UCI pubblica la tabella punti per pista, cross, gravel e MTB: ecco cosa vale dal 2027
L'UCI ha diffuso la tabella di conversione dei punti extra-strada valida dal 2027: vincere un Mondiale di pista vale 300 punti, più di un nono posto al Tour de France

L'UCI ha pubblicato la tabella di conversione che definisce quanti punti le squadre su strada potranno ottenere dai risultati dei propri corridori nelle discipline non stradali: pista, ciclocross, gravel e mountain bike cross country (XCO). Il nuovo sistema entrerà in vigore dal 2027 e inciderà esclusivamente sulla classifica per squadre, non su quella individuale. I punti saranno conteggiati solo se il corridore rientra tra i 20 migliori atleti della classifica élite maschile del proprio gruppo sportivo, o tra le 8 migliori atlete nel caso delle formazioni femminili. L'UCI non ha ancora precisato in quale momento della stagione verrà determinata questa graduatoria interna. I risultati ottenuti al prossimo Mondiale di Shanghai non saranno validi per la stagione 2026: il regolamento si applica a partire dal 2027, ma questo punto non è stato comunicato con chiarezza dall'organo di governo del ciclismo.
Cosa vale il titolo mondiale
Vincere il Campionato del Mondo in una delle discipline coinvolte assegnerà 300 punti. Per confronto, si tratta di un punteggio superiore a quello ottenuto chiudendo nono un Grande Giro come il Tour de France, sesto in una classica Monumento o primo in una prova UCI Pro Series o di classe 1 e 2 dei calendari continentali. La medaglia d'argento vale 250 punti, quella di bronzo 175. Ogni piazzamento fino all'ottavo posto garantisce un minimo di 75 punti. Partecipare al Mondiale, a condizione di rientrare nel contingente massimo di 30 ammessi, vale almeno 12 punti. Nella Coppa del Mondo, vincere la classifica generale assegna 200 punti, il secondo posto ne vale 150, il terzo 125. Chiudere tra i primi 40 della generale garantisce un minimo di 3 punti; oltre quella soglia non viene attribuito nessun punteggio.

Un sistema pensato per le stelle della strada, non per i pistard
Il meccanismo appare costruito per incentivare i corridori su strada ad affacciarsi al velodromo o alle altre discipline, più che per aprire le porte del professionismo su strada agli specialisti della pista (cosa che già avviene per molti azzurri e azzurre), i cosiddetti pistard. Chi volesse portare punti tramite questa via deve essere sufficientemente considerato dalla propria federazione nazionale da ottenere convocazioni sia per le Coppe del Mondo sia per il Mondiale. Per accedere a questi eventi occorre inoltre percorrere un calendario esteso di prove di classe CL1 e CL2. Per le formazioni femminili, con il limite fissato all'ottavo posto nella graduatoria interna, la restrizione è ancora più stringente. Rimane aperta una finestra per le formazioni più piccole: se il gruppo sportivo ha un massimo di 20 corridori, i punti di un pistard potranno essere contabilizzati anche se il corridore non supererebbe altrimenti la soglia dei 20 migliori. La normativa presenta un'ulteriore incongruenza. Non viene operata alcuna distinzione tra le prove di pista: i punti ottenuti nelle gare di fondo, come Omnium o Madison, varranno quanto quelli delle prove di velocità (Keirin, Sprint, Velocità a squadre). Ne consegue che un velocista impegnato in tre o quattro prove in un singolo Mondiale o Coppa del Mondo potrebbe teoricamente accumulare più punti di un fondista. Il regolamento non chiarisce nemmeno se i punteggi si applichino in modo identico alle prove olimpiche e a quelle non olimpiche. Il nuovo schema si affianca alle modifiche già introdotte nel 2023, che avevano aumentato i punti assegnati nelle tappe dei Grandi Giri e introdotto un coefficiente moltiplicativo per le corse Monumento, i Campionati del Mondo e le Olimpiadi.