
Pogacar: "Non sono così affamato: mangio ogni mezz'ora!"
Le parole dei protagonisti della terza frazione del Tour de France 2026: il ribaltone UAE e il sogno della maglia gialla, il caldo e l'agonia di De Lie
Altro sprint tra gli uomini di classifica, altra vittoria per la UAE Team Emirates: Tadej Pogacar scatta e mette 2" tra sé e Jonas Vingegaard (Visma | Lease a Bike) e Richard Carapaz (EF Education EasyPost), che completano il podio di giornata. Tappa e maglia per il campione del mondo, che guida ora la generale a pari tempo col rivale danese. Giornata nera per Arnaud De Lie (Lotto Intermarcé), che abbandona la corsa.
Tadej Pogačar: “La maglia gialla è il sogno di ogni ciclista”
“Oggi ho vinto grazie a Isaac, mi ha dato quell'energia in più nel finale: si è impegnato più che al 100% sull'ultima salita, come tutta la squadra. A metà tappa abbiamo deciso che sarebbe stato possibile provare a vincere la tappa: sono molto felice di aver iniziato il Tour così, con un altro finale incredibile oggi.
No, non sono così affamato di vittorie: ho mangiato un gel ogni trenta minuti (ride). Oggi potevamo vincere, la squadra stava bene: abbiamo colto un'opportunità, dando tutto. Non so se mi piace la gloria: vorrei andare a fare i rulli, ora (ride).
Indossare la maglia gialla è un sogno per ogni ciclista, di qualsiasi età: anche per me lo è, e ogni volta che posso tenerla di nuovo sulle spalle è qualcosa di speciale. Non so per quanto tempo durerà, ma cercherò di godermela per ogni istante”.

Alex Baudin: “Almeno ci ho provato”
"È stata una giornata velocissima dall'inizio, abbiamo dovuto faticare molto per andare in fuga. Avrei realmente potuto indossare la maglia gialla oggi, quindi ho speso un sacco di energie cercando di rimanere in fuga e di costruire un buon vantaggio. Per come è andata, almeno i miei sforzi per prendere la maglia a pois non sono stati vani: è un bel premio, anche se non era il mio obiettivo primario (ride). Come ho detto c'erano buon possibilità di conquistare la maglia gialla, ma molto sarebbe dipeso da come la UAE voleva gestire la tappa. Capisco che vogliano vincere, è come funzionano le corse. Almeno ci ho provato.
Oggi mi sentivo molto forte, anche se ho sprecato qualche cartuccia qua e là: all'inizio, durante la tappa, anche alla fine. Non era il finale di tappa ideale da affrontare da solo, con quelle strade ampie e aperte, a prendere vento in faccia. Nel finale sono riuscito comunque ad aumentare un po' il ritmo, ma ero praticamente a secco”.
Paul Seixas: “Oggi è andata meglio di ieri”
“Oggi è andata meglio di ieri, non ho avuto problemi. La squadra ha fatto un grande lavoro per posizionarmi al meglio. In salita stavo piuttosto bene, ma mi è mancato qualcosa per agganciare i migliori: il quarto posto comunque non è male. È stato un buono sforzo per iniziare bene il Tour: per ora mi sento bene e sono contento della giornata”.
Juan Ayuso: “Mi è mancata l'esplosività”
“È il primo giorno veramente duro di questo Tour. Sono contento, anche se mi è mancata un po' di esplosività, ma sono soddisfatto della mia posizione. Non mi sorprende la tattica della UAE: è una squadra ambiziosa, hanno corridori forti e se possono vincere, vincono, come chiunque di noi. Sono comunque contento di come sono stato in queste prime salite. Speriamo che la tappa di domani sia un po' più facile, anche se bisogna sempre stare attenti”.
Richard Carapaz: “Spero di continuare a sentirmi così bene”
“All'inizio ho provato ad andare in fuga però sapevo che avrei avuto poche possibilità. Nel finale le gambe hanno risposto bene e penso che sia andata molto bene. Nonostante i problemi che ho avuto quest'anno ho potuto lavorare bene. Ora importa il risultato: spero di continuare questa parabola ascendente. Rimango con la stessa ambizione: fare un buon risultato in una tappa, che è l'obiettivo mio e di tutta la squadra”.
Tom Pidcock: “Nel finale ero cotto”
“Penso che la sintesi di oggi sia: che caldo infernale. Non credo di aver mai gareggiato in condizioni così dure, è ridicolo. Avremo bevuto almeno diecimila borracce oggi in gruppo. Nel finale non avevo più niente nelle gambe, ero completamente cotto.
Penso che la UAE avesse così tanta fiducia dopo la tappa di ieri da pensare di andare a vincere oggi: potevano, era l'unica squadra a poter controllare in una giornata come questa, ed è la ragione per la quale ha funzionato”.
Adam Yates: “La fuga era pericolosa”
“In tutta onestà non volevamo veramente controllare la tappa, ma la fuga era molto forte e piena di uomini pericolosi: è sempre meglio essere in controllo che lasciar fare. Abbiamo controllato e i ragazzi hanno messo la ciliegina sulla torta: un'altra ottima giornata. Tutti hanno fatto un ottimo lavoro, Florian Vermeersch all'inizio, Felix Grossschartner con quelle tirate pazzesche per riportare sotto la fuga. Con la fuga composta da corridori diversi saremmo stati felici di lasciarla andare, ma quando ci sono uomini forti è sempre pericoloso. Dopo tutto quel lavoro, poi, è sempre bello godersi la vittoria”.
Isaac Del Toro: “Sono un privilegiato”
“È stato fantastico veder vincere Tadej, anche perché significava che avrebbe preso la maglia gialla. Sono felice di aver potuto aiutare nel finale, che era piuttosto insidioso: prima in salita, poi in pianura, difficile da controllare, poi con uno come lui dovevo stare attento ad andare abbastanza veloce. Sono molto felice della vittoria e si essere riuscito a essere al livello della mia squadra.
Io e Tadej abbiamo uno stile di corsa simile: seguiamo l'ispirazione, teniamo il ritmo sempre alto. La nostra sintonia sta funzionando per ora, anche se non è semplice, ma sono felicissimo di questa complicità che c'è tra noi e molto fiero di poterlo aiutare. Per me è un privilegio poter correre con Tadej Pogacar, cerco di fare del mio meglio”.
L'abbandono di De Lie
La tappa di oggi segna anche l'abbandono, dopo sole tre frazioni di Arnaud De Lie (Lotto Intermarché): il belga ha provato a resistere, ma le sue difficili condizioni fisiche e il ritardo accumulato già nella prima parte di tappa l'hanno costretto al ritiro. “Ha avuto una giornata davvero brutta. Se avessimo continuato ad aspettare, non avremmo raggiunto il traguardo entro il tempo limite” ha dichiarato a Sporza Robbe Dhont (Team PicNic PostNL), che per lungo tempo è stato al suo fianco nell'ultimo gruppetto. “Ho cercato di incoraggiare Arnaud. Avevamo bisogno l'uno dell'altro in quella situazione: abbiamo provato a spingerlo e ad annaffiarlo con le borracce, ma non è servito. Si possono aiutare gli altri, ma alla fine ho dovuto pensare anche a me stesso. Non ho avuto nemmeno io la mia giornata migliore”.
