dal gruppo, e non di più, poi sulla salita di Vahta ancora i Gazprom sono andati a chiudere, raggiungendo uno dopo l’altro i contrattaccanti: da ultimi, Novak e Marengo a 36 km dalla fine.

Il ritmo sempre più sostenuto tenuto sulla salita ha messo realmente in croce i vari velocisti presenti, e addirittura a 31 dalla fine, e 2 dal Gpm, su un affondo di Fausto Masnada (Androni-Sidermec), che lavorava in favore del compagno Andrea Vendrame, son rimasti davanti appena in 7: coi due uomini di Savio, anche Ulissi e Pogacar, Visconti e Velasco, e Vlasov. Ma tra gli ultimi metri di salita e la successiva discesa ci sono stati diversi rientri, tra cui quello di Luka Mezgec e di alcuni suoi compagni della Mitchelton-Scott, i quali si sono incaricati di tenere alta l’andatura per evitare il riavvicinarsi di troppe ruote veloci.

Nel drappello c’erano comunque alcuni rivali per Mezgec, a partire da Giacomo Nizzolo e proseguendo con la coppia Israel Cycling Academy formata da Davide Cimolai e Kristian Sbaragli. Alla fine della fiera, come già scritto in apertura, proprio Nizzolo ha bruciato lo sprinter sloveno, andando a conquistare il secondo successo stagionale dopo quello ottenuto nella tappa conclusiva del Tour of Oman in febbraio.

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