Elizabeth Banks sul podio al GP de Plouay 2020 © Equipe Paule Ka
Elizabeth Banks sul podio al GP de Plouay 2020 © Equipe Paule Ka

Big Banks Theory, la fuga è uno show

La britannica della Equipe Paule Ka vince la 4a tappa del Giro Rosa con un attacco da lontano con Eugenia Bujak. Van Vleuten stacca ancora le rivali

La quarta tappa del Giro Rosa ha segnato un record per il ciclismo femminile: prima di oggi, infatti, mai si era affrontata in una corsa UCI una distanza ufficiale di 170 chilometri (più un’altra dozzina di trasferimento) come quella che le atlete hanno dovuto coprire oggi da Assisi a Tivoli. In più bisogna aggiungere che anche oggi l’organizzazione guidata da Giuseppe Rivolta non è risparmiata nell’andare a cercare dislivelli e insidie fare: a fronte di un solo gpm di terza categoria ad Arrone, nel percorso c’erano diverse ascese e salitelle da non sottovalutare, compresa quella dell’arrivo nel cuore di Tivoli, non ripida come quella di ieri ma comunque con i 1500 metri finali in pavé con pendenze fino al 10%. Insomma, un’altra occasione per allungare la classifica generale.

La prospettiva di circa quattro ore e mezza in sella ed i chilometri iniziati in pianura hanno portato ad un avvio di gara relativamente tranquillo, ma appena la strada ha iniziato a salire c’è stato il primo tentativo di fuga: la protagonista è stata la statunitense Ruth Winder (Trek-Segafredo) che ha allungato tutta sola al chilometro 38 uscendo dalla città di Spoleto. Campionessa nazionale in carica e vincitrice quest’anno del Santos Women’s Tour, la 27enne Winder ha preso un vantaggio di soli 45″ e nonostante fosse già lontanissima in classifica non è riuscita a restare in testa a lungo: dopo una ventina di chilometri in avanscoperta è infatti stata ripresa dal gruppo che voleva spartirsi i punti del gpm posto a 100 chilometri dall’arrivo.

In cima alla salita di Arrone è transitata per prima Cecilie Uttrup Ludwig che ha quindi strappato ad Annemiek van Vleuten la leadership nella speciale classifica dei gran premi della montagna. Superata quest’ascesa per diversi chilometri la strada si faceva meno complicata ed è quindi proprio qui che è partita la prima vera fuga di questo Giro d’Italia Femminile: all’attacco sono andate la britannica Elizabeth Banks, 29enne della Equipe Paule Ka che l’anno scorso vinse la tappa di Maniago proprio grazie ad un’azione da lontano, e la polacca naturalizzata slovena Eugenia Bujak, 31enne in forza alla Alé BTC Ljubljana che poco prima del Giro aveva dimostrato una buona condizione fisica vincendo il Giro delle Marche in Rosa.

In classifica generale Banks partiva dal 16° posto a 7’14”, Bujak invece era ventunesima a 8’46”: non essendo pericolose per la maglia rosa, il gruppo ha lasciato fare e chilometro dopo chilometro il vantaggio della coppia al comando è lievitato. Ad un certo punto le due battistrada si sono trovate ad avere un gap anche superiore ai sei minuti e il gruppo, guidato anche dalle atlete della Mitchelton-Scott, ha iniziato a fare in modo che il distacco non andasse oltre: a 25 chilometri Banks e Bujak avevano comunque ancora 5’40” da gestire e lo hanno fatto benissimo visto che fino ai meno 10 chilometri avevano perso meno di un minuto venendo segnalate con 4’47” di vantaggio.

Nel finale la velocità in gruppo era vertiginosa anche perché le migliori in classifica generale volevano farsi trovare nelle prime posizioni all’inizio della difficile e stretta salita finale a Tivoli: le due fuggitive hanno logicamente perso tanto nei confronti delle inseguitrici, ma sono riuscite comunque a conservare un margine sufficiente per giocarsi la vittoria di tappa. Il duello in testa ha premiato la britannica Elizabeth Banks, atleta arrivata tardi al ciclismo di alto livello ma che è cresciuta tantissimo nell’ultimo anno e mezzo sotto la guida di Thomas Campana (ed è già confermata per il prossimo anno): per Banks si tratta della prima vittoria del 2020 dopo il secondo posto al GP de Plouay, ed è anche la prima del Women’s World Tour per la sua squadra sotto la nuova denominazione di Equipe Paule Ka. Per la Alé BTC Ljubljana è arrivata comunque la seconda posizione di Eugenia Bujak che si è arresa solo nel finale per 7″ secondi.

Il gruppo delle migliori è arrivato a poco più di un minuto di distanza dalle due fuggitivi e sul pavé di Tivoli è arrivato un altro show della maglia rosa Annemiek van Vleuten che ha nuovamente staccato tutte le avversarie rifilando distacchi anche abbastanza importante se si considera la scarsa lunghezza della salita finale. La stella della Mitchelton-Scott è andata a prendersi quindi il terzo posto a 1’10” con un margine di 12″ su Elisa Longo Borghini quarta, 15″ su Katarzyna Niewiadoma quinta, 17″ su Liane Lippert sesta e 21″ su Cecilie Uttrup Ludwig; giornata negativa per Anna van der Breggen che ha perso 37″.

Ovviamente Annemiek van Vleuten allunga ancora in classifica generale e la sua maglia rosa sembra essere ormai sempre più inattaccabile: in seconda posizione adesso c’è Katarzyna Niewiadoma già staccata di 1’56”, Anna van der Breggen è terza a 2’03”, Cecilie Uttrup Ludwing quarta a 3’03”, Mykayla Harvey quinta a 4’21” ed Elisa Longo Borghini sesta a 4’32”.

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