Remco Evenepoel vince all'Adriatica Ionica Race © Getty Images
Remco Evenepoel vince all'Adriatica Ionica Race © Getty Images

Remcomiabile!

Adriatica Ionica Race, a Cormons numero d’alta scuola di Evenepoel: attacca da lontano, guadagna sul gruppo e vince in perfetta solitudine. Secondo Gilbert

Certo che era difficile per gli organizzatori dell’Adriatica Ionica Race sperare di meglio: il criterium terminato al fotofinish tra due velocisti di spessore, la prima tappa animata dagli sterrati e vinta da uno degli sprinter più promettenti del panorama internazionale, l’arrivo in salita appannaggio di un giovane che, nonostante i problemi fisici, ha già mostrato le proprie qualità nel massimo circuito. E infine oggi, dove il talento forse più puro, atteso e osannato del ciclismo mondiale, uno che in patria è già considerato possibile vincitore di tutto, dinamitarda la corsa con un attacco da lontano resistendo tutto solo al tentativo di rientro del gruppo. Poter dire di aver visto la sua prima vittoria da pro’ in Italia è sicuramente un vanto non solo per il futuro quanto già per il presente.

Cinque attaccanti verso Cormons, c’è anche Masnada
Lasciate le Dolomiti, la Adriatica Ionica Race si dirige verso sudest, iniziando quella discesa che porta al finale di domani a Trieste. Oggi, però, la tappa è tutt’altro che da sottovalutare dato che la Padola-Cormons di 204.5 km è caratterizzata nella fase terminale di quattro strappetti, l’ultimo dei quali, quello di Monte Quarin, ascesa di 1800 metri al 5.8% con pendenze anche in doppia cifra nelle prime rampe.

Sotto un bel sole viene dato il via poco prima delle 12.15, con 109 atleti ancora in gara. Non mancano gli attacchi, ma quello buono si forma attorno al km 8, con cinque elementi che si avvantaggiano in discesa: sono l’italiano Fausto Masnada (Androni Giocattoli-Sidermec), i neerlandesi Etienne van Empel (Neri Sottoli-Selle Italia-KTM) e Sjoerd van Ginneken (Roompot-Charles), il francese Charles Planet (Team Novo Nordisk) e lo spagnolo Xavier Cañellas (Caja Rural-Seguros RGA).

Cañellas cade ma rientra, i neerlandesi si staccano
Il plotone lascia fare e a Sappada, dopo 23 km dal via, il gap è superiore ai 4′. Non accade nulla nella lunga discesa verso la Carnia, se non l’aumento del vantaggio degli attaccanti sino a 6′ in prossimità del km 75. Nessuno di loro fa paura agli uomini di classifica dato che il miglior posizionato è il lombardo Masnada, che tuttavia paga oltre 10′ dalla maglia azzurra Mark Padun in ragione della complicata giornata vissuta ieri.

Tutto scorre tranquillo, con i cinque che collaborano e quelli dietro che si riavvicinano, seppure a piccoli passi. La fuga inizia a spezzarsi attorno al km 150, a seguito del dentello di Venco; Cañellas va giù in discesa mentre Van Ginneken si stacca per mancanza di forze. Provano a rientrare, i due, ma se per il neerlandese le energie lo hanno abbandonato, non altrettanto vale per lo spagnolo, capace di riportarsi dentro dopo il traguardo volante di Cormons (km 160), conquistato da Van Empel. Il quale, centrato l’obiettivo che si era posto, si rialza, mentre il gruppo giunge dopo solo 1’35”.

Evenepoel si muove e in un attimo va in testa
Sulle rampe verso Mossa, a circa 35 km dalla fine, Masnada fa valere il proprio maggior talento e si sbarazza della compagnia di Cañellas e Planet, iniziando una cavalcata solitaria e scollinando con 35″ sul volitivo Planet e 1’15” sul plotone tirato dalla Trek-Segafredo. Sulle prime rampe della salita verso San Floriano del Collio, a 29 km dal termine, prova un’azione Jasha Sütterlin: chi sfrutta l’azione del tedesco del Movistar Team è Remco Evenepoel, che gli si accoda alla ruota e in un battibaleno lo distanzia, iniziando, con un rapporto agile, il suo show.

Lo sbarbatello della Deceuninck-Quick Step scollina con una trentina di secondi di ritardo da Masnada, prima di riportarsi sul bergamasco a 25 km dalla fine. Dietro non c’è collaborazione, con i belgi bravi a rompere i cambi; cerca di sfruttare questa impasse anche Simone Velasco, ma l’elbano della Neri Sottoli-Selle Italia-KTM non riesce nel suo intento e dopo poco si rialza. Chi non ha la minima intenzione di diminuire il passo è Evenepoel che, con Masnada attaccato a lui come può, vanta già 1’15” di margine al cartello dei 20 km dalla conclusione, nonostante dietro lavorino EF Education First e Israel Cycling Academy.

Dietro lavorano, ma Evenepoel è una moto: stacca Masnada e guadagna tanto su tutti
Pur dandoci dietro, soprattutto con Dombrowski e Modolo che si spendono a tutta, il treno Evenepoel con il vagoncino Masnada attaccato come può viaggia che è un piacere, entrando con 1’40” negli ultimi 15 km. La coppia, come prevedibile, scoppia a 13.3 km dalla fine, nel duro muro di Ruttars: il portacolori dell’Androni cede sotto le letali trenate del rivale, che non conosce la minima difficoltà. Dietro, intanto, sul tratto più esigente dello strappo, va all’attacco Dayer Quintana (Neri Sottoli-Selle Italia-KTM) che riesce a guadagnare qualcosina.

Terminata la discesa ed entrati nei conclusivi 10 km, Evenepoel pedala con 1’05” su Masnada, 1’40” su Quintana e 1’50” sul gruppo dei migliori, ridotto ad una ventina di unità. Il giovane tiranno è ingordo e guadagna tanto, su tutti; pare un carrarmato impegnato in sella, il belga, che ai meno 5 km porta a 2′ il vantaggio su Masnada e a qualche secondo in più sul gruppo, che ha riassorbito il colombiano.

Tentativi dietro, ma è nulla di fatto. Evenepoel vince alla grandissima
Il classe 2000 prosegue senza la minima sosta la sua azione, iniziando lo strappo conclusivo di 1800 metri del Monte Quarin con oltre 2′ di margine. Nelle prime rampe dell’ascesa Masnada viene ripreso da Jan Polanc, seguito da Simone Velasco e da James Knox, il quale cerca poi di involarsi; si muovono anche gli altri big di classifica, che non lasciano spazio riportando così la situazione di gruppetto compatto sin sull’arrivo.

Chi, ancora una volta, non ha conosciuto difficoltà ed è andato a conquistare la terza affermazione stagionale dopo la tappa e la generale al Belgium Tour è Remco Evenepoel. Per il gioiello della Deceuninck-Quick Step è ormai l’ennesima prova del suo talento cristallino; il prossimo step è una vittoria nel World Tour e, con questo andazzo, si ha l’impressione che l’attesa non sia affatto lunga.

Secondo Gilbert, Padun rimane leader. Domani la chiusura a Trieste
E la festa dello squadrone fiammingo prosegue anche nella volata del gruppetto dei migliori, giunto a 2’13” e regolato nientemeno che da Philippe Gilbert, che supera Maurits Lammertink (Roompot-Charles), Ben Hermans (Israel Cycling Academy), James Knox (Deceuninck-Quick Step), Mark Padun (Bahrain Merida), Eduard Prades (Movistar Team), Jan Polanc (UAE Team Emirates) e Nicola Conci (Trek-Segafredo), con Dayer Quintana (Neri Sottoli-Selle Italia-KTM) a completare la top 10 a 2’23”.

La classifica non muta, con Mark Padun sempre in possesso della maglia azzurra con 6″ su Ben Hermans. Domani la chiusura della prova nordestina organizzata da Moreno Argentin con la Cormons-Trieste di 135.5 km, frazione decisamente mossa e con l’ingresso nel capoluogo giuliano anticipato dalla lunga ma semplice ascesa di Prosecco, prima di affrontare cinque giri di un circuito di 6 km con tanto di strappetto. Spazio per cercare di muovere la generale sino all’ultimo, insomma, ce n’è.

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