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MVDP, la mira è già quella giusta

03.04.2019 18:36

Il giovane fenomeno della Corendon vince la Dwars door Vlaanderen e per domenica punta al bersaglio grosso al Fiandre


Due gare disputate in carriera nel World Tour; la prima, domenica scorsa, chiusa al quarto posto. La seconda, quest'oggi, terminata con una vittoria. Mathieu van der Poel è così, come un uragano: dove passa si prende tutto, di prepotenza e senza tanti tentennamenti. È accaduto con il ciclocross e, in misura minore, con la MTB; ora è il turno della strada. Per gli altri son già dolori. E domenica c'è l'appuntamento più importante della sua primavera; la concorrenza è numerosa, qualificata e più esperta di lui. Tuttavia con un fenomeno di tal risma ci si può aspettare di tutto. Anche di vederlo di nuovo stappare lo champagne sul gradino più alto del podio.

La fuga nasce tardi, otto i componenti
Partenza poco prima delle 12.30 per l'edizione numero 74 della Dwars door Vlaanderen che, con il nuovo piazzamento in calendario in vigore dalla passata stagione, funge da ultimo antipasto prima della Ronde. Nove muri e cinque tratti in pavé nei 182.8 km del percorso da Roselare a Tielt.

Non mancano i tentativi di attacco nei primi km, compreso uno proposto da Edoardo Affini (Mitchelton-Scott), ma la fuga di giornata nasce tardi, addirittura attorno al km 70, con otto elementi a comporla. Sono il kazako Zhandos Bizhigitov (Astana Pro Team), il belga Kris Boeckmans (Vital Concept-B&B Hotels), l'australiano Michael Hepburn (Mitchelton-Scott), il tedesco Jonas Koch (CCC Team), il portoghese Nelson Oliveira (Movistar Team), l'austriaco Lukas Pöstlberger (Bora Hansgrohe), l'estone Mihkel Räim (Israel Cycling Academy) e il neerlandese Ramon Sinkeldam (Groupama-FDJ).

Problemi nella corsa femminile, momentaneo (e caotico) stop per gli uomini
Il vantaggio massimo di poco superiore ai 3'30" viene toccato nei pressi dell'abitato di Kanegem, addobbato a festa per festeggiare il centenario della nascita del concittadino più famoso Briek Schotte, vincitore due volte della DDV (e di tanto altro) nel secondo dopoguerra. La scossa di adrenalina nel gruppo, prima di iniziare il carosello di muri, fa in modo che il gap scenda a circa 2'30" all'altezza dei meno 80 km.

Vale a dire poco prima che si verifichi un imprevisto: la corsa viene stoppata ai 76 km dal termine in quanto un'ambulanza della prova femminile si è attardata per una caduta, allungando così la coda e rischiando di venire superata dall'avanguardia maschile. Da qui si assiste ad un dimenticabile siparietto, con la gara sì ripartita ma dimenticando di ridare il vantaggio di circa 2'15" ai fuggitivi; dopo 4 km nuovo stop per ristabilire il corretto ordine ma anche qui c'è un problema, in quanto Pöstlberger resta imbottigliato e riesce a rientrare grazie al traino della motocronaca di VRT, approfittando così per farsi intervistare dal sempre puntuale Renaat Schotte.

Sul Knokteberg si muove Van der Poel
La corsa, come detto, riparte ai piedi del Kluisberg, che viene affrontato ad andatura di crociera. Nel falsopiano seguente, a circa 67 km dal termine, si verifica una caduta causata da Jasper Philipsen: assieme al giovane belga della UAE Team Emirates finiscono al suolo Silvan Dillier e Stijn Vandenbergh (AG2R La Mondiale), Aimé De Gendt (Wanty-Gobert) e un corridore a testa per EF Education First e Team Dimension Data. Il gruppo si spezza momentaneamente prima di riformarsi poco più tardi.

Ai piedi del terzo muro, il Knokteberg (65 km al traguardo), si muove Dries De Bondt (Corendon-Circus), imitato da Anthony Turgis (Direct Énergie); la mossa della formazione belga ha un suo senso perché, nel tratto più duro dell'insidia, si avvantaggia nientemeno che Mathieu van der Poel. Gli unici a non farsi sorprendere dall'attacco del campione neerlandese sono Kasper Asgreen (Deceuninck-Quick Step) e il sempre più valido Iván García Cortina (Bahrain Merida).

L'ammalato Gilbert, in coda al gruppo, si ritira
Il trio raggiunge De Bondt e Turgis appena terminato il tratto in pendenza ed entra negli ultimi 60 km di gara con 1'50" di ritardo dai battistrada, mentre il plotone principale viaggia a 2'20". Non succede nulla sul Kortekeer (57 km al traguardo) così come sullo Steenbekdries (54 km al traguardo), se si eccettua la perdita di contatto definitiva per Räim dalla fuga e per De Bondt nel gruppo a bagnomaria, che continua a recuperare, portandosi a 1' dalla testa e arrivando a possedere una cinquantina di secondi sul plotone.

Sul Taaienberg (51 km al traguardo), invece, qualcosa cambia; davanti Oliveira accelera e si ritrova da solo, in mezzo Asgreen non ce la fa e si sfila, dietro Philippe Gilbert si sfila dalla coda del gruppo, ritirandosi. Il belga, alle prese con una sindrome influenzale da un paio di giorni, termina in ammiraglia la sua gara: non certo il modo migliore di preparare l'ormai imminente Ronde van Vlaanderen.

Benoot ci prova, la seconda volta è quella giusta; con lui si muove Jungels
Il Berg ten Houte (47 km al traguardo) vede del movimento nel plotone: prova a mettere fuori la testa Tiesj Benoot (Lotto Soudal), ma da Sacha Modolo (EF Education First) in giù rientrano tutti, così come non fa strada il tentativo seguente sul falsopiano promosso da Laurens De Vreese (Astana Pro Team). La cavalcata di Oliveira, uno che spesso si mette in mostra a queste latitudini, prosegue bene, tanto che a 43 km dalla fine - quando il terzetto Van der Poel-Turgis-García Cortina riprende i sei fuggitivi superstiti - vanta 45" sui primi inseguitori e 1'20" sul gruppo tirato dal Team Sky, Team Jumbo-Visma e dalla coppia Iljo Keisse-Florian Sénéchal per la Deceuninck-Quick Step.

Il lavoro paga, così ai piedi del Knokteberg (33 km al traguardo) Oliveira possiede 20" sul gruppetto inseguitore e solo 35" sul gruppo principale. L'ottavo muro in programma si rivela quello decisivo: dal drappello inframezzato attacca Pöstlberger, che in vetta rientra sul lusitano al testa della corsa. Dal plotone, invece, attacca in maniera decisa Tiesj Benoot; l'unico a restare con il leader della Lotto Soudal è Bob Jungels (Deceuninck-Quick Step) e la neocostituita coppia si riporta su Turgis e Van der Poel, unici a non perdere terreno.

La sfortuna colpisce Oliveira che fora, davanti si forma un quintetto
Allo scollinamento i due di testa hanno una decina di secondi su quattro inseguitori e 35" sul gruppo, ancora folto ma non coeso, tanto che nella discesa si susseguono attacchi; prima è Amund Grøndahl Jansen a muoversi, coperto da Jasha Sütterlin, che vengono poi sostituiti da Matej Mohoric e da un certo Alejandro Valverde, in versione stopper per favorire il buon esito del tentativo di Oliveira.

Il quale, però, prende l'oscar della sfortuna; a 28 km dall'arrivo il portoghese fora, perdendo così contatto sia da Pöstlberger che dal gruppetto Van der Poel, venendo ripreso dal plotone sul tratto in pavé di Varenstraat (25 km al traguardo). Cambia la situazione anche per Pöstlberger, che ai meno 27 km si fa riprendere dagli inseguitori, formando così un drappello di cinque unità che collabora fattivamente. Non altrettanto si può dire per il gruppo, che sul già citato Varenstraat vede il momentaneo tentativo di allungo di Nathan Van Hooydonck (CCC Team) e Arnaud Démare (Groupama-FDJ).

Moscon alla ricerca della forma, sul Nokereberg Jungels e Van der Poel provano a far la differenza
All'uscita del settore il margine della testa della corsa è salito a 30", che cresce ancora nei km seguenti complice la disorganizzazione del plotone; Démare prova ancora a far tutto da solo, ma su di lui si rifanno sotto Lilian Calmejane (Direct Énergie), Hugo Houle (Astana Pro Team), il redivivo Gianni Moscon (Team Sky) e l'infaticabile Nelson Oliveira. Anche questo tentativo viene annullato nella discesa del Vossenhol (21 km al traguardo), con il trentino ultimo a cedere.

Sempre maggiore il vantaggio dei cinque leader che escono dal settore in pavé di Holstraat (16.5 km al traguardo) con 45" sul plotone tirato a tutta da García Cortina e dal trio Groupama-FDJ Jacopo Guarnieri, Stefan Küng e Olivier Le Gac. Ma non c'è niente da fare, davanti salgono a 1' di vantaggio ai piedi dell'ultimo muro, il Nokereberg (9 km al traguardo); proprio lì, dove due settimane fa è stato protagonista di una rovinosa caduta alla Nokere Koerse, Van der Poel attacca assieme a Jungels. Benoot si fa sorprendere in coda ma riesce a rientrare con gli altri due - Turgis quello che fatica maggiormente, tanto che rischia di andar per prati in una curva.

Sarà volata, Van der Poel non fa sconti a nessuno
L'ultima possibile difficoltà è il tratto in pavé di Herlegemstraat (6.3 km al traguardo) ma non succede nulla, né davanti né dietro, dove nonostante gli sforzi il rientro è ormai precluso. Si arriva così alla volata a cinque, non prima che Benoot provi ad anticipare la con uno scatto pochi metri dopo l'ingresso nel km finale, ma il belga non fa strada.

Entrati nel rettilineo conclusivo, lo sprint viene lanciato da Turgis che si lancia dall'ultima posizione. Il francese va alla ricerca del massimo successo della carriera e il suo incedere è buono, ma non ha fatto i conti col suo vecchio avversario nelle categorie giovanili del ciclocross: rimontante di gran carriera, Mathieu van der Poel, effettua il sorpasso all'altezza del cartello dei 100 metri dall'arrivo, iniziando ad esultare già prima di oltrepassare la linea bianca.

È la prima classica su strada della carriera per il campione neerlandese, che diventa il più giovane a vincere la Dwars door Vlaanderen dai tempi di Baden Cooke (2002); è, inoltre, l'affermazione più importante nella storia su strada della Corendon-Circus. E non è finita qui, perché MVDP al primo centro riesce lì dove papà Adrie aveva sempre fallito, ovvero sia imporsi a Waregem - per il genitore due secondi posti nel 1986 e nel 1990.

Il podio viene completato da Turgis e Jungels
La piazza d'onore va ad un generosissimo Anthony Turgis (Direct Énergie), in costante crescita di competitività; terzo Bob Jungels (Deceuninck-Quick Step), ormai anche sulle pietre una garanzia. Quarto posto per Lukas Pöstlberger (Bora Hansgrohe), che per un soffio non diventa il primo austriaco sul podio nella corsa. Quinta piazza, infine, per Tiesj Benoot (Lotto Soudal), che quantomeno ha riguadagnato competitività in vista della Ronde.

Sesta piazza a 18" per Luke Rowe (Team Sky), riuscito ad anticipare il gruppo nel finale - gruppo che ha visto un paio di cadute, una a 500 metri dall'arrivo con il coinvolgimento di Jens Debusschere (Team Katusha Alpecin) ed Edward Theuns (Trek-Segafredo) e un'altra nel rettilineo finale con Jempy Drucker (Bora Hansgrohe) finito a terra; completano la top 10 a 19" dal vincitore Danny van Poppel (Team Jumbo-Visma), Yves Lampaert (Deceuninck-Quick Step), Christophe Laporte (Cofidis, Solutions Crédits) e Heinrich Haussler (Bahrain Merida). Miglior italiano Davide Ballerini (Astana Pro Team), diciassettesimo.
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