Tadej Pogačar vince a Les Angles ©Tour de France
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La UAE soffoca il Tour de France, Pogačar vince e va in maglia gialla

La fuga di Baudin non va in porto, a Les Angles è volata in salita. Il campione del mondo finalizza il lavoro della squadra, stacca di 2" Vingegaard e gli toglie la maglia

Qualcosa ai compagni, niente alle avversari. Tadej Pogačar non concede nulla nella terza tappa del Tour de France, cogliendo l'opportunità di vincere la sua prima tappa di questa edizione e di sfilare la maglia gialla a Jonas Vingegaard, che per la tredicesima volta in carriera chiude secondo alle sue spalle in una tappa della Grande Boucle. Sembrava una giornata adatta a una fuga numerosa, con la Visma Lease a Bike che avrebbe lasciato senza problemi la maglia al combattivo Alex Baudin, ma il UAE Team Emirates non ha concesso spazio agli attaccanti, ha imposto un ritmo significativo sui colli pirenaici e non ha lasciato spiragli a nessuno prima della volata in salita a Les Angles.

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Si riparte da Granollers per lasciare la Catalunya e dirigersi verso la Francia, in un'area fortemente colpita dagli incendi nelle ultime ore. Un decreto della prefettura dei Pirenei Orientali ha sconsigliato la presenza del pubblico (comunque presente, anche se in misura un po' minore) e ha portato alla decisione di annullare il passaggio della carovana pubblicitaria, per garantire la sicurezza e permettere la massima mobilitazione dei mezzi di soccorso nell'area.

Come prevedibile, ci voglie oltre un'ora e mezza e oltre 70 dei 196 chilometri per formare una fuga che fa gola a tanti. Non basta infatti la salita iniziale di Sant Feliu de Codines (8.2 km al 4.5%), dove c'è anche una caduta innescata da Bruno Armirail (Team Visma Lease a Bike). Il francese tocca il marciapiede, prende un duro colpo sul ginocchio e tira già anche Mathias Vacek (Lidl-Trek), Matthew Riccitello e diversi corridori della Netcompany INEOS. Nel frattempo si era sganciato Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step), che precede Javi Romo (Movistar) per i punti al gpm di terza categoria, ma non porta via il gruppo giusto. Dietro continua la sofferenza di Arnaud De Lie (Lotto Intermarché), il primo a staccarsi, ma arrivano altri segnali preoccupanti anche da Cian Uijtdebroeks (Movistar), che fatica a tenere le ruote del gruppo.

Dopo altri chilometri di tira e molla, i primi a prendere del reale vantaggio sono Louis Vervaeke (Soudal Quick-Step), Nelson Oliveira (Movistar), Mattéo Vercher (TotalEnergies) e Magnus Cort (Uno-X Mobility). Dietro di loro riparte un attivissimo Luke Plapp insieme al compagno di squadra Mauro Schmid (Team Jayco AlUla), George Bennett (NSN Cycling Team) e Mads Pedersen (Lidl-Trek), a caccia di punti per la maglia verde. Successivamente arrivano anche Vlad Van Mechelen (Bahrain-Victorious), Raúl García Pierna (Movistar), Alex Aranburu (Cofidis), Clément Braz Afonso (Groupama-FDJ United), Michael Storer (Tudor Pro Cycling), Joris Delbove (TotalEnergies), Abel Balderstone (Caja Rural-Seguros RGA), Nicolas Prodhomme (Decathlon CMA CGM), Harold Tejada (XDS Astana Team) e Alex Baudin (EF Education-EasyPost) a completare un gruppo di diciotto, in cui lo stesso Baudin è il più vicino in classifica a 1'07" dalla maglia gialla. Faceva parte della fuga anche Egan Bernal (Netcompany INEOS), tagliato fuori da un problema meccanico. 

Pedersen prende 25 punti senza opposizione allo sprint intermedio di Campdevànol, mentre il distacco è salito a 2'45". Nei chilometri successivi però arriva davanti il UAE Team Emirates ad aumentare il ritmo con il lavoro di Florian Vermeersch, per scombinare i piani dei fuggitivi e della Visma Lease a Bike, che avrebbe lasciato volentieri più spazio. All'inizio del Coll de Toses (9.3 km al 6.5%) c'è poco più di un minuto di distanza, mentre García Pierna, Vercher e Van Mechelen provano a insistere. Anche Baudin decide di non rinunciare e rientra sui tre davanti insieme a Bennett e Prodhomme, riuscendo a scollinare con 1'30" sul gruppo tirato prima da Nils Politt e poi da Tim Wellens

Alex Baudin ©EF Pro Cycling (Foto Getty)
Alex Baudin ©EF Pro Cycling (Foto Getty)

Sul Col du Calvaire (11.5 km al 4.2%) è il turno di Felix Großschartner, mentre davanti Baudin se ne va, seguito ancora da Prodhomme. I due francesi sono i migliori scalatori di una fuga con possibilità sempre più ridotte, tanto che allo scollinamento il vantaggio è di appena 40". Il corridore della Decathlon si rialza dopo il gpm, e ai -11 la fuga è definitivamente neutralizzata. La salita finale è molto pedalabile, per cui lo svolgimento è tanto prevedibile quanto inevitabile. All'ultimo chilometro si mette in testa Isaac Del Toro, che allunga la fila e lancia lo sprint del suo capitano. Pogačar parte secco alla sua maniera, Vingegaard è a ruota ma non può rispondere. Sul traguardo ci sono 2" di distacco tra i due, e di conseguenza la maglia gialla cambia padrone

Al terzo posto un brillante Richard Carapaz (EF Education-EasyPost), che precede Paul Seixas (Decathlon CMA CGM). A 4" un secondo drappello di capitani, in cui Tobias Halland Johannesen (Uno-X Mobility) e Lennert Van Eetvelt (Lotto Intermarché) precedono Florian Lipowitz e Remco Evenepoel (Red Bull-BORA-hansgrohe). Il tedesco è riuscito a sopperire alla sua mancanza di esplosività, mentre il belga è sembrato piuttosto al limite nelle ultime centinaia di metri, perdendo diverse posizioni in volata. Del Toro e Juan Ayuso (Lidl-Trek) completano la top ten.

Pogačar vince e va in maglia gialla: i risultati

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