Isaac Del Toro e Tadej Pogačar (UAE Team Emirates-XRG) festeggiano la vittoria della seconda tappa del Tour de France 2026 © Stephanie Lecocq, AFP
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Del Toro: "Avevamo un piano per Tadej, ma alla fine..."

Le parole dei protagonisti della seconda tappa del Tour de France 2026: Del Toro sogna, Seixas alle prese con forature e radiolina, morale alto per la UAE

05.07.2026 18:34

Isaac Del Toro (UAE Team Emirates XRG) conquista la sua prima vittoria al Tour de France aggiudicandosi la seconda frazione dopo un finale interamente gestito dalla sua squadra. Tadej Pogačar (UAE Team Emirates-XRG) “regala” la vittoria al compagno di squadra, concludendo in seconda posizione; terza piazza per Remco Evenepoel (RedBull-BORA-hansgrohe), quarto Jonas Vingegaard (Visma | Lease a Bike), che mantiene la maglia gialla. 

Isaac Del Toro: “Fiero di essere riuscito a gestire questa opportunità”

Questa vittoria significa tutto per me. L'ho detto in precedenza: mi sento molto privilegiato. Non si può capire quanto abbiamo lavorato come squadra per essere qui e molta sicurezza viene proprio dal team. Questo è il coronamento del lavoro di tutti: della mia famiglia, dei miei amici. Non riesco a credere di essere riuscito al primo colpo, è incredibile. È bellissimo essere nella squadra di Tadej, la migliore squadra al mondo. Sono molto emozionato ed è difficile spiegare come mi senta: per me, per il mio Paese, tutto quello che sta succedendo è folle.

Siamo andati velocissimi: allo scollinamento non sono riuscito a essere davanti, ma poi sono ho aperto un gap dopo aver ripreso Skjelmose. Avevamo un piano per Tadej, ma alla fine il mio vantaggio era abbastanza ampio da arrivare al traguardo. Questo genere di opportunità arrivano molto raramente e sono molto fiero di essere riuscito a gestirla. La squadra di calcio del mio paese sta andando alla grande ai Mondiali: riuscire a fare lo stesso qui, in Francia, nella corsa più dura al mondo, è un sogno”.

Isaac Del Toro e Tadej Pogacar in parata a Barcellona © UAE Emirates-XRG - SprintCycling
Isaac Del Toro e Tadej Pogacar in parata a Barcellona © UAE Emirates-XRG - SprintCycling

Richard Carapaz: “Pogačar aveva tutto sotto controllo”

Sapevamo che oggi sarebbe stata una giornata speciale qui sul Montjuic: conosco bene le strade e nel finale avevo le gambe per provare. Non sono sorpreso che Pogačar non abbia attaccato. Il finale è stato molto veloce, ma penso che avesse comunque tutto sotto controllo. Mi concentrerò sull'obiettivo di una vittoria di tappa: ci sono tanti giorni davanti per provare a raggiungerlo”.

Jonas Vingegaard: “Non era il mio genere di percorso”

Alla fine è stata una giornata discreta: il circuito non era proprio il mio genere di percorso, con queste salite corte ed esplosive, quindi possono essere abbastanza felice di aver tenuto la maglia gialla. [Isaac Del Toro e Tadej Pogacar, ndr] hanno fatto un finale molto forte e un grande lavoro. Isaac ha preso un sacco di velocità prima dell'ultima salitella: so che ha un ottimo sprint quindi ha davvero meritato la vittoria, oggi”.

Paul Seixas: “Ho sprecato energie per rientrare dopo la foratura”

È andata bene, date le circostanze: la situazione si è complicata dopo la mia foratura. Ho dovuto cambiare bicicletta due volte e ho sprecato qualche cartouche per rientrare. Mi sono riaccodato in salita: non è stato semplice, soprattutto con la radio che non funzionava bene. Alla fine non sono riuscito ad avere una buona posizione in discesa e non sono riuscito a colmare il gap. Tre secondi non sono molti, comunque”.

Paul Seixad al termine della seconda tappa del Tour de France 2026 © ASO/Thomas Maheux
Paul Seixad al termine della seconda tappa del Tour de France 2026 © ASO/Thomas Maheux

Adam Yates: “Il morale è alto”

Abbiamo iniziato bene ieri, il morale era alto e oggi si è visto. Sapevamo di avere due carte da giocare: in ogni corsa proviamo a giocarci le nostre chance grazie ai numeri e qui è andata alla grande. Isaac sta molto bene e Tadej, lo sappiamo, è il migliore al mondo. Saranno tre settimane lunghe, ma intanto ci godiamo questa vittoria. Ero un po' nervoso per il mio ritorno alle gare: ho corso solo due tappe al Giro, quelle con le strade scivolosissime della Bulgaria, ma sai… Al Tour de France tutto è all'ennesima potenza: la velocità, i fan, tutto. Sono contento che oggi sia andata bene”.

Andrej Hauptman, ds UAE Team Emirates: “Abbiamo fatto gestire a Isaac e Tadej gli ultimi km”

Oggi c'è stato avuto lo scenario perfetto per noi: non abbiamo speso energie nella prima parte della tappa, poi prima del circuito tutto il team ha fatto un lavoro fantastico. Brandon McNulty ha fatto un miracolo nell'ultimo giro, prima del lavoro di Adam Yates. Via radio abbiamo comunicato a Tadej e Isaac che avrebbero dovuto pianificare loro come gestire negli ultimi km e negli ultimi metri si è visto cosa hanno deciso. È una vittoria importante per il Messico, ma anche per noi: si è visto che grande campione è Tadej, che negli ultimi 200m ha calcolato e controllato lo sprint per il compagno. Quando Isaac ha avuto un problema meccanico non siamo riusciti a vederlo, perché dove si è fermato c'era troppa folla. È stato abbastanza stressante, ma fortunatamente il ritmo in gruppo non era troppo forte, quindi è riuscito a rientrare senza troppo sforzo”.

Marc Reef, ds Visma | Lease a Bike: “Ci aspettavamo un attacco sull'ultima salita”

È stata una giornata molto calda, soprattutto sulla prima salita, dove c'erano già 40°. Anche nel circuito era caldo e il gruppo si è decimato: c'erano 35, 40 corridori al primo scollinamento. La UAE ha tenuto il controllo fino all'ultimo giro, quando Matteo Jorgenson ha portato Jonas in una buona posizione: era esattamente dove doveva essere. Non ci sono stati attacchi sull'ultima salita, quindi siamo arrivati al traguardo con un gruppo abbastanza nutrito: Del Toro è partito in una curva con un attacco veramente forte, nessuno è riuscito a superarlo. Beh, penso che Pogačar avrebbe potuto farlo, ma ha lasciato vincere il suo compagno di squadra e Jonas è arrivato con lo stesso tempo.

Eravamo pronti per un possibile attacco sull'ultima salita: bisogna sempre esserlo su una salita così vicino al traguardo. Ma alla fine non è successo niente e per noi va bene così. Sapevamo che Jonas sarebbe semplicemente dovuto essere lì: cercare la vittoria di tappa, essendo meno esplosivo di tutti gli altri, sarebbe stato difficile”.

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