Iván Ramiro Sosa vince a Chalet Reynard
Iván Ramiro Sosa vince a Chalet Reynard

Tour de la Provence, il Mont Ventoux è colombiano: a Chalet Reynard 1° Sosa e 2° Bernal

Nonostante la neve caduta nella nottata, la terza e decisiva tappa del Tour de la Provence è andata in scena come previsto. La Istres-Chalet Reynard di 153.9 km prevede la scalata dal versante di Bédoin del Mont Ventoux fino ai 1419 metri di quota del traguardo, punto più elevato raggiungibile durante l’inverno. Non ha preso il via Tim Wellens: il belga della Lotto Soudal, vincitore del recente Étoile de Bessèges, è alle prese con del mal di gola per cui, in via precauzionale, è rimasto in albergo.

La fuga di giornata si forma attorno al km 18 con la presenza del belga Florian Vermeersch (Lotto Soudal), degli italiani Nicola Bagioli (B&B Hotels p/b KTM) e Alessandro Fedeli (Delko), dei francesi Jérôme Cousin (Total Direct Energie), Damien Gaudin (Total Direct Energie) e Louis Louvet (St. Michel-Auber 93). Il loro vantaggio massimo ha raggiunto quota 3’30” attorno ai meno 50 km dal termine; Astana Pro Team, Deceuninck-Quick Step e Ineos Grenadiers sono le formazioni che più hanno lavorato in testa al plotone.

Al cartello dei meno 20 km i sei sono entrati con 2′ di vantaggio; all’imbocco della salita conclusiva (14.2 km al 7.7%) il gap è sceso a 1’30”, con Louvet che alza bandiera bianca dopo poche pedalate. Gaudin è il secondo a staccarsi ai meno 12 km; dopo non molto anche Cousin e Fedeli non riescono a tenere il buon passo dettato da Vermeersch, corridore decisamente interessante e che se va con Bagioli. Dietro è soprattutto l’Astana a lavorare con Omar Fraile, facendo staccare le ruote veloci tra cui il capoclassifica Davide Ballerini.

Quando è il turno di Gorka Izagirre il ritmo aumenta: è solo l’antipasto, perché ai meno 9 km attacca per i kazaki Harold Tejada. All’inseguimento del colombiano si lancia Matteo Fabbro (Bora Hansgrohe); è così la Ineos Grenadiers a lavorare nel gruppo ristretto con Edward Dunbar. Fabbro e Tejada ai meno 8.2 km vanno a riprendere il lombardo Bagioli, che poco prima aveva abbandonato la compagnia di Vermeersch; tuttavia i due attaccanti ai meno 7.6 km vengono riassorbiti.

Il freddo si fa sentire pedalata dopo pedalata, per un plotone ridotto: le trenate del giovane Carlos Rodríguez fanno male, tra gli altri, a Rudy Molard, a un Alexey Lutsenko in maniche corte, a Dylan Teuns, a Ben O’Connor e a Warren Barguil. L’iberico si fa da parte ai meno 4.7 km quando il compagno di squadra Iván Ramiro Sosa piazza un’accelerazione di rilievo. Il colombiano se ne va; nel gruppetto ridotto ad una dozzina di unità solo il giovane Mauri Vansevenant, presente a supporto di capitan Alaphilippe, si dà da fare.

Sosito però guadagna a vista d’occhio; e così, sfruttando un’estemporanea mossa di Alexandr Vlasov, Julian Alaphilippe decide di prendere il toro per le corna e attacca ai meno 3.5 km. Come un’ombra lo segue Egan Bernal mentre Wout Poels (Bahrain Victorius) ci mette un po’ ma si accoda alla coppia di favoriti. Sosa, comunque passa il cartello dei 2 km dal termine con 20″ sul terzetto di inseguitori, dove Poels aiuta il francese nel suo lavoro.

Giusto prima dell’ultimo km, a sorpresa, attacca Egan Bernal; Alaphilippe, però, non si fa sorprendere. Nulla da fare, invece, per Poels. Pur con una pedalata vieppiù affaticata, Iván Ramiro Sosa resiste e va a conquistare un successo importante, sia per il luogo in cui è stato centrato sia per dimenticare un 2020 sottotono. La Ineos Grenadiers festeggia anche per il secondo posto a 15″ di Egan Bernal.

Seguono Julian Alaphilippe (Deceuninck-Quick Step) a 18″, Wout Poels (Bahrain-Victorious) a 29″, Jesús Herrada (Cofidis), Giulio Ciccone (Trek-Segafredo), Bauke Mollema (Trek-Segafredo), Mauri Vansevenant (Deceuninck-Quick Step), Jack Haig (Bahrain-Victorious), Patrick Konrad (Bora Hansgrohe) e Alexandr Vlasov (Astana Pro Team) a 48″. Tra gli altri italiani, Matteo Fabbro è quindicesimo a 1’24” e Fabio Aru è ventiduesimo a 2’08”.

La classifica generale vede ora al comando Sosa con 19″ su Bernal, 21″ su Alaphilippe e 39″ su Poels. Domani la chiusura della quattro giorni provenzale con la Avignone-Salon de Provence di 163.2 km, mossa nella fase centrale ma che dovrebbe comunque terminare con una volata.

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