Tom Dumoulin guarda il Trofeo Senza Fine conquistato al Giro d'Italia 2017 © Bettiniphoto
Tom Dumoulin guarda il Trofeo Senza Fine conquistato al Giro d'Italia 2017 © Bettiniphoto

Dumoulin alla Jumbo, e ora la Ineos trema

Il colpo di ciclomercato dell’anno può cambiare gli equilibri nei Grandi Giri, così come posso fare i movimenti di Nibali, Landa e Mas

La telenovela del ciclomercato 2019 si è conclusa ieri dopo parecchie settimane di indiscrezioni, smentite, dubbi e trattative: Tom Dumoulin, che da quando è passato professionista ha sempre militato nella stessa squadra, lascerà il Team Sunweb alla fine di quest’anno rompendo un contratto che sarebbe stato valido anche per le stagioni successi, e andando a firmare un contratto triennale con il Team Jumbo-Visma. Tutto era partito il 14 maggio con la caduta e l’infortunio nel finale della tappa di Frascati del Giro d’Italia: tra il coraggioso ma improbabile tentativo di ripartire il giorno successo e la partecipazione al Critérium du Dauphiné per un tentativo in extremis di salvare la stagione con il Tour de France s’è rotto qualcosa nel rapporto da Dumoulin ed il team manager Iwan Spekenbrink.

Sono quindi iniziati a circolare i primi malumori da parte del 28enne di Maastricht che sono poi sfociati nella richiesta di rescissione del contratto, con il Team Jumbo-Visma che non ha impiegato molto a raggiungere un accordo verbale con il corridore, nonostante la concorrenza di altre squadre. Ovviamente un corridore della qualità di Tom Dumoulin non si lascia andare via a cuore leggero e senza un’adeguata forma di compensazione: c’è voluto tempo per trovare l’accordo giusto, ma alla fine la volontà del corridore di cambia aria dopo otto anni ha avuto la meglio. Difficile rivedere il corridore in gruppo nel finale di questa stagione, anche perché ora sta pensando solo a recuperare al 100%, ma chissà che l’aver definito ufficialmente la situazione non aiuti ad alleggerire le posizioni delle parti per non lasciare che l’ultima apparizione in maglia Sunweb sia quello sciagurato Delfinato.

Quello che però è certo, è che questo grandissimo colpo di ciclomercato servirà a cambiare un po’ di equilibri nei grandi giri per la stagione 2020: ed alla fine non è solo Dumoulin, perché tra gli uomini di alta classifica hanno già cambiato maglia anche Vincenzo Nibali, Mikel Landa ed Enric Mas, più il resto che bolle in pentola ma di cui si attendono ancora le conferme ufficiali. Insomma, proprio mentre nel ciclismo professionistico è in atto un profondo ricambio generale tra i suoi principali protagonisti, anche tra le squadre gli equilibri potrebbero cambiare.

Jumbo-Visma, una corazzata per rivaleggiare con la Ineos
Non c’è dubbio che il vero colpo rivoluzionare è stato quello di Tom Dumoulin alla Jumbo-Visma. In questi ultimi anni l’unico grande limite del vincitore del Giro d’Italia 2017 era sempre stata la squadra, che quasi sempre ha lasciato a desiderare per quanto riguarda il supporto nelle fasi calde della corsa e la crescita dei tanti giovani dell’organico è stata troppo lenta per sperare di costruire un blocco solido accanto ad un leader dalle grandi ambizioni. Dal prossimo anno le cose cambieranno per Dumoulin che si ritroverà a guida una squadra dall’enorme potenziale: come compagni di squadra si ritroverà due uomini come Primoz Roglic e Steven Kruijswijk, capaci di andare a podio rispettivamente al Giro e al Tour in questa stagione, in più ci saranno gregari di qualità come Laurens De Plus, George Bennett, Robert Gesink, Sepp Kuss e tanti altri talenti, uno su tutti Wout van Aert.

Insomma, il prossimo anno la Jumbo-Visma non temerà il confronto diretto con il Team Ineos, pur operando con un budget decisamente inferiore. Certo, spesso abbiamo visto che la presenza di più capitani nelle stessa squadra crea spesso e volentieri dei problemi di armonia e compatibilità, ma al momento sembra che Roglic e Kruijswijk abbiano accolto positivamente il nuovo arrivo: Dumoulin non poteva quindi aspirare ad una posizione migliore e lo stesso vale per la Jumbo-Visma, squadra che più di tutte rappresenta il ciclismo neerlandese e che si ritroverà come capitano il corridore più rappresentativo di casa. Per il Team Sunweb invece si prospetta un’annata durissima: il tempo per rimpiazzare adeguatamente Dumoulin non c’è e, se i giovani non faranno un deciso salto di qualità, bisognerà sperare che il 2020 passi in fretta per fiondarsi nuovamente sul mercato.

Nibali cerca gli ultimi colpi con la Trek-Segafredo
Ogni sponsor nel ciclismo professionistico sogna di avere in squadra il corridore più forte del proprio paese: per il 2020 ci è riuscita Jumbo con Dumoulin, ci è riuscita anche Segafredo che ha fortemente voluto portare Vincenzo Nibali al team diretto da Luca Guercilena. Con questo colpo di ciclomercato la Trek-Segafredo proseguirà la propria – discutibile per molti – filosofia di puntare su grandi campioni ormai della fase finale della loro carriera: dopo i due anni di transizione in seguito all’addio di Contador, però, l’arrivo di Nibali permetterà alla squadra di tornare ad avere un corridore di classe ed in grado di lasciare il segno negli appuntamenti più importanti della stagione. E per lo stesso Vincenzo, avere al suo fianco corridori come Giulio Ciccone (a cui magari fare da “mentore”), Bauke Mollema e Richie Porte può essere un grande passo in avanti.

Tuttavia, oltre al fattore dell’età di non aiuterà Nibali ad andare più forte nei prossimi anni, per avere una Trek-Segafredo protagonista nelle grandi corse a tappe bisognerà prima di tutto vedere come vorrà impostare la stagione lo Squalo dello Stretto: i percorsi impegnativi di Giochi Olimpici e Campionati del Mondo sono sicuramente molto allettanti, ma i soli sei giorni di distanza tra la fine del Tour a Parigi e la gara a cinque cerchi di Tokyo rendono difficile per tutti fare una pianificazione senza dover sacrificare qualcosa di prestigioso. Ma ci sarà tempo per pensarci.

Bahrain-Merida e Movistar non restano a guardare
Altri due movimenti di ciclomercato già confermati dalle nuove squadre sono quelli che riguardano i due migliori corridori spagnoli per le gare a tappe di tre settimane, Mikel Landa ed Enric Mas. Perso Vincenzo Nibali, sempre alle prese con il caso Dennis e con alle porte una mezza rivoluzione dal punto di vista societario, la Bahrain-Merida ha scelto di puntare sulle qualità in salita di Mikel Landa come uomo di riferimento per i Grandi Giri: tra l’italiano ed il basco non c’è ovviamente paragone a livello di palmares e di affidabilità quando si tratta di portare a casa risultati, ma Landa è più giovane di cinque anni e sarà interessante vedere come riuscirà a comportarsi alla prima occasione da capitano indiscusso della squadra nelle corse più adatte alle sue caratteristiche. Il prossimo anno, quindi, Landa non avrà alibi ma solo tanta pressione: sarà questo che lo farà sbloccare?

Per quanto riguarda invece Enric Mas, che compirà 25 anni a gennaio, la Movistar è probabilmente la destinazione migliore per lui in questo momento della sua carriera, a patto di non incaponirsi esclusivamente sul Tour de France: la Deceuninck-QuickStep lo ha lanciato bene al professionismo con l’exploit della Vuelta 2018 in cui finì addirittura secondo, ma la squadra di Lefévère non è certo quella ideale per chi punta a fare classifica e non lo scopriamo certo oggi. Alla Movistar invece il maiorchino Mas troverà un ambiente forse più adatto a lui, non solo per questioni di lingua e cultura, ma anche per il supporto che potrà avere in salita da compagni di grande valore: con Quintana e probabilmente Carapaz in uscita, avrà anche gli spazi che vuole per fare la sua corsa e riprendere quella crescita che sembra essersi un po’ arrestata nel 2019.

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