Harrie Lavreysen nella Coppa del Mondo di Hong Kong © UCI
Harrie Lavreysen nella Coppa del Mondo di Hong Kong © UCI

Lavreysen padrone della Velocità anche a Hong Kong

Ultima giornata di questa terza tappa di Coppa del Mondo su Pista senza soddisfazioni azzurre; l’uomo copertina è lo sprinter neerlandese

L’Italia resta a secco di medaglie nella terza ed ultima giornata della tappa di Coppa del Mondo su Pista di Hong Kong, e così la trasferta asiatica si è conclusa con solo il bronzo ottenuto ieri da Consonni e Guazzini nella Madison. Nella giornata di oggi l’azzurro che più vicino è arrivato a salire sul podio è stato il 22enne veronese Carloalberto Giordani che si è ben districato in uno Scratch condotto in maniera abbastanza aggressiva un po’ da tutto il gruppo: nonostante gli attacchi, i corridori si sono ricompattati negli ultimi 5 giri ed a quel punto è stata volata con il neerlandese Roy Eefting, 30enne che quest’anno in Asia si è tolto belle soddisfazioni anche su strada, capace di imporsi di rimonta sul greco Christos Volikakis.

Per Giordani è arrivata la beffa della quarta posizione: l’azzurro aveva battezzato la scia di Volikakis, ma proprio negli ultimi metri è stato superato dal neozelandese Corbin Strong che si è preso il bronzo: questo piazzamento di Strong ha certificato inoltre il successo della Nuova Zelanda nella classifica a squadre di questa terza tappa ed il “tutti neri” saranno quindi gli uomini da tenere in più seria considerazione il prossimo fine settimana nella quarta tappa della Coppa del Mondo che si disputerà proprio nel paese oceanico al velodromo di Cambridge.

Italia male nella Madison maschile e nel’Omnium femminile
Lo Scratch però non è una delle discipline olimpiche e tra le gare del programmo odierno di Hong Kong c’era più attesa per la Madison maschile e per l’Omnium femminile, anche per il gioco dei punti in ottica Tokyo 2020: per l’Italia purtroppo non sono arrivate soddisfazioni, ma il doppio passaggio a vuoto non compromette il processo di qualificazione olimpica, a patto di riuscire ad invertire la rotta magari già dal prossimo fine settimana. La Madison ha visto impegnati Stefano Moro e Michele Scartezzini che non sono riusciti a far meglio del tredicesimo posto con appena 4 punti: ad imporsi sono stati i tedeschi Theo Reinardt e Roger Kluge, unica coppia a guadagnare un giro di vantaggio su tutti che con 52 punti ha avuto nettamente la meglio sui neozelandesi Tom Sexton e Campbell Stewart (38 punti) ed sui britannici Mark Steward e Fred Wright (33 punti).

Nell’Omnium invece prestazione decisamente incolore di Rachele Barbieri che ha chiuso in ventesima posizione con la miseria di 16 punti senza riuscire ad accennare alcunché nelle quattro prove, neanche nello Scratch che pure in carriera le ha dato enormi soddisfazioni. Nel complesso però abbiamo assistito ad un Omnium molto divertente ed equilibrato, dove tutte le medaglie sono state incredibilmente decise dal piazzamento nello sprint finale: in testa abbiamo avuto un pareggio a quota 113 punti tra Yumi Kajihara e Maria Martins, ma l’oro è andato alla giapponese per due sole posizioni di differenza al traguardo; sul terzo gradino del podio è salita la belga Jolien d’Hoore che proprio in extremis ha ripreso e superato la neozelandese Michaela Drummond, entrambe arrivate a 106 punti.

Lavreysen re della velocità, sorpresa nel Keirin femminile
Difficile scegliere il personaggio simbolo di questa tappa di Hong Kong della Coppa del Mondo su Pista 2019/2020, ma probabilmente la copertina è da assegnare al velocista neerlandese Harrie Lavreysen che ha portato a casa due medaglie d’oro ed è stato senza dubbio l’uomo più forte per quando riguarda il settore dello sprint. Oggi il torneo della Velocità è stato dominato dai corridori dei Paesi Bassi, che avevano già messo in evidenza un livello nettamente superiore alla concorrenza nella prova a squadra: nella qualificazione sui 200 metri era stato Jeffrey Hoogland a fare il miglior tempo davanti a Harrie Lavreysen, ma quest’ultimo si è poi rifatto negli scontri diretti non lasciando mai nulla ai suoi avversari. Emblematica la seconda manche della finale, con Hoogland che ha provato a sorprendere il connazionale partendo lungo, ma Lavreysen è andato poi a superarlo con una dimostrazione di forza davvero paurosa. Applausi per il giapponese Tomohiro Fukaya, terzo al termine di un percorso molto convincente fin dall’inizio. Per la cronaca, segnaliamo il 41° e ultimo posto Matteo Bianchi, giovane velocista alle prime esperienze.

Come era successo anche per Lavreysen tra gli uomini, nel Keirin femminile la protagonista più attesa sbaglia la finale: la stella di casa Wai Sze Lee, reduce dall’oro nella Velocità, si è piazzata solamente in quinta posizione in un torneo che ha comunque visto un successo asiatico. A trionfare è stata la sudcoreana Hyejin Lee, passata dai ripescaggi, con l’argento all’ucraina Lyubov Basova ed il bronzo alla giapponese Yuka Kobayashi; per l’Italia era in gara Elena Bissolati che al primo turno ha trovato Emma Hinze nella sua batteria ed è poi stata eliminata nei ripescaggi.

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