Almeida esulta sull'arrivo di Boí Taüll © Volta a Catalunya
Almeida esulta sull'arrivo di Boí Taüll © Volta a Catalunya

Tira, scatta, sprinta: Almeida l’Incontenibile

Il portoghese si aggiudica la quarta tappa della Volta a Catalunya su Quintana e Higuita, staccati Carapaz e Ayuso. Nairo e Joao hanno lo stesso tempo a tre frazioni dalla conclusione

Da quel Giro 2020 in cui fu la sorpresa principale in un mare di imprevedibilità, Joao Almeida è cresciuto moltissimo, soprattutto in salita, ove ha mostrato di poter essere della partita anche contro i migliori al mondo (a parte il suo compagno Pogacar, ça va sans dire). La vittoria odierna, colta dopo un’ascesa generosa, lo proietta verso il Giro 2022 dove avrà nuovamente l’opportunità di battagliare per la maglia rosa e, nonostante i pochi chilometri a cronometro, magari sfruttando in talune occasioni il suo buono spunto veloce, di mettere in bacheca il trofeo senza fine.

La tappa regina di questa Volta Ciclista a Catalunya 2022 misura 166.7 km e da La Seu d’Urgell traghetta il gruppo sino ai 2049 metri di Boí Taüll, al termine di una frazione esigente con ben tre gran premi di prima categoria: in apertura si affronta il Coll de Boixols (12.7 km al 4.9%) seguito dopo un lungo tratto di falsopiano dal Port de la Creu Perves (5.8 km al 6.3%); questi due GPM non sono decisivi, ma necessari per rendere selettiva l’ascesa finale di Boí Taüll (12.7 km al 5.6%), divisa in tre segmenti, di cui il primo e l’ultimo duri con pendenze vicine al 8% e quello intermedio di sostanziale riposo. Alla partenza gli ingredienti per ribaltare la classifica (non definitivamente, però, dato che domenica tornerà il consueto finale con il circuito del Montjuïc) ci sono tutti. Tanti i corridori a non prendere il via, tra questi Simon Yates (Team BikeExchange Jayco) e Cesare Benedetti (Bora-Hansgrohe); dopo pochi chilometri abbandona anche Pavel Sivakov (Ineos Grenadiers), colpito dal virus che aveva già messo in ginocchio Richie Porte e Michal Kwiatkowski.

35 chilometri di attacchi e contrattacchi e parte il tentativo buono con all’interno diversi nomi pericolosi: Marc Soler (UAE Team Emirates), Bruno Armirail (Groupama – FDJ), Juan Pedro López (Trek-Segafredo), Jesús Herrada (Cofidis), a cui si aggiungono Hugh Carthy (EF Education-EasyPost), Mark Donovan (Team DSM) e Mikel Bizkarra (Euskaltel – Euskadi). Il gruppo guidato dalla squadra del leader Ben O’Connor (AG2R Citroën Team) non concede spazio e li mantiene sempre attorno ai 2’30” per non permettere a Soler (in classifica a soli 33” da O’Connor) di arrivare ai piedi della salita finale con un ampio margine. Mano a mano che ci si avvicina al finale il vantaggio dei sette battistrada si abbassa vertiginosamente, sino a scendere sotto al minuto ai -28. Armirail e Donovan allungano ai -24 ridando vigore all’azione e mangiando qualche decina di secondi al plotone, già pronto per gli ultimi, temibili, tredicimila metri. ù

Quick-Step, UAE, Jumbo-Visma, Uno-X Pro Cycling Team e AG2R si portano davanti per approcciare in testa la salita, ma giunti all’imbocco dell’ascesa, appena le pendenze si fanno dure, arriva a fare l’andatura la squadra di Nairo Quintana, l’Arkéa-Samsic, mentre Armirail lascia sul posto Donovan. Elie Gesbert (Arkéa) parte secco ai -12 portandosi dietro la maglia bianco-verde di O’Connor. Sergio Higuita (Bora), Richard Carapaz (Ineos Grenadiers) e George Bennett (UAE) rispondono immediatamente ma la Jumbo chiude il buco selezionando un drappello poco numeroso da cui perde le ruote Alejandro Valverde (Movistar Team); solo il neozelandese continua con la propria azione e ai -9 si riporta su Armirail, mentre Jonathan Castroviejo (Ineos) mantiene alto il ritmo per favorire Carlos Rodriguez e lo stesso Carapaz, azzerando gli attacchi (tranne uno velleitario di Diego Camargo, EF) nel segmento più semplice. In corrispondenza dell’inizio dell’ultimo tratto duro, ai -4, Carlos Rodriguez subentra a Castroviejo e a causa del suo allungo perdono contatto, fra gli altri, Dylan Teuns (Bahrain Victorious) e Ivan Sosa (Movistar).

Ai -3.7 Bennett viene riassorbito e allora la UAE rilancia con Joao Almeida. Il campione olimpico ritenta di staccar tutti con un secondo attacco, venendo stoppato da Higuita, particolarmente in palla su una salita molto tosta come quella odierna. Il gruppetto inseguitore si affida ancora all’andatura di un passista-scalatore come Almeida, che sembra lavorare per Juan Ayuso (UAE), e rimane molto vicino ai due sudamericani, raggiungendoli ai -2.  Tobias Johannessen (Uno-X), Jai Hindley (Bora), Guillame Martin (Cofidis), Wout Poels (Bahrain), Rodriguez e gli stessi Ayuso e O’Connor cedono qualche metro nei confronti del quartetto di testa, composto dal generosissimo Almeida, Quintana, Higuita e Carapaz. Passata la fiamma rossa Nairo approfitta di un momento di studio per lanciare la prima stoccata, ma prontamente Higuita gli balza a ruota; di ritmo torna sotto anche Joao, Carapaz invece cede venendo raggiunto da Poels, fuoriuscito con un’azione dirompente e notevole per efficacia e forza dal drappello degli inseguitori.

La volata a tre si risolve quasi al fotofinish con il più veloce del lotto, Almeida, che centra il primo acuto con la nuova maglia dell’UAE, battendo Quintana (particolarmente scattante nei finali in questi due giorni) e Higuita. A 7” transita Poels e a 13” Johannessen, Ayuso (due tra i giovani più promettenti del panorama mondiale), Carapaz, Hindley, Rodriguez e Martin. La generale vede appaiati in testa i portacolori UAE e Arkéa, ma per una questione di piazzamenti è Quintana ad indossare la maglia di leader su Almeida; Higuita è terzo a 6”, davanti a O’Connor (a 16”), Ayuso e Poels (a 17”), Johannessen e Martin (a 23”), Carapaz (a 26”) e Torstein Træen (a 34”).

 

Domani si giunge nella comarca del Garraf con la La Pobla de Segur – Vilanova i la Geltrú, per 206.3 chilometri complessivi. Un solo GPM, il Coll de Comiols, posizionato nelle primissime fasi. Considerando il risicato parterre di velocisti al via, la classifica già allungata e il percorso non banalissimo, lo sprint finale non è garantito anche se la giornata di sabato strizza maggiormente l’occhio a eventuali fughe della prima ora.

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