Giulio Ciccone con Jonas Vingegaard durante il circuito della tappa finale del Giro d'Italia 2026 ©Giro d'Italia via X
Giro d'Italia

Vingegaard:"Dovessi smettere domani la mia carriera sarebbe completa. Per il Tour la forma c'è"

Le dichiarazioni dei protagonisti della ventunesima tappa del Giro d'Italia 2026: Vingegaard esulta per la vittoria e guarda al Tour. Milan contento del dolce finale, Pellizzari: "Brucerò i numeri di gara!"

Jonathan Milan ha chiuso il Giro d'Italia 2026 con una vittoria nell'ultima tappa, il circuito romano intorno alle Terme di Caracalla, ai Fori Imperiali e al Colosseo. Il friulano della Lidl-Trek ha atteso il momento giusto nella volata finale, uscendo dalla ruota di Dylan Groenewegen (Unibet Rose Rockets) e superando Paul Penhoët (Groupama-FDJ United) per conquistare il suo primo successo in questa edizione della Corsa Rosa, il trentaduesimo della carriera. Sul podio di tappa con lui Giovanni Lonardi (Polti VisitMalta) e Paul Penhoët. Per Milan è una liberazione dopo tre settimane di piazzamenti: unica nota amara, la maglia ciclamino sfuggita a favore di Paul Magnier (Soudal Quick-Step).

Sullo sfondo, Jonas Vingegaard entra nella storia del ciclismo completando la tripla corona e vincendo il suo quarto grande Giro: Giro 2026, Tour de France 2022 e 2023, Vuelta a España 2025. Il danese della Visma-Lease a Bike vince con 5'22" su Felix Gall (Decathlon CMA CGM), con Jai Hindley (Red Bull-Bora-hansgrohe) terzo in classifica generale. Giulio Ciccone (Lidl-Trek) conserva la maglia azzurra della montagna, Afonso Eulálio (Bahrain-Victorious) quella bianca. Sul fronte italiano pesa l'ottavo posto di Davide Piganzoli come miglior azzurro in classifica generale, il peggior risultato complessivo dell'Italia in centotrentanove edizioni della corsa.

Giro d'Italia 2026, Jonathan Milan vince la 21a tappa a Roma ©LaPresse
Giro d'Italia 2026, Jonathan Milan vince la 21a tappa a Roma ©LaPresse

Ecco le dichiarazioni dei protagonisti della ventunesima tappa del Giro d'Italia 2026

Jonathan Milan: "Sono contento di chiudere così il mio Giro"

“Pesa, sono ovviamente molto contento di concludere così il mio Giro dopo, insomma, varie volte vicini alla vittoria. Ci abbiamo sempre provato, ci abbiamo sempre creduto anche nonostante i momenti un po' di difficoltà che abbiamo avuto, e questo penso sia stata un po' la forza per arrivare anche al risultato di oggi. Abbiamo sempre ci siamo sempre dati una grandissima mano e per me i ragazzi sono stati importantissimi non solamente in gara ma anche al di fuori. Nel calcio si dice sempre che quando un attaccante passa un periodo in cui non segna, passano i brutti momenti perché viene a mancare un po' di fiducia. Non penso sia mancata la fiducia, non saprei dirti in cosa, sinceramente. Ho sempre avuto fiducia nei miei ragazzi, nelle mie capacità. Solitamente ogni tanto magari le cose le si sbagliano, ma perché è normale sbagliare, l'importante è imparare dagli errori. Quindi non penso che mi sia mancata la fiducia e se mi è mancata, oggi l'abbiamo ritrovata. Non è facile dare un numero al mio Giro. È stato molto, forse, altalenante. Non abbiamo raccolto quello che si voleva; l'obiettivo era partire per portare a casa la maglia Ciclamino ed è stato un giro con dei piazzamenti e una quasi caduta. Non saprei dare un voto, però sono contento di chiuderlo con questa vittoria, penso che tutta la squadra se lo meriti.”

Giulio Pellizzari: "Sono felice che sia finito, è stata una sofferenza enorme"

“Sì, sono orgoglioso di essere arrivato qui a Roma per come ero messo negli ultimi giorni. Adesso regalo tutto, non voglio avere nessun ricordo di questo giro. Brucerò tutti i numeri e tutte le maglie. Poi pensiamo al prossimo. -ha dichiarato ai microfoni di Eurosport- Felicità perché è finita una sofferenza, una vera sofferenza. È la gara che mi ha fatto soffrire di più finora nella mia carriera. Sì, è la prima volta che sono davvero felice che sia finito il Giro perché è stata una sofferenza enorme, ma ho imparato tanto. Credo che adesso arriverà la parte più dura: metabolizzare un po' quello che è successo, ma sono contento che sia finito. Adesso iniziamo a lavorare per la prossima.”

Dylan Groenewegen: "La vittoria manca ancora, è un peccato"

“Stavo lottando un po' con Magnier per la posizione. Lì abbiamo perso un po' di velocità, ma penso che il più veloce oggi abbia vinto ed era Milan. Quindi sì, è così che stanno le cose. Non è una questione di volata in salita, è solo una questione di buona scelta di tempo e penso che la mia testa abbia perso un po' lo slancio, e anch'io. Poi lui è venuto da dietro e questo è stato il risultato. -ha dichiarato il neerlandese a fine tappa- Penso che il grande obiettivo di questo Giro fosse ottenere una vittoria. Siamo arrivati davvero molto vicini. Abbiamo avuto degli ottimi leadout, abbiamo imparato molto, ma la vittoria manca ancora. È un peccato, ma ormai non possiamo più cambiare nulla.”

Paul Penhoët: "Non avevo nulla da perdere, è un piccolo passo avanti"

“Volevo davvero terminare questo Giro almeno con una buona nota per me e soprattutto per la squadra, per i compagni che mi supportano dall'inizio dell'anno -ha dichiarato Paul Penhoët ai microfoni di Cycling Pro Net- Quando Rémy Rochas è partito, quando c'è anche Remi [Cavagna], abbiamo preparato il terreno. È perfetto per noi: si sa che non sono uno dei pretendenti alla vittoria per tutti, quindi è giusto giocare su tutti i fronti. E alla fine questo mi permetteva di stare davvero dietro, filare bene, e visto che eravamo ben posizionati con i ragazzi, non si risaliva troppo da dietro e il nostro posizionamento era davvero buono. Agli ultimi 300 metri sono rimasto davvero calmo. C'era Axel [Huens] che mi diceva di restare calmo e lo ero, lo sono stato per tutta la corsa, credo. Questo è stato davvero ottimo. Mi era mancato essere calmo così e sapere dove volevo andare. Poi alla fine si è spotato a 2,5 km e mi dice di restare calmo. Agli ultimi 300 metri c'è un varco sulla sinistra con i corridori della Decathlon e alla fine ci vado, sapendo che con la curva sinistra-destra potevo farmi chiudere in fretta. Quindi lascio un piccolo margine che mi permette davvero di non frenare in curva. E poi, l'obiettivo oggi era lanciare la volata. Penso che se avessi forse aspettato avrei potuto fare secondo, ma poco importa: almeno sono partito per primo. È questo che è importante per me. Non vinco da due anni, da quando mi sono infortunato. È vero che ho avuto raramente l'opportunità di fare il mio sprint. Penso soprattutto a una mancanza di fiducia, e oggi avevo chiaramente nulla da perdere. Per me è un piccolo passo avanti.”

Afonso Eulálio: "Guardare tutte le persone felici intorno a me, è incredibile"

“Grazie mille a voi e non so, è stato un sogno, no? Vivere tutto questo Giro, stare con voi qui, è stato incredibile. -ha detto ai microfoni di Cycling Pro Net- Di tutto quello che ho vissuto ora voglio godermi un po' il momento, staccare un po' dalla bici, e quando torneremo torneremo piano piano, passo dopo passo, e poi senza smettere di guardare quello che possiamo fare con la squadra. La soddisfazione più grande? Guarda, non so se è la maglia, ma guardare tutte le persone che mi circondano, che lavorano con me, vedere come rimangono contente. È incredibile, incredibile, incredibile. Arrivare dopo la tappa e vedere tutte quelle persone così felici, per me è incredibile. Obrigado a tutti e ora a godersi tutto questo.”

Jonas Vingegaard: "Vincere tutti e tre i grandi giri è più di un sogno" 

“È una sensazione davvero speciale, più speciale di quanto mi aspettassi. Aver vinto ora tutti e tre i grandi giri è qualcosa di più di un sogno che si avvera. In un certo senso sento che, non che sia questo il caso, ma se dovessi smettere domani la mia carriera sarebbe completa. Ho ancora tanti obiettivi, ma voglio anche godermi questo momento. -ha detto Vingegaard ai microfoni di Cycling Pro Net- Alla fine è una grande vittoria, tutti gli arrivi in salita, la squadra era sempre sotto controllo. Chiaramente si arriva al Giro sentendosi bene, ma nello sport di alto livello c'è sempre un po' di dubbio in sé stessi, è così che funziona. Con la condizione che ho avuto qui ho guadagnato fiducia e sento di aver migliorato la forma nel corso di questa corsa. Sapendo quello che sappiamo dagli anni precedenti, su come andava quando facevo il Tour e la Vuelta, con il livello che ho mostrato qui in questo Giro credo almeno di essere in una forma molto molto buona per il Tour de France. Prima un po' di riposo, poi un po' di allenamento. Sono cinque settimane, quindi penso una settimana di riposo e poi tre, tre settimane e mezza di allenamento normale.”

Giulio Ciccone: “Al Giro do nove, siamo davvero soddisfatti. Ora il Tour

"È sicuramente un'emozione grandissima correre l'ultima tappa a Roma con questa maglia, passando sotto il Colosseo e l'Altare della Patria; penso che sia uno dei ricordi che resterà indelebile. Oggi abbiamo chiuso il Giro con la vittoria di Johnny [Milan, ndr] che inseguivamo dall'inizio, quindi penso che il bilancio sia più che positivo per noi. Sicuramente mi è dispiaciuto perdere la maglia rosa; sono state un insieme di circostanze che non mi hanno permesso di tenerla di più. Però ripeto: per me il sogno era indossarla e l'ho fatto. Ho sfiorato il successo di tappa diverse volte e ho vinto la maglia azzurra per la seconda volta. Sono qui con l'amore del pubblico, ho trovato gente ovunque per tre settimane: questa è la vittoria più grande. Un voto al Giro? Ieri ho detto otto, ma oggi do nove perché ha vinto Johnny, quindi lo spirito di squadra è ancora più alto e possiamo essere davvero soddisfatti. Ora dobbiamo tirare un attimo la linea. Il programma originale prevede il Tour de France, il Campionato Italiano e poi la preparazione per il Mondiale. Vediamo un attimino i piani della squadra; sicuramente questo Giro è stato bello tosto, vediamo come sarà la situazione. Non ho rimpianti perché ho dato veramente tutto. Nei giorni in cui ho rischiato di vincere la tappa ho raschiato davvero il fondo, quindi non ho rimpianti di aver sbagliato qualcosa. Un po' di dispiacere sì, ma rimpianti no: sono contento di aver fatto un Giro di ottimo livello."

Giovanni Ellena, direttore sportivo Polti VisitMalta:"Ho dovuto frenare i bollenti spiriti dei ragazzi" 

“Si conclude un grande Giro per noi, siamo stati un vero gruppo, un emblema di propositività. A volte ho persino dovuto frenare un po’ i bollenti spiriti dei ragazzi e la loro voglia di attaccare sempre. Chiudere con un risultato di prestigio nella Città Eterna è la ciliegina sulla torta di un’ottima corsa rosa!”

Roma riscatta Milan, Vingegaard raggiunge il pantheon degli immortali