Isaac Del Toro e Tadej Pogacar in parata a Barcellona © UAE Emirates-XRG - SprintCycling
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La UAE andava di fretta, le scappava una doppietta

Isaac Del Toro prepara il terreno per Tadej Pogacar ma finisce col vincere in parata a Barcellona proprio davanti al suo capitano. Jonas Vingegaard ancora in testa al Tour de France

05.07.2026 18:23

Primo scontro faccia a faccia al Tour de France 2026, e UAE Emirates-XRG che risponde sghignazzando e sbruffoneggiando alle voci che la volevano non in forma smagliantissima dopo la cronosquadre d'apertura ieri a Barcellona. Sempre nella splendida città catalana era programmato oggi l'arrivo, sempre al Montjuïch, e quelle voci - che era chiaro fossero destinate all'archivio delle cose buffe - dovranno oggi giustificare questo primo-secondo in parata, con Tadej Pogacar che si spende per fare catenaccio alle spalle di Isaac Del Toro lanciato verso la vittoria.

La prima al Tour per il messicano, che nel suo secondo giorno di Grande Boucle ha dovuto affrontare la fatica supplementare di un laborioso recupero sul gruppo dopo un guaio meccanico. Ciò non gli ha bagnato le polveri, dato che solo da Pogacar avrebbe potuto perdere oggi, ma lo sloveno ha deciso di fare il mecenate e ha evitato di sprintare sul compagno che teoricamente gli stava lanciando la volata.

Una volata ristretta, ristrettissima, dato che la UAE (per la precisione: Brandon McNulty e le sue trenate) aveva selezionato ampiamente il gruppo, in una giornata in cui la maglia gialla Jonas Vingegaard non mostra increspature e pure Remco Evenepoel fa vedere i denti, mentre altri faticano di più, a partire dal terzo dello scorso anno Florian Lipowitz, non trascurando Juan Ayuso e citando ahiloro pure gli italiani Davide Piganzoli (ma si poteva immaginare dopo il Giro da protagonista) e Antonio Tiberi (la cui débâcle non era esattamente in preventivo).

Tour de France 2026, la cronaca della seconda tappa

Seconda tappa del Tour de France 2026, nonché prima in linea, la Tarragona-Barcellona di 168.5 km annunciava un finale scoppiettante ma già dall'inizio il ritmo è stato più che allegro. La fuga è stata innescata già dopo due chilometri di tappa dal neocampione tedesco Felix Engelhardt (Jayco AlUla), a cui si sono poi accodati Frank van den Broek (Picnic PostNL) e successivamente Alex Molenaar (Caja Rural-Seguros RGA), ma per andar via il terzetto ha dovuto pedalare a 51 orari la prima ora di gara. Il gruppo - complice anche il caldo - ha poi mollato un attimo, e la fuga ha raggiunto il suo vantaggio massimo al km 27 (3'55").

Da segnalare che nei primi chilometri una caduta ha coinvolto diversi corridori, tra cui Biniam Girmay (NSN), Maxim van Gils (Red Bull-BORA-hansgrohe), Dorian Godon (Netcompany INEOS) e Robbe Dhondt (Picnic). Il momento di libera uscita per gli attaccanti è finito presto, quando la Pinarello-Q36.5 di Tom Pidcock ha preso le redini del plotone cominciando a limare il gap dai primi.

Molenaar ha vinto lo sprint intermedio di Viladecans ai -82, ma più interessante la sfida del gruppo per il quarto posto, con Girmay che ha preceduto Mads Pedersen (Lidl-Trek) e Jasper Philipsen (Alpecin-Premier Tech). A questo punto il vantaggio dei primi era a quota un minuto e mezzo, e non avrebbe certo smesso di calare sulla successiva salita di Begues, laddove la UAE Emirates-XRG ha imposto al gruppo un ritmo non morbidissimo.

Del Toro, Seixas e le noie meccaniche

Il Gpm dei -74 è stato vinto da Molenaar, mentre sul finire della salita Van den Broek si è sfilato con un po' di crampi, lasciando al comando una coppia che a quel punto aveva mezzo minuto. A poco più di 60 dalla fine un problema meccanico ha obbligato Isaac Del Toro (UAE) a cambiare bici (aspettando non la prima ma la seconda ammiraglia), e a causa di ciò il messicano ha perso la bellezza di due minuti.

Tra le ammiraglie, in discesa, con spericolatezza, il centroamericano ha presto dimezzato il proprio gap, poi, prima che mettesse in gioco l'osso del collo, i suoi compagni gli hanno dato una mano rallentando la testa del gruppo, sicché Del Toro si è potuto rapidamente riaccodare (a 53 dalla fine). Come effetto di questo rallentamento, Engelhardt e Molenaar (combattivo di giornata) hanno riguadagnato un po' di terreno e quindi altri chilometri in avanscoperta.

Ai -41 Paul Seixas (Decathlon CMA CGM) ha avuto un guaio meccanico che l'ha costretto prima a prendere a prestito la bici del compagno Aurélien Paret-Peintre, poi di cambiare mezzo con l'ammiraglia. Il tutto si è svolto senza grossi spargimenti di stress, e il campioncino francese ai -30 era di nuovo comodo in gruppo. Poco prima, ai -32, la fuga era stata annullata: tutto era pronto per la sfida sui tre giri del circuito del Montjuïch (il primo preso a metà, gli altri due lunghi 12.2 km ciascuno).

McNulty spiana due volte il Montjuïch

Ai -28 la prima scalata al Montjuïch (1.6 km al 9%) è stata settata da Brandon McNulty (UAE) che a ruota aveva capitan Tadej Pogacar che a ruota aveva la maglia gialla Jonas Vingegaard (Visma-Lease a Bike). Un ritmo sostenuto che ha selezionato un drappellone di 40 dal quale è subito rimasto fuori Antonio Tiberi (Bahrain-Victorious), sorprendentemente staccato. Tra gli altri ad aver sofferto il primo Montjuïch anche Kévin Vauquelin (Netcompany), staccato e poi rientrato. Apparentemente non brillantissimo anche Tom Pidcock.

Anche il secondo rush sulla salita del Castello è stato condotto a ritmi sempre più vertiginosi da McNulty (che anche tra le due scalate non si era mai mosso da quella posizione). Streghette negli occhi di Davide Piganzoli (Visma) e Jai Hindley (Red Bull), già protagonisti al Giro - e, quanto a Piganzoli, pure ben messo in classifica dopo la cronosquadre -ma un po' in difficoltà in questo frangente. Comunque attaccati al gruppo buono.

Quando McNulty, dopo 25 km di trenaggio, si è spostato ai -5, c'è stato un rimescolamento generale davanti, e l'ultima scalata al Castello del Montjuïch, ai -4, è stata presa in testa da Tiesj Benoot (Decathlon). A ruota del belga, Pogacar e Remco Evenepoel (Red Bull), un passo indietro Vingegaard. A 800 dallo scollinamento è passato a tirare Adam Yates (UAE), e nessuno è scattato perché il ritmo era altissimo, in compenso più persone si sono un po' sciolte: Florian Lipowitz (Red Bull), Juan Ayuso (Lidl), per esempio.

Isaac Del Toro festeggiato da Tadej Pogacar a Barcellona © UAE Emirates-XRG - SprintCycling
Isaac Del Toro festeggiato da Tadej Pogacar a Barcellona © UAE Emirates-XRG - SprintCycling

Il finale ringhioso di Del Toro e Pogacar, Vingo e Remco bene

Un accenno di Tobias Johannessen (Uno-X Mobility) al Gpm, un tentativo di fagianata di Richard Carapaz (EF Education-EasyPost) nella discesina successiva ai -2, un contropiede di Mattias Skjelmose (Lidl) ai 1700 metri, e la risposta di Del Toro che come un fulmine nell'ultima picchiata è piombato su Skjelmose e a quel punto - mancavano 500 metri - era già volata dato che la strada proprio lì riprendeva a salire.

Pogacar si è impegnato per andare a chiudere il buco che Del Toro con la sua strappata aveva provocato alle sue spalle, ma al contempo Tadej non disprezzava l'idea che il messicano vincesse mentre lui si limitava a lasciarsi dietro Vingegaard. Come uno sceriffo d'anteguerra, l'imperiale sloveno ha controllato con cento occhi le ultime centinaia di metri, che nessuno si riavvicinasse a Del Toro, che intanto - rischiando pure di sbattere contro le transenne a un certo punto, dato che pure lui si voltava e rivoltava continuamente - si avviava a vincere effettivamente questa sua prima tappa nel suo primo Tour.

Pogi col torcicollo ha chiuso secondo - i due UAE indicandosi e omaggiandosi a vicenda - terzo alla fine è stato Evenepoel con un bello spunto che gli ha permesso di scavalcare Vingegaard, quarto. Tra loro e il quinto, Skjelmose, cronometrati 3". Tutti gli altri li trovate nell'ordine d'arrivo sotto.

Cambia la classifica a ridosso della maglia gialla Vingegaard, con Pogacar che sale al secondo posto a 6", Evenepoel ora terzo a 15", Del Toro quarto a 16", mentre perde una posizione Ayuso (quinto). A seguire Seixas e Romain Grégoire (Groupama-FDJ United) in risalita. Piganzoli scende dalla settima alla diciassettesima posizione.

Domani terza frazione con il Tour de France 2026 che rientra in patria. Partenza ancora catalana da Granollers, arrivo nei Pirenei Orientali a Les Angles, in cima a uno strappetto di un chilometro e mezzo, dopo 195.9 km di tappa. Potrebbe andar via una fuga, ma con traguardi del genere solitamente la UAE si fa venire l'appetito…

Tour de France 2026, le classifiche della seconda tappa

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Marco Grassi
Giornalista in prova, ciclista mai sbocciato, musicista mancato, comunista disperato. Per il resto, tutto ok!