Restrepo batte Cardis e Tesfatsion © Tour du Rwanda
Restrepo batte Cardis e Tesfatsion © Tour du Rwanda

Ha trovato fiducia e ora non si ferma più

Nella quinta tappa del Tour du Rwanda arriva in quarto successo stagionale per il colombiano Jhonatan Restrepo. Natnael Tesfatsion resta in maglia gialla

Dal nostro inviato

La tappa più breve di questo Tour du Rwanda 2020, ad eccezione ovviamente della cronometro di sabato, ha portato un’altra vittoria all’Androni Giocattoli-Sidermec: la firma è stata anche questa volta quella del 25enne colombiano Jhonatan Restrepo, già a segno nella terza tappa in quel di Rusizi e complessivamente salito a quota quattro vittorie in questo 2020. Bisogna andarci con i piedi di piombo perché due tappe in Venezuela e due tappe in Ruanda possono essere probanti fino ad un centro punto, ma come avevamo già detto due giorni fa, Restrepo è sulla strada giusta per diventare un altro dei corridori rilanciati ad alto livello da Gianni Savio dopo alcune annate non facili: il solo fatto si aver ricominciato a vincere a distanza di quattro anni è un segnale importante e proprio questi successi possono dare al colombiano la fiducia e le motivazioni che fino ad oggi non aveva mai avuto tra i professionisti.

Androni attiva, l’Eritrea non lascia spazio
Con quattro giorni di gara ormai alle spalle, oggi si entrava nella seconda parte di questa dodicesima edizione del Giro del Ruanda. Dopo la lunga tappa di ieri, 206 chilometri e più di cinque ore e mezza in sella, ai corridori è toccata una frazione di appena 84.7 chilometri che si poteva dividere in tre parti: prima un circuito attorno alla città di Gisenyi da cui è stato dato il via, poi la lunga e pedalabile salita verso i 2447 metri di quota di Sashwara ed infine gli ultimi 32.5 chilometri di discesa verso il traguardo di Musanze. Il terreno era sicuramente favorevole il gruppo a patto di non far andare via una fuga troppo numerosa: ed infatti nei chilometri iniziali ci sono stati diversi tentativi di attacco con l’Androni sempre presente, prima con Davide Gabburo assieme ad altri 6, poi con Daniel Muñoz in un gruppetto di 5.

Tutto inutile però, perché oggi l’Eritrea si è stretta attorno al suo leader Natnael Tesfatsion adesso che l’obiettivo primario per la nazionale africana è diventato quello di portare a casa questa maglia gialla che manderebbe in estasi i tantissimi appassionati di ciclismo del paese. All’uscita di Gisenyi il gruppo è tornato compatto ed a quel punto sono stati gli uomini della Benediction Ignite XL a provare a mettersi in mostra su strade che conoscono bene e davanti a tanti loro tifosi, dal momento che la squadra fa base proprio in questa zona: prima ha tentato un allungo Didier Munyaneza, poi al chilometro 33 è partito il 28enne Patrick Byukusenge che ha preso subito 20″ di vantaggio e poi con un ritmo regolare sulla lunga salita di Sashwara, 21 km con una media attorno al 3%, ha incrementato il gap in maniera interessante.

Il ruandese Byukusenge ci prova da solo
Musanze, dove era posto il traguardo di questa quinta tappa, è il distretto dove ha sede l’Africa Rising Cycling Centre ed è quindi una località simbolo di tutto il ciclismo ruandese. I corridori locali erano quindi particolarmente motivati oggi, a Byukusenge non ci ha pensato due volte a spingere a tutta sui pedali quando si è trovato da solo in fuga: il suo vantaggio sul plotone è arrivato a toccare un massimo di 2’15” e non c’è stato niente da fare per l’etiope Temesgen Buru che era uscito dal gruppo e tutto solo aveva provato a riportarsi su Byukusenge. Il portacolori della Benediction non rappresentava una minaccia per la classifica generale con i suoi 18’53” di ritardo in partenza e così l’Eritrea ha lasciato fare, ben consapevole che ogni energia risparmiata potrà essere utile nei prossimi giorni.

Ma in gruppo c’erano altre squadre che avevano messo nel mirino questa tappa, in particolare l’Androni-Sidermec e la Total Direct Energie, con i francesi finora abbastanza deludenti anche per le grosse difficoltà che sta attraversando l’estone Rein Taaramäe. Prima di giungere al gpm il plotone ha iniziato ad accelerare e ha ridotto il gap attorno ai due minuti: c’erano ancora 30 chilometri da percorrere e quindi tutto il tempo per andare a riprendere un uomo da solo in testa, ma non si poteva scherzare troppo perché il terreno tutto in leggera ma costante discesa poteva dare una mano a Byukusenge. Nei chilometri finali il gruppone è stato assolutamente implacabile: ai meno 20 il distacco era sceso a 1’35”, ai meno 10 erano rimasti appena 30″ da colmare ed alla fine il fuggitivo ha dovuto arrendersi quando mancavano circa 4 chilometri all’arrivo.

Restrepo batte Cardis nella volata di gruppo
La discesa è stata velocissima e per parecchi chilometri i corridori del gruppo non avranno neanche dovuto toccare i freni vista la strada prevalentemente in rettilineo, ma quest’anno gli organizzatori hanno voluto rendere un po’ più tortuosi gli ultimi tre chilometri per far sì che sul rettilineo d’arrivo non arrivare un gruppone appallato con i vari rischi connessi ad una situazione del genere. Una serie di virate a destra e sinistra, ha quindi allungato il plotone con in testa gli uomini della Total Direct Energie e dell’Androni-Sidermec: Jhonatan Restrepo ha battezzato il francese Romain Cardis come uomo più pericoloso di giornata, ma gli ultimi 200 metri con una leggera pendenza a salire sembravano ideali per le caratteristiche del colombiano, che infatti non ha sbagliato la volata e nonostante un contatto con uno spettatore è andato a vincere al colpo di reni.

Romain Cardis si è piazzato quindi in seconda posizione, seguito da Natnael Tesfatsion e Henok Mulubrhan, entrambi della nazionale eritrea, quinto posto per Pim Ligthart mentre non è riuscito a fare meglio del sesto posto in giovane Biniam Girmay che l’anno scorso aveva vinto proprio qui a Musanze. In classifica generale, nonostante un buco nel finale che è costato 7″ a Kent Main e Simone Ravanelli, è rimasto tutto invariato: Tesfatsion ripartirà ancora in maglia gialla domani nella sesta tappa, la Musanze-Muhanga con salite e discese abbastanza insidiose.

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