Eli Iserbyt © Instagram
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It’s an Iserbyt funny

Eli continua ad andare a segno nella nuova stagione di ciclocross: sua la prima tappa del Superprestige a Gieten. Battuto Hermans, sfortuna Aerts. Quarta Lechner tra le donne (vince Del Carmen)

Non è che all’ombra di Mathieu e Wout ci fosse propriamente il nulla. Il fatto è che la loro luce abbagliante lasciava in un cono d’oscurità una generazione di forti crossisti che comunque avevano dato ottime prove nelle categorie giovanili, e che erano attesi a qualche buon risultato anche tra gli élite. Quel “qualche buon risultato” ha tardato un po’ a manifestarsi, col solo Toon Aerts a inserirsi l’anno scorso con una certa costanza nelle prime posizioni degli ordini d’arrivo.

Questa stagione 2019-2020 si è invece aperta nel segno di un ricambio generazionale, definizione che fa sorridere considerando che i “ricambiati” non hanno neanche 25 anni, ma che dice tutto del dominio esercitato da costoro nell’ultimo lustro. Ricambio perché sia Van der Poel che Van Aert sono fermi ai box, in pausa il primo dopo gli impegni stradisti-mtbisti, alle prese coi postumi dell’infortunio patito al Tour  de France il secondo.

E allora spazio a Eli Iserbyt, una delle tante next big thing del cross, che l’anno scorso aveva cominciato a prendere le misure alla massima categoria (senza ottenere risultati di esagerato rilievo), e che in quest’autunno è partito con tutto un altro piede, con tutta un’altra convinzione. In settembre ha vinto le prime due prove di Coppa del Mondo in America, e va bene – abbiamo pensato – Toon Aerts e gli altri sono ancora lontani dalla forma migliore; se però l’esito si ripropone anche nella prima tappa del Superprestige, laddove si suppone che si cominci davvero a far sul serio (siamo pur sempre a metà ottobre, di già), ciò significa che il quasi 22enne di Kortrijk ha davvero salito un importante gradino sulla scala della propria maturazione.

Non solo Iserbyt: a Gieten oggi anche Quinten Hermans, altro ragazzo che da un biennio gravitava nel limbo vischioso del vorrei ma non posso, ha prodotto una prestazione importante, che l’ha portato a condividere a lungo gli sforzi del più giovane connazionale, salvo poi perdere contatto solo all’ultimo giro, portando a casa un comunque interessante secondo posto. Lo sconfitto del giorno è invece Toon Aerts, autore di una prova gagliarda e protagonista di una rimonta che però è rimasta senza finalizzazione, nel momento in cui la catena ha tradito il campione nazionale belga al penultimo giro, lasciandoci col dubbio di quel che sarebbe stato senza l’intoppo meccanico: avremmo parlato ugualmente di avvio magico di Iserbyt, o avremmo magnificato l’autorevolezza di Aerts?

 

Gara a due Iserbyt-Hermans, ma alla fine riemerge Aerts
Gianni Vermeersch è stato il primo a mettere in fila il gruppo sul filante percorso di Gieten, prima tappa del Superprestige, pioggerella a bagnare lo scenario senza che ciò producesse un’esagerazione di fango, e anzi semmai utile, l’acqua, per compattare la sabbia che circonda il laghetto lambito dal tracciato. Laurens Sweeck ha offerto un lampo di sé, si era ancora nel primo giro, poi è tornato a più miti consigli e sono emersi Eli Iserbyt, Quinten Hermans e Joris Nieuwenhuis. Ma era ancora presto per vedere azioni di peso.

Ancora alla fine del secondo giro (10 in totale) c’è stato un grande riappallamento tra i primi 10-15 della gara, quindi nella terza tornata l’attacco congiunto Pauwels Sauzen-Bingoal è stato portato da Iserbyt con Daan Soete, che ha dato una bella mano al giovane coéquipier per aprire un gap di una decina di secondi. Alla quarta tornata Hermans ha reagito con forza emergendo dal gruppetto inseguitore e raggiungendo Iserbyt, mentre Soete, affaticato, rinculava. La coppia che avrebbe caratterizzato la corsa da lì alla fine era così formata.

Iserbyt-Hermans hanno proceduto senza problemi, mentre dietro appassivano gli Sweeck e i Michael Vanthourenhout ed emergevano non senza difficoltà i Telenet Corné Van Kessel e Lars Van der Haar. Emergeva pure – e forte – Toon Aerts, cresciuto a dismisura nella seconda metà di gara. Con un settimo giro da manuale del turbo, il tricolore fiammingo ha rimesso nel mirino i battistrada, recuperando 15″ in una sola tornata e proiettandosi a portata di aggancio.

Aggancio che è avvenuto puntualmente all’ottavo giro, con Aerts che ha approfittato anche di un errore di Iserbyt su una rampa mobile, un salto di pedale con mezza scivolata che ha coinvolto (fermato) anche Hermans che era a ruota di Eli, e ha permesso a Toon di chiudere definitivamente il gap. Con una condotta tatticamente accorta, Aerts si è tenuto in terza ruota per tutta la tornata successiva, ma proprio quando ha deciso di affondare il colpo gli dei del cross gli si sono rivoltati contro.

 

Il guasto di Aerts, la vittoria di Iserbyt
A metà del nono giro, proprio accanto al laghetto, Aerts ha ritardato la staccata sulla sabbia, ha affiancato Iserbyt che in quel momento era alle spalle di Hermans, e l’ha superato all’interno. Purtroppo per Rombo di Toon, la catena ha fatto cilecca sulla cambiata, e si è incastrata tra corona e pedale, e addio sogni di gloria. Aerts si è dovuto fermare per mettere mano a quella dispettosa ferraglia, e ha perso oltre mezzo minuto nel cercare di rimettere le cose a posto, venendo superato da mezzo mondo, e decidendo infine di procedere a piedi – bici in spalla – fino al box. Sicché, dal terzetto di testa, si è ritrovato al decimo posto a quasi un minuto e mezzo dai primi.

Primi tra i quali restava da vedere come si sarebbero svolte le cose nella conclusiva e decisiva tornata. Non che ci sia troppo da disquisire: semplicemente Iserbyt ne aveva di più e alla prima occasione, su una rampetta fangosa, ha forzato quel tanto che gli è bastato per disfarsi della compagnia di Hermans, proseguendo poi con sicurezza pari alla bravura nel gestire la situazione. Hermans si è subito arreso, riconoscendosi non all’altezza del rivale oggi, e probabilmente pensando che aprire il Superprestige con un secondo posto non è poi tanto male.

17″ tra Eli e Quinten all’arrivo; terzo posto per Van Kessel che nelle ultime tornate ha costantemente girato meglio di Van der Haar, ma che si è visto rimontare dal compagno proprio nella volata: 43″ il ritardo dei due. Quinto posto per Jens Adams a 1’08”, sesto per Daan Soete a 1’17”, e pio troviamo Vermeersch a 1’21”, Sweeck a 1’26”, Aerts nono a 1’40” e Nieuwenhuis decimo a 1’56”, con Vanthourenhout appena undicesimo.

La classifica è uguale all’ordine d’arrivo, punti ai primi 15 piazzati, da 15 a 1: tutto molto facile da tenere a mente, per questa prima gara.

 

Tra le donne vince Del Carmen, Lechner è quarta. Nys figlio tra gli juniores
La gara femminile ha visto un monologo di Ceylin Del Carmen Alvarado: l’olandese di origini caraibiche si è involata al secondo dei sei giri e non l’hanno più vista. Anche l’inseguimento è stato affare arduo, visto che subito la Del Carmen ha messo molto spazio tra sé e le altre: Yara Kastelijn ci ha provato da sola ma ha subìto nel finale il ritorno di Sanne Cant che si è poi aggiudicata la piazza d’onore. Gara in rimonta anche per Eva Lechner, che nella seconda metà della prova ha recuperato diverse posizioni fino a portarsi al quarto posto, chiudendo davanti a Ellen Van Loy. 11esimo posto per Alice Maria Arzuffi.

Tra gli juniores si è invece imposto Thibau Nys: il figlio di Sven ha battuto i connazionali Lennert Belmans e Ward Huybs. Prossima prova di Superprestige sabato 19 a Boom.

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