Nairo Quintana vince sul Mont Ventoux © Bettiniphoto
Nairo Quintana vince sul Mont Ventoux © Bettiniphoto

Tour de la Provence, sul Mont Ventoux domina Nairo Quintana

La tappa decisiva del Tour de la Provence, la Istres-Chalet Reynard di 140.2 km, vede la scalata finale del Mont Ventoux dal versante di Bédoin. Sono quasi 15 km di salita ininterrotta al 7.6% di pendenza media che si fanno sentire, ancor più in questa parte di stagione.

Dopo la partenza si forma una fuga a due comprendente il francese Rémi Cavagna (Deceuninck-Quick Step) e il belga Timothy Dupont (Circus-Wanty Gobert), che in prossimità del km 40 vengono riagguantati dai francesi Bryan Alaphilippe (St. Michel-Auber 93) e Jérémy Leveau (Natura4Ever-Roubaix Lille Métropole) e dallo svizzero Johan Jacobs (Movistar Team). Il gruppo lascia loro al massimo un vantaggio di circa 4’30” attorno la metà gara ma ai meno 50 km dal traguardo, in una mossa già vista con lui al passato Tour of California, Cavagna prende e se ne va.

La marcia del transalpino è quella di un treno: se gli inseguitori, con Alaphilippe che si rialza completamente, perdono terreno, altrettanto fa il gruppo, nonostante Astana Pro Team e Groupama-FDJ tirino con impegno. E ai meno 40 km il margine di Cavagna tocca persino i 6′; il lavoro a fondo delle due formazioni citate e della Cofidis cambia però le carte in tavola. Il ventiquattrenne di Clermont Ferrand vede progressivamente ridursi il margine, tanto che ai piedi del Monte Calvo, ai meno 14.7 km, il vantaggio è sceso a circa 4′, per poi andare a 2’50” ai meno 10 km.

Il Team Arkéa-Samsic decide di prendere in mano la situazione a 9 km dal termine: prima Maxime Bouet, poi Warren Barguil, quindi Winner Anacona dettano un ritmo notevole, tanto che il passo del colombiano porta al riassorbimento di un esausto Cavagna ai meno 7.6 km e alla riduzione del gruppo dei migliori, composto dai soli Nairo Quintana, Edward Dunbar, Sepp Kuss, Alexey Lutsenko, Hugh Carthy, Jesús Herrada e David Gaudu.

A 7200 metri dal traguardo, Anacona si sposta e subito capitan Nairo Quintana attacca: l’accelerazione del colombiano è quella dei giorni belli e il solo Sepp Kuss tenta, giusto per un paio di pedalate, di tenerne il passo. Ma non appena capito che l’ex Movistar è in versione trattore, alza bandiera bianca: inizia quindi una sfida quasi contro se stesso per il vincitore di Giro e Vuelta, apparso già in possesso di un’ottima condizione.

Più interessante quanto accade, a debita distanza, alle sue spalle: vanno a formare la prima coppia di inseguitori Hugh Carthy (EF Pro Cycling) e Alexey Lutsenko (Astana Pro Team), che prendono e staccano Sepp Kuss (Team Jumbo-Visma). Ai due si aggiunge anche il leader della graduatoria Alexander Vlasov, con il kazako Lutsenko che quindi si sacrifica per il compagno di squadra con trenate interessanti.

Ma ai meno 3 km il vantaggio di Quintana sfiora il minuto sul trio e supera quota 1’30” sul seguente gruppetto comprendente i già citati Kuss, Dunbar, Herrada, Wilco Kelderman, Aurélien Paret-Peintre e Thibaut Pinot. Davanti, intatto, è tutto facile per Nairo Quintana: il boyacense non si risparmia e spinge fino all’ultimo metro, andando a vincere per la prima volta con la nuova divisa del Team Arkéa-Samsic dando, al contempo, un segnale a tutti i rivali per il prosieguo della stagione.

Per quanto riguarda la lotta per la piazza d’onore, Hugh Carthy prova ad attaccare all’interno del km conclusivo ma non fa strada. Serve dunque una volata che premia, a 1’28”, Alexey Lutsenko su Hugh Carthy e Alexander Vlasov. Seguono Edward Dunbar (Team Ineos) a 2’11”, Sepp Kuss (Team Jumbo-Visma), Wilco Kelderman (Team Sunweb), Jesús Herrada (Cofidis) e Thibaut Pinot (Groupama-FDJ) a 2’12” e David Gaudu (Groupama-FDJ) a 2’25”.

Per quanto riguarda gli italiani, il migliore è stato Fausto Masnada (CCC Team), dodicesimo a 2’57”; ottima risposta per Domenico Pozzovivo (NTT Pro Cycling), al rientro dal terribile infortunio patito in allenamento nell’estate scorsa e giunto quindicesimo a 3’21”. Ha fatto più fatica ma è rimarchevole il ventesimo posto a 3’45” del neopro’ Andrea Bagioli (Deceuninck-Quick Step).

Grazie alla prestazione odierna, Nairo Quintana balza al comando della generale e ha in pugno la vittoria finale, dato che il margine su Vlasov è di 1’04”, su Lutsenko di 1’28” e su Carthy di 1’38”. Domani la quattro giorni provenzale si chiude infatti con la Avignon-Aix en Provence di 170.5 km, frazione sì nervosa ma che non dovrebbe impedire ad una squadra solida come quella bretone di controllare la situazione.

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