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Stangata per la Russia: squalifica di 4 anni dalle competizioni internazionali, ciclismo compreso

09.12.2019 11:48

Oggi era una giornata da tempo attesa nel mondo dello sport a cinque cerchi, in quanto quello in cui la WADA, agenzia mondiale antidoping, era chiamata a pronunciarsi sulla possibile esclusione della Russia dai Giochi Olimpici estivi 2020 di Tokyo e dai Giochi Olimpici invernali 2022 di Pechino.

Ebbene, l'ente internazionale ha deciso per la pena più severa: la Russia è stata ritenuta colpevole di aver falsificato i dati risultanti dai controlli antidoping effettuati sui propri tesserati. Si tratta di una recidiva, dato che al paese era già stato impedito di portare atleti a competere per la propria bandiera ai Giochi Olimpici invernali 2018 di Pyongchang. Nella riunione di Losanna, la WADA ha optato all'unanimità per una sanzione di 4 anni al paese; la pena, stavolta, è particolarmente dura in quanto riguarda tutti gli eventi sportivi previsti nel quadriennio, quindi nei vari Campionati del Mondo, Campionati Europei e in tutte le altre manifestazioni la bandiera della Russia non rappresenterà gli atleti provenienti dal paese. Inoltre alla nazione viene impedita l'organizzazione di qualsivoglia rassegna internazionale di primo piano.

Per quanto riguarda il ciclismo, nell'ottica di Tokyo 2020 il paese aveva qualificato 3 atleti per la prova maschile in linea, con un posto utilizzabile anche nella cronometro, e 1 atleta per la prova femminile in linea. Entro 21 giorni, comunque, la Russia ha la possibilità di ricorrere il TAS di Losanna per cercare di ribaltare la sentenza.

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