Piazza del Plebiscito ospiterà l'arrivo della 5ª tappa del Giro 2026 © Napoli Sotterranea
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Giro d'Italia, l'arrivo a Napoli in Piazza del Plebiscito

La corsa rosa rinuncia dopo quattro edizioni di fila al tradizionale epilogo sul Lungomare Caracciolo. Gli ultimi 400 metri interamente in pavé

16.04.2026 23:55

Un finale da cartolina per una giornata che dispenserà bellezza dal primo all'ultimo metro: la 6ª tappa del Giro d'Italia 2026 (Paestum-Napoli), in programma per giovedì 14 maggio, si concluderà in Piazza del Plebiscito, una delle vetrine più suggestive del capoluogo campano.

Piazza del Plebiscito sede d'arrivo della 6ª tappa del Giro

Una scelta nient'affatto banale, anzitutto per una mera questione logistica: Piazza del Plebiscito sorge nel cuore del centro cittadino, a due passi dal Palazzo Reale e dalla Galleria Umberto I. Eppure, gli organizzatori della corsa rosa - di concerto con l'amministrazione comunale - hanno voluto rendere ancora più spettacolare il finale della corsa, rinunciando al consueto carosello sul Lungomare Caracciolo, che ha ospitato dal 2022 tutti gli arrivi di tappa a Napoli.

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L'ultimo chilometro della 5ª tappa del Giro d'Italia 2026, che propone l'arrivo in Piazza del Plebiscito a Napoli © RCS Sport

Non soltanto una scelta di cuore, dunque: RCS Sport ha deciso di modificare il consueto copione favorevole alle ruote veloci, proponendo un finale potenzialmente più incerto, oltretutto sul porfido della monumentale piazza napoletana. Cartina alla mano, infatti, la strada salirà costantemente al 4% negli ultimi 650 metri: l'ideale per gli sprinter resistenti, nonostante il percorso sia favorevole alle ruote veloci di professione, che dovranno scavalcare soltanto il GPM di Cava de' Tirreni nella prima parte della corsa.

Gli altri finali da cartolina

La storia del Giro d'Italia ha proposto un'infinità di traguardi suggestivi nel cuore delle principali città d'arte. La mente corre subito agli arrivi a Roma sui Fori Imperiali, che hanno salutato il passaggio della carovana rosa nel 2018, nel 2023 e nel 2024 prima del trasferimento al Circo Massimo per l'epilogo dell'edizione 2025. Che ha proposto un altro finale di raro fascino in Piazza del Campo a Siena: era il giorno degli sterrati, con l'agguato di Isaac del Toro a Juan Ayuso e il successo parziale di Wout van Aert.

L'Arena di Verona è stata a più riprese il capolinea delle cronometro finali del Giro d'Italia. Qui hanno festeggiato i loro trionfi in rosa Giovanni Battaglin (1981), Francesco Moser (1984, in rimonta su Laurent Fignon), Ivan Basso (2010), Richard Carapaz (2019) e Jai Hindley (2022). Negli anni dell'emergenza sanitaria, poi, il Duomo di Milano è stata l'impareggiabile quinta della crono conclusiva del Giro, che incoronò Tao Geogheghan Hart (2020) ed Egan Bernal (2021), senza dimenticare la festa per il successo di Felice Gimondi nell'edizione 1976.

Per chiudere, un'altra istantanea che riassume la bellezza del Giro e dell'Italia: domenica 21 maggio 1978, l'edizione numero 61 propose una cronometro individuale di 12 km a Venezia. Pur di arrivare in Piazza San Marco, il patron Vincenzo Torriani predispose una rete di passerelle e un ponte di barche lungo 150 metri. Una sfida all'apparenza anacronistica, impreziosita in calce da una firma d'autore: Francesco Moser.

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Carmine Marino

Nato a Battipaglia (Salerno) nel 1986, ha collaborato con giornali, tv e siti web della Campania e della Basilicata. Caporedattore del quotidiano online SalernoSport24, è iscritto all'albo dei giornalisti pubblicisti della Campania dal 4 dicembre '23.