Caleb Ewan vince ancora a Stirling © Getty Images
Caleb Ewan vince ancora a Stirling © Getty Images

Pensavo fosse amore e invece era un Caleb

Tour Down Under, Ewan batte Impey e Haas e si prende la maglia ocra. Domani a Paracombe si scrive mezza classifica

Non c’era spazio per grandi sorprese oggi a Stirling, su un traguardo che se fossimo nello sci diremmo che era stato tracciato dall’allenatore di Caleb Ewan, e su cui in effetti l’australiano nato a Sydney ha messo nel sacco tutta la crew dei pretendenti di giornata, completando il suo personale trionfo con la conquista della maglia ocra di leader della corsa. Sarebbe in effetti la seconda vittoria stagionale del piccolo velocista oceanico, ma il criterium di domenica non vale come corsa UCI, per cui nelle statistiche non rimarrà nel novero dei successi ufficiali. Ma era sufficiente per capire che la gamba di Caleb era bella prepotente, e già ieri avevamo avuto una mezza conferma della cosa, non fosse che nello sprint d’apertura del Tour Down Under 2020, in quel di Tanunda, Ewan era partito troppo lontano per poter rimontare tutti i quotati avversari che l’hanno poi preceduto all’arrivo.

Oggi le cose erano diverse, la rampetta di Stirling era adatta a recuperi lampo anche per un uomo veloce che si lanciasse a centro gruppo; ad ogni buon conto, Ewan e la sua Lotto Soudal non hanno voluto lasciare dubbi o prendersi rischi, e hanno presidiato le prime posizioni fino al momento dello sparo. La missione da compiere era tutto sommato di facile lettura tattica, e lo svolgimento è stato ben all’altezza della situazione.

 

Rosskopf in fuga per i pois
A Joey Rosskopf proprio non era andato giù il fatto di essere stato in fuga ieri per inseguire i traguardi Gpm e non aver portato a casa la maglia a pois di migliore scalatore. Sicché anche oggi l’americano della CCC si è messo in viaggio insieme a Omer Goldstein (Israel Start-Up Nation), nella Woodside-Stirling, 136 km scarsi valevoli come tappa numero 2 del Tour Down Under 2020. Nel mezzo del cammin de la sua fuga, Rosskopf (con Goldstein) è stato raggiunto da Laurens De Vreese (Astana) e Samuel Jenner (UniSA), a formare un quartetto a cui il gruppo ha concesso quasi 3′ minuti di margine, a un certo punto, salvo poi riportare il gap sul binario del minutino, secondo più secondo meno. I due Gpm di Quarry Road, seconda categoria a punteggiare i quattro giri del circuito d’apertura, Rosskopf li ha vinti agevolmente, sicché la sospirata pois l’ha effettivamente conquistata.

La fuga, dopo di ciò, non è che avesse più granché da dire. De Vreese ha allungato sugli altri tre a 43 km dalla fine, il gruppo ha raggiunto Rosskopf-Goldstein-Jenner, alle spalle del battistrada Jay McCarthy (Bora-Hansgrohe) e George Bennett (Jumbo-Visma) hanno preso rispettivamente 3″ e 2″ al traguardo volante dei -39, quindi il corridore dell’Astana è stato raggiunto ai -25, subito dopo che una caduta non incresciosa ha coinvolto (ai -28) Fabio Sabatini (Cofidis) e Mickaël Delage (Groupama-FDJ). Infine, nell’avvicinarsi a Stirling una noia meccanica ai danni di Rohan Dennis (Ineos). Di fatto la cronaca della tappa è tutta qui.

 

Ewan non dà scampo a nessuno
Ai 1500 metri una caduta a centro gruppo ne ha appiedati parecchi, ma c’è da dire che a quel punto i corridori destinati a giocarsi il successo erano tutti davanti, alle spalle della Mitchelton-Scott che faceva il gran lavoro a beneficio di Daryl Impey. Caleb Ewan, già nelle prime cinque posizioni a questo punto della storia, non si faceva certo impressionare dal ritmo dei suoi connazionali australiani in nero-giallo: favorito d’obbligo su un traguardo che tirava all’insù ma che storicamente non aveva mai respinto i velocisti resistenti (a partire da lui stesso, vincitore qui nel 2018), il piccoletto della Lotto Soudal aveva tutte le intenzioni di rispettare il pronostico della vigilia.

Ai 900 metri Lukasz Wisniowski (CCC) ha provato un velleitario allungo, ma è stato presto risucchiato. Impey ha provato ad anticipare lo sprint partendo ai 200 metri con Nathan Haas (Cofidis) a ruota, ma oggi letteramente Caleb non si teneva. L’australiano è partito a centro strada quando ha deciso lui, e non ha avuto problemi a riprendere i due anticipatori e a imporsi senza pietà davanti a loro. Alla ruota di Ewan si erano mossi Jasper Philipsen (UAE Emirates) e Fabio Felline (Astana), che troviamo correttamente al quarto e al quinto posto dell’ordine d’arrivo.

A seguire bel piazzamento per Andrea Vendrame (AG2R La Mondiale), sesto davanti a Timo Roosen (Jumbo), Luis León Sánchez (Astana), Diego Ulissi (UAE) e George Bennett (Jumbo). Il vincitore di Tanunda, l’altro Bennett, Sam, non è arrivato poi così lontano: 13esimo. La classifica vede lui, l’irlandese della Deceuninck-Quick Step, e Ewan appaiati con lo stesso tempo, ma la maglia ocra va sulle spalle dell’australiano che è messo meglio come piazzamenti (settimo-primo contro primo-tredicesimo). Terzo della generale è Impey a 1″, quindi troviamo Philipsen a 4″, Haas a 5″, Jarrad Drizners (UniSA) a 7″, Dylan Sunderland (NTT), Chris Lawless (Ineos) e McCarthy a 8″, George Bennett e Michael Storer (Sunweb) a 9″ e poi un bel gruppone, aperto da Vendrame e Ulissi, a 10″.

Domani non saranno di scena i velocisti perché la terza tappa del Tour Down Under, Unley-Paracombe di 131 km, ha l’arrivo su uno strappo di un paio di chilometri per metà in falsopiano e per metà con pendenze che toccano la doppia cifra: un traguardo non per tutti; nelle due precedenti occasioni in cui si è arrivati qui, si sono imposti corridori del calibro di Rohan Dennis e Richie Porte, per cui aspettiamoci che su quella rampa si scriva già un bel pezzo di classifica.

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