Remco Evenepoel conquista il successo all'Alto da Fóia © Bettiniphoto
Remco Evenepoel conquista il successo all'Alto da Fóia © Bettiniphoto

Volta ao Algarve, bestiale Evenepoel! Prova di forza sull’Alto da Fóia, buon ottavo Nibali

La seconda tappa della Volta ao Algarve ha preso il via a Sagres e si è conclusa, 183.9 km più tardi, sull’Alto da Fóia, salita di 7.4 km con pendenza media del 5.9% ma con tratti vicini alla doppia cifra. La fuga di giornata si forma attorno al km 12 e vede la presenza di tre corridori, vale a dire il belga Dries De Bondt (Alpecin-Fenix), il danese Casper Pedersen (Team Sunweb) e lo svizzero Michael Schär (CCC Team). A loro ha tentato, vanamente, di accordarsi lo spagnolo Gerard Armillas (Efapel), che per una decina di km ha cercato di inserirsi prima di desistere.

Ai tre fuggitivi non viene mai lasciato un margine superiore ai 3′ per colpa, in particolar modo, di una formazione, ossia la W52-FC Porto: i lusitani, tornati dopo una stagione come Professional al più consono livello Continental, si sono incaricati di lavorare a lungo, entrando negli ultimi 40 km con 2’45” di ritardo. A loro si somma in seguito la UAE Team Emirates, che sacrifica soprattutto Mikkel Bjerg e Jan Polanc per aumentare il passo; e sui tanti saliscendi esigenti del percorso a farne le spese sono i velocisti, con il gruppetto comprendente il vincitore di ieri Jakobsen, Viviani e tanti altri che si forma già a 35 km dal termine.

Precipita, come logico che sia, il vantaggio dei battistrada, che ai meno 29 km rimangono due in quanto uno sfinito De Bondt alza bandiera bianca. L’avventura di Pedersen e Schär viene annullata a 21 km dalla conclusione, momento in cui anche la Deceuninck-Quick Step e il Team Ineos iniziano a lavorare. Ma sono ancora gli emiratini a fare la selezione con Joe Dombrowski, soprattutto sul gpm di seconda categoria di Pomba; tra quanti perdono terreno vi è anche Philippe Gilbert (Lotto Soudal) oltre ad uno sfortunato João Rodrigues (W52-FC Porto), vincitore della Volta Portugal 2019 e oggi vittima di una foratura in salita.

Sono quindi una cinquantina i componenti del gruppo principale che scollinano a 14 km dal traguardo e lo spartito non cambia neppure nel seguente tratto di discesa né nell’imbocco della salita finale: è sempre Dombrowski a lavorare fino ai meno 6 km, quando Rodrigo Contreras cerca l’allungo. Il colombiano dell’Astana Pro Team guadagna al massimo una ventina di metri ma ha il merito di aumentare il passo, costringendo lo statunitense a spostarsi e a far lavorare anche l’ultimo gregario emiratino, ossia Jan Polanc.

La selezione è tutta da dietro, per un gruppo che inizia gli ultimi 5 km con ancora una trentina di elementi; a chiudere la fila è Mathieu van der Poel (Alpecin-Fenix) che si stacca ai meno 4 km. L’instancabile Polanc termina il lavoro al cartello dei meno 3 km ma non c’è alcuno scatto di Rui Costa; il lusitano parte sì, ma ai meno 2.5 km in risposta all’allungo di Miguel Ángel López, che però non fa la differenza. Oltre ad un pimpantissimo Nibali, nel gruppo di una quindicina di unità è presente in coda un sorprendente Greg Van Avermaet.

È un altro esponente del CCC Team a tentare la fortuna, ossia Simon Geschke, che prova la fagianata a 2000 metri dal termine, venendo ripreso però all’inizio del km conclusivo. A tirare è João Almeida (Deceuninck-Quick Step) il cui forcing fa staccare a sorpresa Michal Kwiatkowski e il già citato Van Avermaet; il vento contrario non favorisce i tentativi. A meno che non si tratti di un fenomeno a provarci.

A 500 metri, infatti, con una fucilata sensazionale attacca Remco Evenepoel: il baby prodigio della Deceuninck-Quick Step guadagna subito spazio, con gli inseguitori che cercano di reagire. Ma è il belga è un trattore e guadagna; anche a lui, però, il vento sembra dare fastidio, tanto che nella semicurva a 120 metri dalla fine inizia a diminuire il passo. Proprio mentre dietro parte di gran carriera Maximilian Schachmann: il tedesco della Bora-Hansgrohe si avvicina ama quando pare poter ipotizzare il sorpasso, ai meno 50 metri, non riesce ad eseguirlo. Vince così con pieno merito il wonder boy del ciclismo internazionale davanti al campione teutonico.

Ritardo di 2″ per Daniel Martin (Israel Start-Up Nation), Tim Wellens (Lotto Soudal) e Rui Costa (UAE Team Emirates), di 5″ per Miguel Ángel López (Astana Pro Team), di 8″ per Frederico Figueiredo (Atum General-Tavira), un Vincenzo Nibali (Trek-Segafredo) che inizia col piglio giusto, Bauke Mollema (Trek-Segafredo) e Amaro Antunes (W52-FC Porto). Seguono a 14″ Lennard Kämna e Simon Geschke, a 17″ João Almeida mentre le delusioni di giornata sono gli esponenti del Team Ineos: Kwiatkowski è quattordicesimo a 27″, il gagliardo Swift e Thomas giungono a 1’02” mentre è naufragato Dennis.

Non essendoci abbuoni in palio, la classifica generale ricalca l’ordine d’arrivo indi per cui la camisola amarela lascia le spalle di Fabio Jakobsen per andare su quelle di Remco Evenepoel, che ha dedicato il successo al collega Nikolas Maes, che nei giorni scorsi ha subito un gravissimo lutto in famiglia. Domani la gara prosegue con la frazione più lunga ma altimetricamente più agevole dell’edizione: la Faro-Tavira di 201.9 km è leggermente ondulata nel finale, ma non dovrebbe impedire la disputa di una volata a ranghi compatti.

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