Chris Froome guida la protesta alla Vuelta © Getty Images
Chris Froome guida la protesta alla Vuelta © Getty Images

Vuelta, accenno di sciopero dei corridori dopo i distacchi di ieri, ma la tappa parte con qualche minuto di ritardo

Per qualche attimo pareva di rivivere le scene accadute a Morbegno, alla partenza della diciannovesima tappa dell’ultimo Giro d’Italia. A Villaviciosa, sede del via della undicesima frazione della Vuelta a España, i corridori hanno ritardato l’inizio del trasferimento verso il km 0.

Il motivo risiede nei secondi di distacco prima contati, poi tolti, quindi definitivamente contati nella frazione di ieri, grazie ai quali Primoz Roglic è tornato a indossare la maglia rossa di leader, e soprattutto, come dichiarato dal canadese Michael Woods (EF Pro Cycling) ai microfoni, sul cambio di indirizzo da parte della giuria, che a detta loro non ha applicato il protocollo dei 3″ come da regolamento (che prevede che, per gli arrivi considerati pianeggianti come quelli di ieri, si debba creare un simile buco tra due corridori per considerare il distacco).

A guidare questa protesta, che ha visto diverse squadre concordi, pare essere stata la Ineos Grenadiers, con Chris Froome in prima fila – mentre qualche collega, a cominciare da Enric Mas (Movistar Team) e Luis Ángel Maté (Cofidis), non concordava e non vedeva l’ora di prendere il via. Tuttavia, più che una riproposizione di quanto accaduto alla Corsa Rosa, si è trattata di una manifestazione di dissenso, dato che la tappa è poi iniziata regolarmente (pur con qualche minuto di ritardo sulla tabella di marcia) e dopo aver oltrepassato il km 0 è iniziata la battaglia per centrare la fuga.

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