L'Androni-Sidermec celebra la vittoria nella Ciclismo Cup 2019 © LaPresse
L'Androni-Sidermec celebra la vittoria nella Ciclismo Cup 2019 © LaPresse

Androni e Ciclismo Cup, il binomio prosegue

Terzo scudetto di fila (e settimo totale) per gli uomini di Gianni Savio; titolo individuale a Visconti, e il Team Ineos…

Ieri con l’arrivo ad Oropa del Gran Piemonte si è conclusa la Ciclismo Cup 2019 e per il terzo anno consecutivo è stata l’Androni-Sidermec a salire sul podio ed a festeggiare la vittoria finale nell’ambita classifica a squadre: per gli uomini di Gianni Savio si tratta del settimo scudetto da quando è stato lanciato il cosiddetto Campionato Italiano a Squadre, prima chiamato Coppa Italia e solo dal 2017 ridenominato Ciclismo Cup. Rispetto alle ultime due stagioni, la vittoria nell’Androni è stata meno netta e tutto è rimasto in bilico fino all’ultima delle 18 gare del calendario: merito della Neri Sottoli e di un Giovanni Visconti che da settembre in avanti ha trovato una grande condizioni fisica che ha portato risultati e punti.

L’Androni vince con un organico forte e completo
Quest’anno la Ciclismo Cup era iniziata il 17 febbraio dal Trofeo Laigueglia con l’incertezza dovuta ai piani dell’UCI sulle riforme per il 2020: la mancanza dell’invito automatico al prossimo Giro d’Italia toglieva senza dubbio un po’ di appeal alla challenge, ma in quel momento c’era ancora chi sperava che le cose potessero cambiare nel corso dell’anno. Così non è stato, ma è indubbio che la vittoria finale nella Ciclismo Cup e lo scudetto tricolore da portare sulle maglie, siano un qualcosa in più da poter vantare nel dossier da presentare a RCS Sport quando ci saranno da decidere gli inviti alla corsa rosa del prossimo anno.

L’Androni era sulla carta la grande favorita per la vittoria potendo contare su un organico più completo e profondo rispetto alle rivali, anche dopo le partenze pesanti di Ballerini e Sosa: la preparazione mirata verso il Giro d’Italia ha dato i suoi frutti nel mese di aprile e tra Giro di Sicilia, Tour of the Alps e Giro dell’Appennino la squadra ha scavato il solco nei confronti delle rivali che poi si è rivelato decisivo. Dopo sei prove i giochi sembravano già fatti con un vantaggio di 118 punti sulla Neri Sottoli-Selle Italia-KTM che era riuscita a limitare i danni grazie all’ottimo inizio di Simone Velasco con l’exploit a Laigueglia ed un’altra vittoria alla Settimana Coppi e Bartali.

Ma, come detto, nel finale la musica è cambiata: Fausto Masnada e Mattia Cattaneo, complici anche alcuni piccoli infortuni, non hanno reso più come prima, Francesco Gavazzi ha iniziato inevitabilmente a risentirà dell’età ed è rimasto il solo Andrea Vendrame e dare battaglia nelle prime posizioni. Dalla parte della Neri invece, Giovanni Visconti ha ritrovato la condizione migliore dopo aver superato un brutto incidente al Giro d’Austria e lo stesso Velasco si è confermato a buon livelli: il gap è quindi andato riducendosi gara dopo gara fino all’inezia di 9 punti a due prove dal termine, ma alla fine l’Androni è riuscita a salvarsi grazie al fatto che i conti si fanno sui tre migliori ciclisti al traguardo per ogni squadra e quindi ad una maggiore solidità generale dell’organico.

A Visconti e Masnada le classifiche individuali
Neri Sottoli-Selle Italia-KTM e Androni-Sidermec si sono anche divise i successi nelle due classifiche individuali della Ciclismo Cup. Il vincitore assoluto è stato Giovanni Visconti che s’era aggiudicato l’allora Coppa Italia addirittura dieci anni fa, nel 2009: primo al Toscana, secondo alla Tre Valli Varesine, quinto al Giro di Sicilia e alla Coppa Agostoni, sesto a Larciano ed al Memorial Pantani e ottavo al Gran Piemonte, non ci sono dubbi su chi sia stato il migliore ed il più regolare nella prove del calendario italiano professionistico. In seconda posizione si è classificato Fausto Masnada che si è aggiudicato la classifica dei giovani, come avevano fatto i suoi compagni di squadra Davide Ballerini ed Egan Bernal negli ultimi due anni.

Dietro al duello tra Androni e Neri Sottoli, che ha aggiunto un po’ di pepe ad un finale di stagione già molto spettacolare, la distanze sono state pressoché siderali, tanto che la terza e la quarta posizione della Ciclismo Cup sono state rispettivamente la Bahrain-Merida e la UAE Team Emirates, formazioni World Tour che hanno saltato numerose prove del calendario. Sono finite ancora più indietro la Bardiani-CSF, i cui giovani non hanno fatto il salto di qualità che si auspicava ed a cui non è bastato il podio al Matteotti di Savini, e anche la Nippo-Vini Fantini-Faizanè, finita tristemente ultima nonostante la buona partenza al Laigueglia ed un organico che a inizio stagione con Moser, Canola, Lobato e Bagioli faceva presagire ben altro.

E se la Ciclismo Cup fosse aperta a tutti?
Il regolamento della Ciclismo Cup è ormai invariato da anni e sappiamo che la challenge a squadre è aperta a tutte le formazioni italiane World Tour o Professional, a quelle Continental in possesso del passaporto biologico per tutti gli atleti oppure alle squadre professionistiche straniere in cui il numero di corridori italiani nell’organico sia maggiore rispetto a quello delle altre nazioni: proprio quest’ultimo articolo ha fatto sì che per questo 2019, oltre ad Androni, Bardiani, Neri e Nippo, si aggiungessero alla lista di team iscritti anche la Bahrain e la UAE. Ma nel calendario italiano, oltre alla Nazionale che per regolamento viene esclusa da tutti i calcoli, sono numerose le squadre che si sono alternate al via delle varie gare e cosa sarebbe successo se la la classifica della Ciclismo Cup fosse stata aperta a tutte?

Noi abbiamo provato a fare i calcoli ed il risultato non è stato molto lusinghiero per le squadre di casa nostra: in totale sono state 57 le squadre a totalizzare punti, ma il dato più rilevante è che il ranking non sarebbe stato vinto dall’Androni-Sidermec, bensì dal Team Ineos grazie alle doppiette messe a segno sia il Tour of the Alps che ieri al Gran Piemonte. Pur non avendo partecipato a tutte le gare del nostro calendario, la Ineos avrebbe totalizzato 919 punti contro gli 854 dell’Androni e gli 825 della Neri: davanti a Bardiani e Nippo, ci sarebbero poi altre squadre World Tour come Mitchelton-Scott, Astana, Movistar ed EF Education First, ma anche Professional come la Gazprom-Rusvelo che dal prossimo anno sarà un po’ più italiana e che quest’anno con 424 punti ha fatto nettamente meglio nei 301 punti della Bardiani-CSF, appaiata alla Israel Cycling Academy.

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