Tour de France 2020

Il primo grande giro del 2020 rappresenta, per molti, già il momento della verità. In questa stagione rivoluzionata il Tour de France si staglia tra agosto e settembre come un monolite, dove i destini di molti corridori e team si decidono nello spazio di tre settimane. Dopo trentanove anni Nizza torna ad ospitare la grande partenza, in un’apertura che si preannuncia esigente come forse mai prima d’ora.

Anche il resto del tracciato della Grande Boucle numero 107 rappresenta una svolta rispetto al tradizionale andamento dei Tour targati Predhomme: dei 3484 km previsti, solo 36 sono a cronometro, al penultimo giorno e soprattutto buona parte dei quali in salita verso La Planche des Belles Filles. È qui che si conoscerà il nome del vincitore, che dovrà sudare le proverbiali sette camice scalando Alpi, (non troppi) Pirenei, Giura e Massiccio Centrale, catena decisamente ben valorizzata in questo percorso.

Il direttore dell’organizzazione ha il merito di cercare qualcosa di nuovo: niente Galibier, Ventoux, Tourmalet e Alpe d’Huez, roba che solo pensarla qualche anno fa era un’eresia. Al loro posto salite inedite o poco sfruttate come il terribile Col de la Loze, l’estenuante Grand Colombier, l’interessante accoppiata Col de la Lusette-Mont Aigoual così come il ritorno della da troppo tempo trascurata Orcières Merlette. Quattro i colli Hors Categorie, quindici quelli di prima, a simboleggiare una difficoltà diffusa per un Tour che si preannuncia aperto a tante possibilità

Le tappe

Sabato 29/8 - 1a Tappa: Nice - Nice (156 km)

Partenza: Nice ore 14.15
Arrivo: Nice ore 18 circa

Sprint: Nice km 88
Gpm: Côte de Rimiez (310 m-5.8 km-5.1%-3a cat.) km 48.5 e km 97

Analisi del percorso: Sarà una partenza insolita per questo Tour de France, ma la prima tappa della Grande Boucle si prospetta comunque morbida, rispetto a ciò che può proporre l’entroterra nizzardo. Saranno praticamente 3 giri di circuito, proposti in due versioni: la prima, di quasi 50 km, vede la scalata al gpm della Côte de Rimiez (nella prima tornata sarà neutralizzata) ed un semplice falsopiano prima di raggiungere il fiume Var e quindi l’arrivo, e sarà ripetuta due volte; la seconda ricalcherà la prima andando ad aggiungere 28 km all’interno, aggiungendo sostanzialmente falsopiano. Niente che possa turbare le gambe dei velocisti, non di quelli in forma almeno, che si andranno a giocare così la prima maglia gialla sulla Promenade des Anglais. Tutto qui, più che alla partenza di un Tour de France somiglierà a quella di un Giro d’Italia, complice la vicinanza geografica.

Domenica 30/8 - 2a tappa: Nice - Nice (186 km)

Partenza: Nice ore 13.20
Arrivo: Nice ore 18.10 circa

Sprint: Lac du Broc km 16
Gpm: Col de la Colmiane (1500 m-16.3 km-6.3%-1a cat.) km 63.5, Col de Turini (1607 m-14.9 km-7.4%-1a cat.) km 99.5, Col d’Èze (490 m-7.8 km-6.1%-2a cat.) km 153
Bonus: Col de Quatre Chemins km 177

Analisi del percorso: Di tutt’altra pasta la seconda tappa, con stesso punto di partenza e arrivo della frazione precedente (in partenza si correrà a ritroso rispetto ai chilometri finali della frazione inaugurale), che però vedrà un’escursione più marcata verso l’entroterra delle Alpi Marittime, scalando le salite vecchie e nuove che hanno reso popolare la Paris-Nice. Di conseguenza, questa seconda tappa sarà anche un colpo al cuore per gli affezionati alle maglie a pois conquistate sui cavalcavia, perché proporranno già due salite di prima ed una di seconda categoria. Il Col del la Colmiane ed il Col de Turini sono state piacevoli novità delle ultime edizioni della Corsa verso il Sole e dunque verranno omaggiati anche al Tour (per la Colmiane si tratta di un esordio); sebbene si tratti di ascese lunghe e tostarelle, non dovrebbero influire direttamente sull’esito di tappa. Diverso il discorso per il Col d’Èze, simbolo della Paris-Nice, con scollinamento a 33 km dall’arrivo: qui i big dovranno da subito correre avanti, e qualcuno potrebbe anche pensare di sparigliare le carte in tavola. Anche perché non è certo finita qui: dopo un primo passaggio sulla linea d’arrivo, si tornerà a scalare l’Èze, fermandosi però a tre km dalla vetta, località Col de Quatre Chemins, con tanto di abbuoni che dovrebbero far gola a tutti. Da lì all’arrivo mancheranno 9 km, di cui 7 in discesa: molto difficile che una frazione così termini allo sprint, e comunque sarebbe limitato a pochi corridori.

Lunedì 31/8 - 3a tappa: Nice - Sisteron (198 km)

Partenza: Nice ore 12.20
Arrivo: Sisteron ore 17.20 circa

Sprint: Digne les Bains km 160.5
Gpm: Col du Pilon (782 m-8.4 km-5.1%-3a cat.) km 55, Col de la Faye (757 m-5.3 km-4.8%-3a cat.) km 63.5, Col des Lèques (1148 m-6.9 km-5.4%-3a cat.) km 117.5, Col de l’Orme (734 m-2.7 km-5%-4a cat.) km 152.5

Analisi del percorso: Al terzo giorno di gara il Tour lascia definitivamente Nizza per continuare il suo viaggio verso ovest, andando a finire nell’Haute Provence, con un traguardo inedito nella suggestiva Sisteron, una rocca schiacciata tra i monti e le rive del fiume Durance. Sarà una tappa molto nervosa nella parte iniziale, con tre gpm di terza e uno di quarta categoria, diversi passaggi oltre i mille metri nonché altri strappi non categorizzati, e complice la lunghezza (quasi 200 km, la seconda tappa più lunga della corsa), potrà mettere acido lattico nelle gambe dei velocisti. I quali comunque potranno tirare il fiato negli ultimi 60 km, quando la carovana risalirà il letto prima del Bléone e poi del Durance, con l’unica asperità del Col de l’Orme. Lungo rettilineo finale a Sisteron, sebbene abbastanza stretto, in caso di volata bisognerà evitare di farsi imbottigliare.

Martedì 1/9 - 4a tappa: Sisteron - Orcières Merlette (160.5 km)

Partenza: Sisteron ore 13.30
Arrivo: Orcières Merlette ore 17.30 circa

Sprint: Veynes km 51.5
Gpm: Col du Festre (1441 m-7.6 km-5.3%-3a cat.) km 67.5, Côte de Corps (927 m-2.2 km-6.3%-4a cat.) km 97.5, Côte de l’Aullagnier (1172 m-3 km-6.4%-3a cat.) km 125.5, Côte de Saint Léger les Mélèzes (1250 m-2.8 km-6.8%-3a cat.) km 141.5, Orcières Merlette (1825 m-7.1 km-6.7%-1a cat.) km 160.5 – Arrivo

Analisi del percorso: Un Tour così esigente dal principio non poteva che avere un arrivo in salita di prima categoria sin dalla quarta tappa: una frazione che possiamo definire in tutto e per tutto alpina, dato che l’arrivo è nella località sciistica di Orcières Merlette, a 1800 metri di quota, e ci troviamo in linea d’aria a metà strada tra Gap e Briançon. Non un arrivo inedito, sebbene dimenticato, dato che fu proposto per l’ultima volta in una cronoscalata nel 1989. Non sarà comunque una tappa troppo esigente: ripartiti da Sisteron, nei 160 km successivi si affronteranno 4 gpm agevoli e utili a scaldare le gambe. Anche la salita finale non è lunghissima ne devastante: poco più di 7 km abbastanza regolari, con pendenze tra il 5% ed il 9%. Difficilmente vedremo grossi distacchi, anche se qualcuno dei favoriti potrebbe mostrare debolezze e perdere terreno.

Mercoledì 2/9 - 5a tappa: Gap - Privas (183 km)

Partenza: Gap ore 13.20
Arrivo: Privas ore 17.30 circa

Sprint: L’Épine km 47.5
Gpm: Col de Serre Colon (434 m-4.1 km-3.7%-4a cat.) km 130, Côte de Saint Vincent de Barrès (258 m-2.7 km-4.2%-4a cat.) km 167

Analisi del percorso: Si torna a viaggiare verso ovest nella quinta frazione, per una tappa che dovrebbe essere per velocisti, non senza insidie. Si parte da una località storica come Gap, per una parte iniziale tranquilla e abbastanza veloce verso la Drôme. Nella seconda parte ci sono due gpm di quarta categoria, di cui il secondo collocato a 18 km dall’arrivo, ma con pendenze semplici. L’arrivo inedito è collocato nella zona periferica di Privas, nell’Ardèche, e se sarà volata, metterà alla prova sopratutto la testa delle ruote veloci: negli ultimi km si sale al 2-3% fino alla flamme rouge, per poi affrontare una volata “cieca”, con gli ultimi 500 metri in semicurva. Occorrerà essere dei metronomi per sprintare al momento opportuno.

Giovedì 3/9 - 6a tappa: Le Teil - Mont Aigoual (191 km)

Partenza: Le Teil ore 12.10
Arrivo: Mont Aigoual ore 17 circa

Sprint: Saint Hippolyte du Fort km 125.5
Gpm: Cap de Coste (369 m-2.1 km-7.3%-3a cat.) km 146, Col de Mouzères (537 m-6.1 km-4.8%-3a cat.) km 163, Col de la Lusette (1531 m-11.7 km-7.3%-1a cat.) km 177.5
Bonus: Col de la Lusette km 177.5

Analisi del percorso: Ancora una frazione impegnativa in una delle prime settimane più dure di sempre della storia del Tour. Stavolta ad essere interessata è l’estremità meridionale del Massiccio Centrale, con l’inedito traguardo di Mont Aigoual, affrontato sinora solo come valico: un arrivo in salita, anche se non classificato come tale, che lascia spazio a parecchie interpretazioni. Si parte da Le Teil, sobborgo di Montelimar, per entrare nella regione dell’Occitania: i primi 155 km saranno sostanzialmente pianeggianti, con l’unica eccezione dello strappo di Cap de Coste a 45 km dall’arrivo, salita di terza categoria. Poi si comincia a salire verso l’interno: prima dolcemente, con il Col des Mouzères di terza categoria, e poi in maniera più decisa fino ai 1350 metri del Col de la Lousette. Sarà questa salita il vero spartiacque della tappa: 11,7 km al 7.3% di pendenza media, con difficoltà crescente fino ad una sezione di 2 km costantemente sopra il 10%, che però termina bruscamente a 3 km dalla vetta. Da lì mancheranno 13 km all’arrivo: 5 di discesina e falso piano, e poi i restanti di salita molto facile, mai sopra il 6%. Arrivo indicato a passisti-scalatori in condizione che possono fare la differenza sulla Lusette e aumentare il margine nell’ascesa finale.

Venerdì 4/9 - 7a tappa: Millau - Lavaur (168 km)

Partenza: Millau ore 13.35
Arrivo: Lavaur ore 17.30 circa

Sprint: Saint Sernin sur Rance km 58
Gpm: Côte de Luzençon (562 m-3.1 km-6.1%-3a cat.) km 9, Col de Peyronnenc (879 m-14.5 km-3.9%-3a cat.) km 73.5, Côte de Paulhe (591 m-1.1 km-7%-4a cat.) km 97.5

Analisi del percorso: Dopo le fatiche del giorno precedente, respiro nella Millau-Lavaur, adatta ai velocisti. La seconda tappa Occitana sarà in realtà piuttosto accidentata nella fase iniziale, con un gpm di terza e uno di quarta categoria, nonché diversi saliscendi fino a quasi 900 metri di altitudine: ma una volta usciti dal Massiccio Centrale, gli ultimi 40 km non proporranno particolari difficoltà. L’arrivo a Lavaur (che si presta come sede di arrivo per la terza volta in 20 anni) in Piazza Stalingrado non presenta particolari difficoltà altimetriche, anche se lascia un po’ basiti la presenza di due rotonde negli ultimi 500 metri, oltre che la sede stradale piuttosto stretta.

Sabato 5/9 - 8a Tappa: Cazères sur Garonne - Loudenvielle (141 km)

Partenza: Cazères sur Garonne ore 13.35
Arrivo: Loudenvielle ore 17.15 circa

Sprint: Sengouagnet km 42.5
Gpm: Col de Menté (1349 m-6.9 km-8.1%-1a cat.) km 59.5, Port de Balès (1755 m-11.7 km-7.7 %-HC) km 104.5, Col de Peyresourde (1569 m-9.7 km-7.8%-1a cat.) km 129.5
Bonus: Col de Peyresourde km 129.5

Analisi del percorso: Il weekend pirenaico si apre con una frazione che ricalca in larga parte la Foix-Loudenville 2007, ovvero la tappa nella quale, dopo la sua seconda vittoria in tre giorni, Alexandre Vinokourov fu trovato positivo al CERA. È una versione più corta, ma la sequenza di salita è praticamente la stessa: Col de Menté come antipasto dopo 40 km pressoché pianeggianti, poi un po’ di falso piano e gli accesi 60 km finali, con prima il Port de Balès, salita più lunga e più dura, con diverse sezioni nella parte centrale che superano il 10%, e poi il più regolare Peyresourde, 9.7 km costantemente tra il 7 ed il 9%; dallo scollinamento al traguardo mancheranno 12 km, con tanto di strappetto entrando nel km conclusivo. I Pirenei sono sempre meno influenti nell’economia di un Tour, ma  la brevità della tappa potrebbe suggerire ritmi molto alti e qualche tentativo.

Domenica 6/9 - 9a tappa: Pau - Laruns (153 km)

Partenza: Pau ore 12.35
Arrivo: Laruns ore 16.30 circa

Sprint: Arette km 99
Gpm: Côte d’Artiguelouve (273 m-2.3 km-4.5%-4a cat.) km 9.5, Col de la Hourcère (1440 m-11.1 km-8.8%-1a cat.) km 69, Col de Soudet (1540 m-3.8 km-8.5%-3a cat.) km 78, Col d’Ichère (674 m-4.2 km-7%-3a cat.) km 115.5, Col de Marie Blanque (1035 m-7.7 km-8.6%-1a cat.) km 135
Bonus: Col de Marie Blanque km 135

Analisi del percorso: La seconda frazione di questo fiacco weekend pirenaico sembra disegnata apposta per una fuga da uomini di maglia a pois, anche se sono presenti due delle salite più ripide di questa edizione.  Immancabile partenza dall’iconica Pau, 60 km di sostanziale pianura, e poi il Col de la Hourcère, praticamente un versante inedito del Col de Soudet che viene raggiunto dopo complessivi 20 km: una sezione abbastanza dura, con diverse rampe sopra il 10%, ma che con quasi 80 km ancora da fare e molta pianura di seguito non potrà dire granché. Il breve Col d’Irchère ai meno 38 km precede l’ultima salita di giornata, il Col de Marie Blanque: salita non lunghissima, 7.7 km, ma nota per la durezza dei 3 km finali, costantemente in doppia cifra. Un buon trampolino di lancio, con tanto di abbuoni in vetta, ma i 18 km che mancano al traguardo, di cui gli ultimi 8 in lieve salita al 2-3%, potrebbero scoraggiare attaccanti di classifica.

Martedì 8/9 - 10a tappa: Île d'Oléron - Île de Ré (168.5 km)

Partenza: Île d’Oléron ore 13.45
Arrivo: Île de Ré ore 17.30 circa

Sprint: Châtelaillon Plage km 131
Gpm: Nessuno

Analisi del percorso: Dopo il primo giorno di riposo, il Tour de France ripartirà con una tappa completamente pianeggiante ma estremamente insidiosa: basti pensare che si parte da un’isola e si arriva un’altra isola, entrambe sulla costa atlantica e collegate alla terraferma da ponti potenzialmente molto esposti al vento. Proprio i ventagli potrebbero essere il pericolo maggiore di questa tappa: attenzione in particolare agli ultimi 30 chilometri, dopo l’uscita dalla città di La Rochelle.

Mercoledì 9/9 - 11a tappa: Châtelaillon Plage - Poitiers (167.5 km)

Partenza: Châtelaillon Plage ore 13.40
Arrivo: Poitiers ore 17.30 circa

Sprint: Les Grands Ajoncs km 108
Gpm: Côte de Cherveux (106 m-1.1 km-4.4%-4a cat.) km 91

Analisi del percorso: Il nome di Poitiers rievoca la battaglia dal 732 in cui Carlo Martello fermò l’avanzata dell’esercito arabo: stavolta a darsi battaglia qui saranno i più forti velocisti in gara perché questa undicesima tappa, lunga 167.5 chilometri, non presenta particolari ostacoli che possano creare selezione. L’unico gran premio della montagna è un quarta categoria al chilometro 91 ma nel complesso dovrebbe essere una giornata di trasferimento. Nell’approccio allo sprint attenzione ad un tratto in leggera pendenza tra i meno 3 ed il 2 chilometri: la buona riuscita di un colpo di mano sembra abbastanza improbabile.

Giovedì 10/9 - 12a tappa: Chauvigny - Sarran (218 km)

Partenza: Chauvigny ore 12
Arrivo: Sarran ore 17.10 circa

Sprint: Le Dorat km 51
Gpm: Côte de Saint Martin Terressus (393 m-1.5 km-8.8%-4a cat.) km 104.5, Côte de Eybouleuf (411 m-2.8 km-5.2%-4a cat.) km 121.5, Côte de la Croix du Pey (817 m-4.8 km-6%-3a cat.) km 177.5, Suc au May (903 m-3.8 km-7.7%-2a cat.) km 192.5
Bonus: Suc au May km 192.5

Analisi del percorso: Con i suoi 218 chilometri, la Chauvigny-Sarran è la tappa più lunga del Tour de France 2020 e sulla carta senza un’ottima occasione per corridori fuori classifica che vorranno provare a ottenere una vittoria con una fuga da lontano. La chiave di questa tappa saranno gli ultimi 50 chilometri: i corridori dovranno affrontare prima la Côte de la Croix de Pey e soprattutto il Suc au May, ascesa di 3.8 chilometri che sfiora l’8% medio. Dalla vetta mancheranno 26 chilometri, forse troppi affinché i big della generale provino qualcosa, e per questo l’opzione fuga sembra la più probabile. Gli uomini di classifica dovranno comunque tenere gli occhi aperti nel finale tutto leggermente all’insù: qualcuno potrebbe sfruttare l’esplosività per guadagnare una manciata di secondi.

Venerdì 11/9 - 13a tappa: Châtel Guyon - Puy Mary (191.5 km)

Partenza: Châtel Guyon ore 12.05
Arrivo: Puy Mary ore 17 circa

Sprint: Lanobre km 111
Gpm: Col de Ceyssat (1078 m-10.2 km-6.1%-1a cat.) km 36, Col de Guéry (1277 m-7.8 km-5%-3a cat.) km 63.5, Montée de la Stèle (1250 m-6.8 km-5.7%-2a cat.) km 85.5, Côte de l’Estiade (769 m-3.7 km-6.9%-3a cat.) km 130.5, Côte d’Anglards de Salers (803 m-3.5 km-6.9%-3a cat.) km 157, Col de Neronne (1242 m-3.8 km-9.1%-2a cat.) km 180.5, Puy Mary Pas de Peyrol (1589 m-5.4 km-8.1%-1a cat.) km 191.5 – Arrivo
Bonus: Puy Mary Pas de Peyrol km 191.5

Analisi del percorso: Il Tour de France arriva al Massiccio Centrale ed il risultato è una tappa di 191 km, con sette gpm e circa 4400 metri di dislivello; anche senza toccare le grandi quote alpine, questa di può definire una tappa di montagna. Il clou saranno i 15 chilometri finali dove ci sarà bagarre anche tra i favoriti per la vittoria finale: si inizia con il Col de Neronne (3.8 km al 9.1%) in cima al quale saranno anche in palio degli abbuoni, poi 6 km finali e poi nuova impennata verso il traguardo del Pas de Peyrol che presenta 5.4 km all’8.1%, ma soprattutto gli ultimi gli ultimi 2500 metri a più dell’11%. Non sarà certo la tappa che deciderà il Tour, ma una giornata di difficoltà potrebbe essere pagata a caro prezzo.

Sabato 12/9 - 14a tappa: Clermont Ferrand - Lyon (194 km)

Partenza: Clermont Ferrand ore 13.20
Arrivo: Lyon ore 17.55 circa

Sprint: Courpière km 38
Gpm: Côte du Château d’Aulteribe (435 m-1 km-8.4%-4a cat) km 32, Col du Beal (1390 m-10.2 km-5.6%-2a cat.) km 68.5, Côte de Courreau (1062 m-4 km-5.7%-3a cat.) km 93, Côte de la Duchère (264 m-1.4 km-5.6%-4a cat.) km 184.5, Côte de la Croix Rousse (239 m-1.4 km-4.8%-4a cat.) km 189.5

Analisi del percorso: Fuga da lontano? Attacchi nel finale? O una volata di gruppo? Questa 14esima tappa sembra aperta a scenari multipli. La prima metà di gara sembra ideale per chi vorrà provare ad attaccare da lontano: il Col du Béal è una salita vera, ed anche la successiva Côte de Courreau non renderà facile la vita agli inseguitori. La seconda parte invece è più scorrevole anche se i corridori dovranno fare i conti con circa 25 chilometri di falsopiano in salita. Ma gli ostacolo non sono finiti qui: negli ultimi chilometri prima del traguardo di Lione ci saranno un paio di strappi che rimetteranno tutto in discussione e che potrebbero lanciare verso la vittoria un uomo della fuga o uno in grado di uscire di forza dal un plotone magari un po’ ristretto.

Domenica 13/9 - 15a tappa: Lyon - Grand Colombier (174.5 km)

Partenza: Lyon ore 12.50
Arrivo: Grand Colombier ore 17.30 circa

Sprint: Le Bouchage km 58
Gpm: Montée de la Selle de Fromentel (1174 m-11.1 km-8.1%-1a cat.) km 111, Col de la Biche (1325 m-6.9 km-8.9%-1a cat.) km 129, Grand Colombier (1501 m-17.4 km-7.1%-HC) km 174.5 – Arrivo

Analisi del percorso: Il penultimo weekend del Tour de France si conclude con una bella tappa di montagna, una delle più dure di tutta la corsa. La distanza complessiva è di 174.5 km, ma le tre salite in programma sono tutte concentrate negli ultimi 80 km che si snoderanno attorno alla montagna del Grand Colombier. La prima ascesa è quella della Selle de Fromentel che con i suoi 11.1 chilometri al 8.1% inizierà a fare grande selezione nel gruppo principale. Giusto il tempo di una breve discesa e poi la strada tornerà a salire verso il Col de la Biche caratterizzato da 7 chilometri al 9%: al gpm saremo a 45 chilometri dall’arrivo e qualcosa potrebbe succedere perché in cima ci sarà un po’ di contropendenza, e dopo la discesa vera e propria ci saranno solo 15 chilometri di pianura per arrivare a Culoz dove inizierà la salita finale del Grand Colombier. Quella decisiva è un’ascesa abbastanza irregolare, ma nel complesso sono 17.4 chilometri al 7.4%, con punte del 12%: al recente Tour de l’Ain i big hanno aspettato l’ultimo chilometro, difficile che al Tour accada di nuovo così.

Martedì 15/9 - 16a tappa: La Tour du Pin - Villard de Lans (164 km)

Partenza: La Tour du Pin ore 13.20
Arrivo: Villard de Lans ore 17.35 circa

Sprint: Saint Joseph de Rivière km 44.5
Gpm: Côte de Virieu (562 m-2.3 km-6.8%-4a cat.) km 12.5, Col de Porte (1326 m-7.4 km-6.8%-2a cat.) km 66.5, Côte de Revel (752 m-6 km-8%-2a cat.) km 94.5, Montée de Saint Nizier du Moucherotte (1169 m-11.1 km-6.5%-1a cat.) km 143.5, Villard de Lans (1152 m-2.2 km-6.5%-3a cat.) km 164 – Arrivo
Bonus: Montée de Saint Nizier du Moucherotte km 143.5

Analisi del percorso: Ancora salite dopo il secondo giorno di riposo, e ancora terreno per costruire – volendo – architetture tattiche interessanti. 50 km mossi in avvio, quindi il Col de Porte che abbiamo visto come arrivo al recente Delfinato, scalata che va su a sbalzi e che nella seconda parte si fa più arcigna. Meno di 100 km dalla vetta all’arrivo, e subito dopo la discesa dal Porte ecco l’interessante Côte de Revel, 6 km all’8% e un falsopiano in cima che potrebbe fungere da trampolino di lancio per un contrattacco di uomini di metà classifica (o di gregari importanti). Avere un punto d’appoggio d’avanti sarebbe fondamentale per costruire attacchi sul Saint-Nizier-du-Moucherotte, di fatto 15 km di ascesa (indipendentemente dalle cartografie ufficiali) che non saranno certo i più duri del Tour 2020, ma che potendo contare sul supporto di qualche bel gregario potrebbero incidere più del previsto. Al gpm seguono 18 km di discesa irregolare, quindi un’ultima rampa di 2 km al 6.5%. La conformazione della tappa fa pensare fortemente a una fuga da lontano: nelle pieghe di questa, i trabocchetti – come abbiamo esplicitato – sono pur sempre possibili.

Mercoledì 16/9 - 17a tappa: Grenoble - Méribel Col de la Loze (170 km)

Partenza: Grenoble ore 12.30
Arrivo: Méribel Col de la Loze ore 17.20 circa

Sprint: La Rochette km 45.5
Gpm: Col de la Madeleine (2000 m-17.1 km-8.4%-HC) km 107.5, Col de la Loze (2304 m-21.5 km-7.8%-HC) km 170 – Arrivo

Analisi del percorso: Di fatto l’ultimo tappone, così definibile non certo per la lunghezza (sempre limitata, ben al di sotto dei 200 km), ma per la sequenza di due scalate importanti negli ultimi 70 km di gara. Il Col de la Madeleine si staglia improvviso dopo 90 km sostanzialmente piatti, è una salita lunga e parte subito con pendenze toste. I treni da salita qui potrebbero già sfinirsi, se fossero chiamati a lavorare seriamente: coraggiosi cercansi. Dalla vetta all’attacco dell’ascesa finale sono poco più di 40 km, e considerando che 25 sono di picchiata su Notre-Dame-de-Briançon, non rendono impossibile pensare all’assalto kamikaze. Se lo schema tattico venisse invece più controllato, facilissimo sarebbe ipotizzare un po’ di greggismo sulle rampe del Col de la Loze, che procedono abbastanza regolari (per quanto non del tutto banali) per 17 km comprendenti anche un paio di spianatine giusto per respirare; greggismo che si spezzerebbe giocoforza nei 4 km conclusivi, molto duri (punte oltre il 20%, pendenza media in doppia cifra). In pratica la salita perfetta per annoiare lo spettatore nell’attesa di un troppo breve redde rationem; a meno che… [torna al punto relativo all’assalto kamikaze].

Giovedì 17/9 - 18a tappa: Méribel - La Roche sur Foron (175 km)

Partenza: Méribel ore 12.30
Arrivo: La Roche sur Foron ore 17.25 circa

Sprint: Aime km 14
Gpm: Cormet de Roselend (1968 m-18.6 km-6.1%-1a cat.) km 46, Côte de la Route des Villes (1093 m-3.2 km-6.6%-3a cat.) km 67.5, Col des Saisies (1650 m-14.6 km-6.4%-2a cat.) km 91, Col des Aravis (1487 m-6.7 km-7%-1a cat.) km 117.5, Montée de Plateau de Glières (1390 m-6 km-11.2%-HC) km 143.5
Bonus: Montée de Plateau de Glières km 143.5

Analisi del percorso: Gli spartiti del Tour de France sono spesso sclerotizzati, per cui nel descrivere una tappa di 175 km comprendente 5 gpm più una rampa posta prima dell’arrivo si finisce col farsi prendere la mano dalla fantasia immaginando scenari che poi 95 volte su 100 non si verificano. Per cui diciamo che, nell’ordine, Cormet de Roselend, Côte de la Route des Villes, Col des Saisies e Col des Aravis serviranno giusto a mettere dislivello nelle gambe dei corridori, e poi voliamo direttamente al punto nodale dell’ultima frazione alpina: il Plateau des Glières. Una scalata di recente introduzione, esordì nel 2018 ma era posta lontano dall’arrivo. Tutt’altra storia stavolta: i 6 km del Plateau sono durissimi (11.2% di pendenza media) e svettano a 32 dal traguardo; al Gpm non si scende subito ma si affrontano un paio di chilometri in sterrato fino al colle, e per forza di cose in questo tratto staremo già assistendo all’infuriare della battaglia. Una quindicina di chilometri di discesa conducono al dente finale di una giornata che  si preannuncia come molto dura, il Col des Fleuries, che non è segnato come gpm ma che contribuirà eccome a scavare distacchi. Ancora 10 km dallo scollinamento all’arrivo non cambieranno la sostanza di quanto avremo riscontrato in cima.

Venerdì 18/9 - 19a tappa: Bourg en Bresse - Champagnole (166.5 km)

Partenza: Bourg en Bresse ore 13.45
Arrivo: Champagnole ore 17.40 circa

Sprint: Mournans km 117.5
Gpm: Côte de Château Chalon (466 m-4.3 km-4.7%-4a cat.) km 82

Analisi del percorso: Troppo movimentata la tappa dell’ultimo venerdì per pensare a una possibile volata, del resto non saranno in gara tantissimi sprinter e chi la controlla la corsa su un percorso del genere? Intendiamoci, nulla di impossibile, ma a fine Tour la stanchezza sarà tanta e il via libera a un gruppetto (anche nutrito) di cacciatori di giornata pare scontato. Un solo facile Gpm piazzato a metà frazione ma un profilo altimetrico che è tutto una nevrosi e che porterà, su qualcuna delle zollette del finale, alla scrematura definitiva del drappello in fuga prima della volatina ristretta tra i superstiti.

Sabato 19/9 - 20a tappa: Lure - La Planche des Belles Filles (Cronometro - 36.2 km)

Partenza primo atleta: Lure ore 13
Arrivo ultimo atleta: Planche des Belles Filles ore 18.10 circa

Sprint: Nessuno
Gpm: Planche des Belles Filles (1035 m-5.9 km-8.5%-1a cat.) km 36.2 – Arrivo

Analisi del percorso: Un simile finale di Tour de France è merce rara, forse unica. Una cronometro l’abbiamo vista tante volte a decidere la Boucle, ma così disegnata praticamente mai: 36 km totali (quindi una lunghezza di tutto rispetto per gli standard odierni nei GT), i primi 14 sono di fatto pianeggianti, poi per una decina si procede di falsopiano sulla strada che porta al Col de la Chevestraye; tre chilometri di dolce discesa, tre di fondovalle, e poi La Planche. Una delle salite simbolo dell’ultimo decennio di Tour, diventata appuntamento frequentissimo sotto la gestione Prudhomme, stavolta sarà giudice supremo della corsa gialla. I sei chilometri di ascesa tostissima li conosciamo ormai molto bene, così come sappiamo che la pendenza media all’8.5% non rende l’idea di una scalata secca e dura, spesso sopra al 10% come pendenze. Ma quello che più incuriosisce in questo caso è l’idea di come possa essere interpretata tale montagnetta all’interno (anzi: al culmine) di una cronometro. Come interpreteranno, i protagonisti del Tour, questa prova contro il tempo? Più che prevedibile il cambio di bici ai piedi della salita, ma col ritmo gara come la mettiamo? Si tratterà di una prova di estrema difficoltà. E tutto sommato tale concept ci fa piacere questa tappa e ce la fa sembrare una degna conclusione per l’edizione 2020 della Boucle.

Domenica 20/9 - 21a tappa: Mantes la Jolie - Paris (122 km)

Circuito finale di 6.8 km da ripetere 8 volte

Partenza: Mantes la Jolie ore 16
Arrivo: Paris ore 19.05 circa

Sprint: Madrid km 60.2
Gpm: Côte de Beulle (178 m-2.3 km-4.6%-4a cat.) km 13.5

Analisi del percorso: Se la conclusione “sportiva” del Tour si è avuta nella tappa precedente, per quella ufficiale bisognerà aspettare il sempre più classico carosello parigino dei Campi Elisi: un appuntamento centrale per la stagione dei velocisti (di quelli che saranno in gara in Francia perlomeno), un tentativo possibile per rare sparate d’anticipo, nient’altro che un’incombenza per gli uomini di classifica, i quali baderanno giusto a evitare intoppi lungo i 122 km della frazione, col pensiero fisso alle premiazioni davanti all’Arc du Triomphe.

I protagonisti

Nonostante le defezioni degli ultimi giorni, il Tour de France si preannuncia carico di stelle, in particolar modo nella lotta per la generale. Sono soprattutto due i nomi più attesi, ciascuno al comando delle formazioni che paiono meglio attrezzate per l’obiettivo: le prestazioni agostane hanno portato Primoz Roglic ad essere l’uomo più atteso, almeno per la fase iniziale della corsa. Il suo compagno di squadra Tom Dumoulin è in fase di incoraggiante miglioramento e ha tutto per essere più di un semplice outsider, in un Team Jumbo-Visma che vanta due gregari in forma strepitosa come George Bennett e Sepp Kuss.

L’armata che ha vinto le ultime cinque edizioni, e sette delle ultime otto, si presenta mai come stavolta con tanti dubbi: la sorprendente esclusione dei totem Froome e Thomas lascia ad Egan Bernal la leadership assoluta nella Ineos Grenadiers. Ripetersi non sarà semplice per il colombiano, apparso ancora lontano dal top; al suo fianco spiccano Richard Carapaz, dirottato all’ultimo dalla difesa del titolo, e il rampante Pavel Sivakov, potenzialmente più di una semplice alternativa.

E se fosse l’anno buono per i francesi? Sembra, anche stavolta, difficile; il meglio attrezzato è senza dubbio Thibaut Pinot, in possesso di condizione e compagni di un certo spessore. Il percorso strizza l’occhio alle caratteristiche del capitano della Groupama-FDJ, che si augura di non avere finalmente contrattempi e intoppi nella sua rincorsa alla maglia gialla. Al passo d’addio, invece, Romain Bardet, il cui matrimonio con la AG2R La Mondiale ha i mesi contati; il rendimento recente, per altro, è tutt’altro che scintillante, essendo lui apparso in difficoltà quando il gioco si è fatto duro.

Ha di fatto già allontanato i sogni di gloria dopo l’esplosione del 2019 ma, se non altro per status, Julian Alaphilippe merita comunque una menzione in questa categoria; più probabile comunque vedere il capofila della Deceuninck-Quick Step andare a caccia di successi parziali e, perché no, della maglia a pois. In grande crescita è invece Guillaume Martin, ma per il filosofo della Cofidis l’obiettivo è più che altro quello di far capolino in top 10.

C’è poi la folta truppa colombiana che ambisce a seguire il sentiero di Bernal; il più atteso della comitiva è Nairo Quintana, apparso rivitalizzato in inverno dalla cura Team Arkéa-Samsic ma che, complice un incidente in allenamento in luglio, non si è riconfermato in questi ultimi appuntamenti. Con Warren Barguil al suo fianco il boyacense può essere la principale mina vagante nella lotta per il podio. Ben tre gli escarabajos in seno alla EF Pro Cycling: Rigoberto Urán rappresenta l’esperienza ma le prestazioni sono tutt’altro che entusiasmanti, Sergio Higuita è forse il più talentuoso del trio ma deve ancora prendere le misure sulle tre settimane, Daniel Martínez può fungere da punto di incontro e il recente successo a sorpresa al Critérium du Dauphiné ha fatto rialzare le sue quotazioni. Un elemento di difficile catalogazione è Miguel Ángel López; leader unico dell’Astana, a frenarlo sono la propensione per gli incidenti e un passo sinora balbettante.

Uno dei corridori più solidi e di cui meno si parla è Emanuel Buchmann: prima della caduta al Dauphiné il tedesco sembrava quello di un anno fa, quando poi terminò quarto a Parigi. Da capire però le conseguenze dell’incidente; eventualmente la Bora Hansgrohe ha il giovane Lennard Kämna in rampa di lancio, anche se non pare ancora pronto per tenere sulle tre settimane. Al varco è atteso Tadej Pogacar: clamorosamente secondo un anno fa alla Vuelta il talentuoso sloveno guida con merito la UAE Team Emirates, in cui Fabio Aru, se presente, fungerà da spalla. In un Tour con poche certezze non appare affatto un azzardo ipotizzarlo sul podio finale.

Per quanto riguarda gli altri, Mikel Landa è il solito punto interrogativo: come si comporterà stavolta, in una Bahrain McLaren che gli riconosce i galloni del comando – al suo fianco c’è anche Wout Poels, per altro assai spento – lui che fatica sempre a coronare un grande giro senza problemi? La sinora deludente Movistar porta il duo Enric Mas, sinora irriconoscibile, e un Alejandro Valverde che pare più interessato ai traguardi di giornata che a curare la generale. In tema di corridori sottotono, Ilnur Zakarin sta pericolosamente navigando nella mediocrità; il russo, stante la probabile chiusura del CCC Team, deve darsi una mossa anche in chiave mercato. Il duo della Trek-Segafredo formato da Bauke Mollema e Richie Porte ha mostrato, soprattutto nel primo caso, una buona condizione recente, ma considerarli in lizza per le prime cinque piazze è esercizio di fede. Anche quest’anno non è mancato il solito problema fisico della vigilia per Daniel Martin, capitano della Israel Start-Up Nation; le già ridotte chance di vederlo all’opera con i primissimi si riducono pressoché a zero.

La principale carenza di questo Tour de France riguarda la scarsità di tappe per velocisti. Conseguentemente, il panorama delle ruote veloci è decisamente inferiore alle abitudini: il favorito sulla carta è Caleb Ewan, assistito nella Lotto Soudal da un treno collaudato. Il principale rivale parrebbe essere Sam Bennett, garanzia per i cugini della Deceuninck-Quick Step; chi dalla compagine fiamminga se ne è andato è Elia Viviani, ancora alla caccia della prima vittoria in maglia Cofidis. Alle spalle di questi tre il panorama è corposo e, tra di loro, spicca un Giacomo Nizzolo finalmente assistito dalla fortuna e pronto a mostrare il tricolore. Oltre al brianzolo della NTT presenti poi Alexander Kristoff (UAE Team Emirates), Cees Bol (Team Sunweb), Bryan Coquard (B&B Hotels-Vital Concept), André Greipel (Israel Start-Up Nation), Luka Mezgec (Mitchelton-Scott), Sonny Colbrelli (Bahrain McLaren) e Niccolò Bonifazio (Total Direct Energie).

Oltre a loro c’è, ovviamente, Peter Sagan: ancora a quota zero vittorie nel 2020, lo slovacco della Bora Hansgrohe avrà modo di brillare nelle tante frazioni insidiose presenti, cercando l’assalto all’ottava maglia verde. Non avesse compiti da gregariato, il suo principale avversario sarebbe Wout van Aert; non è tuttavia detto che il formidabile belga del Team Jumbo-Visma possa comunque avere la libertà di lottare per questo importante traguardo. Più difficile che si inseriscano in tale lotta il duo del CCC Team formato da Matteo Trentin e Greg Van Avermaet.

Lunga la lista dei cacciatori di tappa, tipologia di corridori che beneficia oltremodo di un simile tracciato: Adam Yates ha già fatto sapere di tralasciare la classifica e, assieme a Esteban Chaves, rappresenta per la Mitchelton-Scott un’ottima coppia per le fughe in montagna. Quando si parla di attacchi da lontano è automatico parlare di Thomas De Gendt, cacciatore seriale come forse nessuno; la Lotto Soudal può alternarlo a Philippe Gilbert, giusto per capire la profondità dell’organico. Altri nomi da tenere d’occhio sono Tiesj Benoot (Team Sunweb), Alexey Lutsenko (Astana Pro Team), Oliver Naesen (AG2R La Mondiale), Edvald Boasson Hagen (NTT Pro Cycling), Lilian Calmejane (Total Direct Energie) e Pierre Rolland (B&B Hotels-Vital Concept).

La startlist ufficiale

Ineos Grenadiers
1 Bernal, Egan (DNS 17)
2 Amador, Andrey
3 Carapaz, Richard
4 Castroviejo, Jonathan (DNS 19)
5 Kwiatkowski, Michal
6 Rowe, Luke
7 Sivakov, Pavel
8 Van Baarle, Dylan
Team Jumbo-Visma
11 Roglic, Primoz
12 Bennett, George
13 Jansen, Amund Grøndahl
14 Dumoulin, Tom
15 Gesink, Robert
16 Kuss, Sepp
17 Martin, Tony
18 Van Aert, Wout
Bora Hansgrohe
21 Sagan, Peter
22 Buchmann, Emanuel
23 Grossschartner, Felix
24 Kämna, Lennard
25 Mühlberger, Gregor (DNF 11)
26 Oss, Daniel
27 Pöstlberger, Lukas (DNF 19)
28 Schachmann, Maximilian
AG2R La Mondiale
31 Bardet, Romain (DNS 14)
32 Cherel, Mikaël
33 Cosnefroy, Benoît
34 Latour, Pierre (DNF 14)
35 Naesen, Oliver
36 Peters, Nans
37 Venturini, Clément
38 Vuillermoz, Alexis
Deceuninck-Quick Step
41 Alaphilippe, Julian
42 Asgreen, Kasper
43 Bennett, Sam
44 Cavagna, Rémi
45 Declercq, Tim
46 Devenyns, Dries
47 Jungels, Bob
48 Mørkøv, Michael
Groupama-FDJ
51 Pinot, Thibaut
52 Bonnet, William (DNF 8)
53 Gaudu, David (DNF 16)
54 Küng, Stefan (DNS 17)
55 Ladagnous, Matthieu
56 Madouas, Valentin
57 Molard, Rudy
58 Reichenbach, Sebastien
Bahrain McLaren
61 Landa, Mikel
62 Bilbao, Pello
63 Caruso, Damiano
64 Colbrelli, Sonny
65 Haller, Marco
66 Mohoric, Matej
67 Poels, Wout
68 Valls, Rafael (DNS 2)
EF Pro Cycling
71 Urán, Rigoberto
72 Bettiol, Alberto
73 Carthy, Hugh
74 Higuita, Sergio (DNF 15)
75 Keukeleire, Jens
76 Martínez, Daniel
77 Powless, Neilson
78 Van Garderen, Tejay
Team Arkéa-Samsic
81 Quintana, Nairo
82 Anacona, Winner
83 Barguil, Warren
84 Ledanois, Kévin
85 Quintana, Dayer
86 Rosa, Diego (DNF 8)
87 Russo, Clément
88 Swift, Connor
Movistar Team
91 Valverde, Alejandro
92 Cataldo, Dario
93 Erviti, Imanol
94 Mas, Enric
95 Oliveira, Nelson
96 Rojas, José Joaquin
97 Soler, Marc
98 Verona, Carlos
Trek-Segafredo
101 Porte, Richie
102 Eg, Niklas
103 Elissonde, Kenny
104 Mollema, Bauke (DNF 13)
105 Pedersen, Mads
106 Skujins, Toms
107 Stuyven, Jasper
108 Theuns, Edward
CCC Team
111 Van Avermaet, Greg
112 De Marchi, Alessandro
113 Geschke, Simon
114 Hirt, Jan
115 Koch, Jonas
116 Schär, Michael
117 Trentin, Matteo
118 Zakarin, Ilnur (DNF 12)
Cofidis
121 Martin, Guillaume
122 Consonni, Simone
123 Edet, Nicolas
124 Herrada, Jesús
125 Laporte, Christophe
126 Pérez, Anthony (DNF 3)
127 Périchon, Pierre-Luc
128 Viviani, Elia
UAE Team Emirates
131 Pogacar, Tadej
132 Aru, Fabio (DNF 9)
133 De la Cruz, David
134 Formolo, Davide (DNS 11)
135 Kristoff, Alexander
136 Laengen, Vegard Stake
137 Marcato, Marco
138 Polanc, Jan
Astana Pro Team
141 López, Miguel Ángel
142 Fraile, Omar
143 Houle, Hugo
144 Izagirre, Gorka
145 Izagirre, Ion (DNF 11)
146 Lutsenko, Alexey
147 Sánchez, Luis León
148 Tejada, Harold
Lotto Soudal
151 Ewan, Caleb
152 Cras, Steff (DNF 9)
153 De Buyst, Jasper
154 De Gendt, Thomas
155 Degenkolb, John (OTL 1)
156 Frison, Frederik
157 Gilbert, Philippe (DNS 2)
158 Kluge, Roger
Mitchelton-Scott
161 Yates, Adam
162 Bauer, Jack
163 Bewley, Sam (DNF 10)
164 Chaves, Esteban
165 Impey, Daryl
166 Juul Jensen, Christopher
167 Mezgec, Luka
168 Nieve, Mikel (DNF 17)
Israel Start-Up Nation
171 Martin, Daniel
172 Greipel, André (DNF 18)
173 Hermans, Ben
174 Hofstetter, Hugo
175 Neilands, Krists
176 Niv, Guy
177 Politt, Nils
178 Van Asbroeck, Tom
Total Direct Energie
181 Bonifazio, Niccolò
182 Burgaudeau, Mathieu
183 Calmejane, Lilian (DNF 8)
184 Cousin, Jérôme (FTM 16)
185 Grellier, Fabien
186 Sicard, Romain
187 Soupé, Geoffrey
188 Turgis, Anthony
NTT Pro Cycling
191 Nizzolo, Giacomo (DNF 8)
192 Boasson Hagen, Edvald
193 Gibbons, Ryan
194 Gogl, Michael (DNS 19)
195 Valgren, Michael
196 Kreuziger, Roman
197 Pozzovivo, Domenico (DNS 10)
198 Walscheid, Max
Team Sunweb
201 Benoot, Tiesj
202 Arndt, Nikias
203 Bol, Cees
204 Hirschi, Marc
205 Andersen, Søren Kragh
206 Nieuwenhuis, Joris
207 Pedersen, Casper
208 Roche, Nicolas
B&B Hotels-Vital Concept
211 Rolland, Pierre
212 Barthe, Cyril
213 Chevalier, Maxime
214 Coquard, Bryan
215 Debusschere, Jens (FTM 17)
216 Gautier, Cyril
217 Pacher, Quentin
218 Réza, Kévin

La corsa in tv

La corsa verrà trasmessa in diretta da Rai 2, da Rai Sport e da Eurosport. Gli orari sono rintracciabili nella guida tv di Cicloweb

Albo d’oro

2019Egan Bernal (COL)Geraint Thomas (GBR)Steven Kruijswijk (OLA)
2018Geraint Thomas (GBR)Tom Dumoulin (OLA)Chris Froome (GBR)
2017Chris Froome (GBR)Rigoberto Urán (COL)Romain Bardet (FRA)
2016Chris Froome (GBR)Romain Bardet (FRA)Nairo Quintana (COL)
2015Chris Froome (GBR)Nairo Quintana (COL)Alejandro Valverde (SPA)
2014Vincenzo Nibali (ITA)Jean-Christophe Péraud (FRA)Thibaut Pinot (FRA)
2013Chris Froome (GBR)Nairo Quintana (COL)Joaquim Rodríguez (SPA)
2012Bradley Wiggins (GBR)Chris Froome (GBR)Vincenzo Nibali (ITA)
2011Cadel Evans (AUS)Andy Schleck (LUS)Fränk Schleck (LUS)
2010Andy Schleck (LUS)Samuel Sánchez (SPA)Jurgen Van Den Broeck (BEL)
2009Alberto Contador (SPA)Andy Schleck (LUS)Revocato
2008Carlos Sastre (SPA)Cadel Evans (AUS)Denis Menchov (RUS)
2007Alberto Contador (SPA)Cadel Evans (AUS)Carlos Sastre (SPA)
2006Óscar Pereiro (SPA)Andreas Klöden (GER)Carlos Sastre (SPA)
2005RevocatoIvan Basso (ITA)Revocato
2004RevocatoAndreas Klöden (GER)Ivan Basso (ITA)
2003RevocatoJan Ullrich (GER)Aleksandr Vinokurov (KAZ)
2002RevocatoJoseba Beloki (SPA)Raimondas Rumšas (LIT)
2001RevocatoJan Ullrich (GER)Joseba Beloki (SPA)
2000RevocatoJan Ullrich (GER)Joseba Beloki (SPA)
1999RevocatoAlex Zülle (SVI)Fernando Escartín (SPA)
1998Marco Pantani (ITA)Jan Ullrich (GER)Bobby Julich (USA)
1997Jan Ullrich (GER)Richard Virenque (FRA)Marco Pantani (ITA)
1996Bjarne Riis (DAN)Jan Ullrich (GER)Richard Virenque (FRA)
1995Miguel Indurain (SPA)Alex Zülle (SVI)Bjarne Riis (DAN)
1994Miguel Indurain (SPA)Pëtr Ugrumov (LET)Marco Pantani (ITA)
1993Miguel Indurain (SPA)Tony Rominger (SVI)Zenon Jaskula (POL)
1992Miguel Indurain (SPA)Claudio Chiappucci (ITA)Gianni Bugno (ITA)
1991Miguel Indurain (SPA)Gianni Bugno (ITA)Claudio Chiappucci (ITA)
1990Greg LeMond (USA)Claudio Chiappucci (ITA)Erik Breukink (OLA)
1989Greg LeMond (USA)Laurent Fignon (FRA)Pedro Delgado (SPA)
1988Pedro Delgado (SPA)Steven Rooks (OLA)Fabio Parra (COL)
1987Stephen Roche (IRL)Pedro Delgado (SPA)Jean-François Bernard (FRA)
1986Greg LeMond (USA)Bernard Hinault (FRA)Urs Zimmermann (SVI)
1985Bernard Hinault (FRA)Greg LeMond (USA)Stephen Roche (IRL)
1984Laurent Fignon (FRA)Bernard Hinault (FRA)Greg LeMond (USA)
1983Laurent Fignon (FRA)Ángel Arroyo (SPA)Peter Winnen (OLA)
1982Bernard Hinault (FRA)Joop Zoetemelk (OLA)Johan van der Velde (OLA)
1981Bernard Hinault (FRA)Lucien Van Impe (BEL)Robert Alban (FRA)
1980Joop Zoetemelk (OLA)Hennie Kuiper (OLA)Raymond Martin (FRA)
1979Bernard Hinault (FRA)Joop Zoetemelk (OLA)Joaquim Agostinho (POR)
1978Bernard Hinault (FRA)Joop Zoetemelk (OLA)Joaquim Agostinho (POR)
1977Bernard Thévenet (FRA)Hennie Kuiper (OLA)Lucien Van Impe (BEL)
1976Lucien Van Impe (BEL)Joop Zoetemelk (OLA)Raymond Poulidor (FRA)
1975Bernard Thévenet (FRA)Eddy Merckx (BEL)Lucien Van Impe (BEL)
1974Eddy Merckx (BEL)Raymond Poulidor (FRA)Vicente López Carril (SPA)
1973Luis Ocaña (SPA)Bernard Thévenet (FRA)José Manuel Fuente (SPA)
1972Eddy Merckx (BEL)Felice Gimondi (ITA)Raymond Poulidor (FRA)
1971Eddy Merckx (BEL)Joop Zoetemelk (OLA)Lucien Van Impe (BEL)
1970Eddy Merckx (BEL)Joop Zoetemelk (OLA)Gösta Pettersson (SVE)
1969Eddy Merckx (BEL)Roger Pingeon (FRA)Raymond Poulidor (FRA)
1968Jan Janssen (OLA)Herman Van Springel (BEL)Ferdinand Bracke (BEL)
1967Roger Pingeon (FRA)Julio Jiménez (SPA)Franco Balmamion (ITA)
1966Lucien Aimar (FRA)Jan Janssen (OLA)Raymond Poulidor (FRA)
1965Felice Gimondi (ITA)Raymond Poulidor (FRA)Gianni Motta (ITA)
1964Jacques Anquetil (FRA)Raymond Poulidor (FRA)Federico Bahamontes (SPA)
1963Jacques Anquetil (FRA)Federico Bahamontes (SPA)José Pérez Francés (SPA)
1962Jacques Anquetil (FRA)Joseph Planckaert (BEL)Raymond Poulidor (FRA)
1961Jacques Anquetil (FRA)Guido Carlesi (ITA)Charly Gaul (LUS)
1960Gastone Nencini (ITA)Graziano Battistini (ITA)Jan Adriaensens (BEL)
1959Federico Bahamontes (SPA)Henry Anglade (FRA)Jacques Anquetil (FRA)
1958Charly Gaul (LUS)Vito Favero (ITA)Raphaël Géminiani (FRA)
1957Jacques Anquetil (FRA)Marcel Janssens (BEL)Adolf Christian (AUT)
1956Roger Walkowiak (FRA)Gilbert Bauvin (FRA)Jan Adriaensens (BEL)
1955Louison Bobet (FRA)Jean Brankart (BEL)Charly Gaul (LUS)
1954Louison Bobet (FRA)Ferdi Kübler (SVI)Fritz Schär (SVI)
1953Louison Bobet (FRA)Jean Malléjac (FRA)Giancarlo Astrua (ITA)
1952Fausto Coppi (ITA)Stan Ockers (BEL)Bernardo Ruiz (SPA)
1951Hugo Koblet (SVI)Raphaël Géminiani (FRA)Lucien Lazarides (FRA)
1950Ferdi Kübler (SVI)Stan Ockers (BEL)Louison Bobet (FRA)
1949Fausto Coppi (ITA)Gino Bartali (ITA)Jacques Marinelli (FRA)
1948Gino Bartali (ITA)Briek Schotte (BEL)Guy Lapébie (FRA)
1947Jean Robic (FRA)Edouard Fachleitner (FRA)Pierre Brambilla (ITA)
1940-46Non disputato
1939Sylvère Maes (BEL)René Vietto (FRA)Lucien Vlaemynck (BEL)
1938Gino Bartali (ITA)Félicien Vervaecke (BEL)Victor Cosson (FRA)
1937Roger Lapébie (FRA)Mario Vicini (ITA)Leo Amberg (SVI)
1936Sylvère Maes (BEL)Antonin Magne (FRA)Félicien Vervaecke (BEL)
1935Romain Maes (BEL)Ambrogio Morelli (ITA)Félicien Vervaecke (BEL)
1934Antonin Magne (FRA)Giuseppe Martano (ITA)Roger Lapébie (FRA)
1933Georges Speicher (FRA)Learco Guerra (ITA)Giuseppe Martano (ITA)
1932André Leducq (FRA)Kurt Stöpel (GER)Francesco Camusso (ITA)
1931Antonin Magne (FRA)Jef Demuysere (BEL)Antonio Pesenti (ITA)
1930André Leducq (FRA)Learco Guerra (ITA)Antonin Magne (FRA)
1929Maurice Dewaele (BEL)Giuseppe Pancera (ITA)Jef Demuysere (BEL)
1928Nicolas Frantz (LUS)André Leducq (FRA)Maurice Dewaele (BEL)
1927Nicolas Frantz (LUS)Maurice Dewaele (BEL)Julien Vervaecke (BEL)
1926Lucien Buysse (BEL)Nicolas Frantz (LUS)Bartolomeo Aymo (ITA)
1925Ottavio Bottecchia (ITA)Lucien Buysse (BEL)Bartolomeo Aymo (ITA)
1924Ottavio Bottecchia (ITA)Nicolas Frantz (LUS)Lucien Buysse (BEL)
1923Henri Pélissier (FRA)Ottavio Bottecchia (ITA)Romain Bellenger (FRA)
1922Firmin Lambot (BEL)Jean Alavoine (FRA)Félix Sellier (BEL)
1921Léon Scieur (BEL)Hector Heusghem (BEL)Honoré Barthélémy (FRA)
1920Philippe Thys (BEL)Hector Heusghem (BEL)Firmin Lambot (BEL)
1919Firmin Lambot (BEL)Jean Alavoine (FRA)Eugène Christophe (FRA)
1915-18Non disputato
1914Philippe Thys (BEL)Henri Pélissier (FRA)Jean Alavoine (FRA)
1913Philippe Thys (BEL)Gustave Garrigou (FRA)Marcel Buysse (BEL)
1912Odile Defraye (BEL)Eugène Christophe (FRA)Gustave Garrigou (FRA)
1911Gustave Garrigou (FRA)Paul Duboc (FRA)Émile Georget (FRA)
1910Octave Lapize (FRA)François Faber (LUS)Gustave Garrigou (FRA)
1909François Faber (LUS)Gustave Garrigou (FRA)Jean Alavoine (FRA)
1908Lucien Petit-Breton (FRA)François Faber (LUS)Georges Passerieu (FRA)
1907Lucien Petit-Breton (FRA)Gustave Garrigou (FRA)Émile Georget (FRA)
1906René Pottier (FRA)Georges Passerieu (FRA)Louis Trousselier (FRA)
1905Louis Trousselier (FRA)Hippolyte Aucouturier (FRA)Jean-Baptiste Dortignacq (FRA)
1904Henri Cornet (FRA)Jean-Baptiste Dortignacq (FRA)Aloïs Catteau (BEL)
1903Maurice Garin (FRA)Lucien Pothier (FRA)Fernand Augereau (FRA)

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La vignetta di Pellegrini

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