Davide Ballerini precede Jasper Stuyven a Piazza del Plebiscito e vince per la prima volta al Giro d'Italia © Giro d'Italia
Giro d'Italia

Giro d'Italia, la pioggia e i sampietrini tagliano fuori i velocisti: Ballerini vince a Napoli

Il lombardo e il belga evitano il capitombolo a differenza di quasi tutte le altre ruote veloci. 3° Magnier. Eulálio sempre in rosa

14.05.2026 18:05

Vedi Napoli e poi… cadi. Ed è stato un vero peccato, perché la città era pronta ad accogliere con entusiasmo l'arrivo in Piazza del Plebiscito. Malgrado tutto, però, la pioggia ha trasformato i sampietrini in una trappola per i velocisti, che hanno così lasciato spazio a due corridori molto adatti al lastricato come Davide Ballerini e Jasper Stuyven. Il corridore canturino ha disputato una volata a tutto cuore per conquistare il primo successo della sua carriera in un Grande Giro, che coincide peraltro con la prima vittoria italiana in questa edizione, lasciandosi alle spalle il belga della Soudal Quick-Step, solitamente al servizio di Paul Magnier. Uno dei tanti ad aver dovuto desistere a ridosso dell'ultima curva, che ha eliminato dalla contesa sia Dylan Groenewegen, sia Jonathan Milan. Per il resto, nessuna novità in classifica: secondo giorno in rosa per Afonso Eulálio alla vigilia della sfida sul Blockhaus.

La cronaca della 6ª tappa del Giro d'Italia

Dopo l'avvincente tappa di Potenza, che ha dispensato colpi di scena in serie, il copione del 109° Giro d'Italia prevede una tappa in teoria più lineare: i 141 chilometri che uniscono Capaccio-Paestum a Napoli dovrebbero essere ampiamente favorevoli alle ruote veloci, a maggior ragione perché gli organizzatori hanno scartato le strade particolarmente insidiose della Costiera Amalfitana in favore delle direttrici dell'Agro-Nocerino-Sarnese e della cintura urbana di Napoli. Prima di arrivare in Piazza del Plebiscito, che torna a ospitare un arrivo della corsa rosa dopo 47 anni, la carovana affronta un percorso tutto sommato semplice: dopo un primo tratto interamente pianeggiante, che prevede anche il passaggio per Salerno, il percorso vira in direzione di Cava de' Tirreni per l'unico GPM di giornata, un 4ª categoria di 6,5 km al 3% medio. Da quel momento in avanti, l'attraversamento dei popolosi centri dell'area metropolitana di Napoli è il principale fattore di stress per il gruppo, che raggiungerà l'arrivo dopo aver costeggiato l'area del porto. A circa 650 metri dal traguardo, inizia un tratto di strada lastricata con una pendenza media del 4%, caratterizzato da due curve che immetteranno sul traguardo.

I primi 10 chilometri procedono senza sussulti, eccezion fatta per una caduta senza conseguenze che coinvolge gli italiani Jonathan Milan (Lidl-Trek) e Matteo Sobrero (Lidl-Trek) e i norvegese Johannes Kulset (Uno-X Mobility) e Andreas Leknessund (Uno-X). Il tratto di litoranea alla periferia di Salerno incoraggia l'azione di una coppia formata dai compagni di squadra Edward Planckaert (Alpecin-Premier Tech) e Luca Vergallito (Alpecin). La coppia al comando guadagna un margine di poco inferiore al minuto sul gruppo della maglia rosa, il portoghese Afonso Eulálio (Bahrain Victorious). Arrivati in città, escono allo scoperto tre italiani: Mattia Bais (Polti VisitMalta), Martin Marcellusi (Bardiani CSF 7Saber) e Manuele Tarozzi (Bardiani CSF). I tre contrattaccanti riagganciano la testa della corsa nel primo tratto del GPM che conduce a Cava de' Tirreni. Ai -102 dal traguardo, poi, Planckaert lascia il testimone agli atleti delle Professional, che resteranno comunque nel mirino degli inseguitori, pilotati a turno da Lidl-Trek, Soudal-Quick Step e Unibet ROSE Rockets: il vantaggio non supererà mai i 50".

manuele-tarozzi
Il romagnolo Manuele Tarozzi all'attacco nella 6ª tappa del Giro d'Italia © Manuele Tarozzi

Nella prima parte della discesa, si registra la caduta del portoghese Nelson Oliveira (Movistar) e del tedesco Nico Denz (Red Bull-BORA-Hansgrohe). Il passista del Toro Rosso appare dolorante, ma riesce comunque a ripartire. Nel frattempo, la tensione comincia a salire per la pioggia che comincia a cadere al confine tra le province di Salerno e Napoli. Ad ogni modo, il gruppo viaggia a passo di crociera, lasciando a Bais, Marcellusi, Tarozzi e Vergallito non più di mezzo minuto (-63). Un solo episodio da segnalare lungo le strade della cintura urbana partenopea: a poco più di 50 chilometri dal traguardo, uno spettatore ha deliberatamente tentato di far cadere (a favore di fotocamera, of course) i corridori che transitavano per una rotonda, sfiorando con la mano un atleta della Soudal Quick-Step. Fortunatamente, nessuno si è fatto male. Quanto allo spettatore, un'intera pagina di improperi non sarebbe sufficiente per descriverne l'inettitudine

Benché il destino della fuga sia ampiamente segnato, i quattro italiani all'attacco proseguono tenacemente anche a ridosso degli ultimi 40 chilometri, nonostante il margine sia ormai ridotto a una ventina di secondi in vista dello striscione dei -40. Alle loro spalle, l'immagine è sempre la stessa: l'eritreo Amanuel Ghebreigzabhier (Lidl-Trek) al comando, seguito dagli uomini di fatica della Unibet e della Soudal. Il riaggancio è nell'aria: Bais, Marcellusi, Tarozzi e Vergallito si rialzano a 37 chilometri da Napoli. 

Subito il Red Bull KM, dove passa per primo l'italiano Filippo Magli (Bardiani CSF), ci prova in contropiede il belga Alec Segaert (Bahrain Victorious), ma la sua azione rifluisce in tutta fretta. A quel punto, inizia il lungo lavoro di preparazione della volata, che mobilita in realtà anche la stessa Bahrain Victorious fino ai -7 dal traguardo, quando il gruppo lascia la tangenziale per affrontare il finale di corsa. In testa si portano gli uomini della NSN, al servizio del britannico Ethan Vernon (NSN), cui si aggiungono i Decathlon CMA CGM, in corsa con il danese Tobias Lund Andresen (Decathlon CMA CGM), i Lidl-Trek, che puntano su Milan, senza trascurare il treno della Uno-X Mobility, al lavoro per Kulset. Ai -5, poi, prendono l'iniziativa gli Unibet, che schiera l'olandese Dylan Groenewegen (Unibet ROSE Rockets). La sfida continua anche nel lungo tratto a ridosso del lungomare: Unibet e Soudal Quick-Step, in prima fila per il francese Paul Magnier (Soudal Quick-Step) tengono altissima l'andatura in vista del triangolo rosso. 

Tutto fila liscio fino all'ultima curva, dove finiscono a terra almeno 7-8 corridori, tra i quali Groenewegen e Milan. A quel punto, si crea un buco che favorisce l'italiano Davide Ballerini (XDS-Astana) e il belga Jasper Stuyven (Soudal), entrambi ben posizionati prima del capitombolo. Il canturino sprigiona tutta la forza che ha sui pedali, tenendo dietro di sé l'ultimo uomo di Magnier, che cerca invano di uscire alla sua sinistra. 12° successo in massima serie (il 2° del 2026) per il Ballero, che precede Stuyven, lo stesso Magnier, l'australiano Jensen Plowright (Alpecin-Premier Tech), il britannico Ben Turner (Netcompany INEOS), Segaert, gli italiani Luca Mozzato (Tudor), Magli ed Enrico Zanoncello (Bardiani CSF). In fondo alla top 10, infine, l'olandese Casper Van Uden (PicNic PostNL).

Classifica generale invariata: Eulálio in rosa con 2'51" sullo spagnolo Igor Arrieta (UAE Emirates-XRG) e 3'34" sull'italiano Christian Scaroni (XDS). 

L'ordine d'arrivo

Results powered by FirstCycling.com

Venerdì il primo giudice della corsa: il Blockhaus

La prima settimana del Giro si conclude con una doppietta di passi appenninici che dovrebbe delineare le gerarchie della corsa. Si comincia venerdì con l'arrivo in quota sul Blockhaus, in provincia di Chieti, dopo una tappa-monstre di 244 chilometri, la più lunga dell'edizione 2026. Dopo la partenza da Formia (Latina), la carovana procede per i primi 60 chilometri sulle direttrici dell'Agro Pontino per poi deviare verso la Ciociaria e la provincia di Isernia. Dopo lo sprint di Venafro, la strada sale costantemente all'insù fino al Valico di Rionero Sannitico: a quel punto, la corsa sarà in Abruzzo per gli ultimi 97 chilometri. Il primo (e unico) ostacolo da superare prima di raggiungere è la salita di Roccaraso, un 2ª categoria di 6900 metri al 6,5% con punte del 12%, posizionato ai -78. Dopo un tratto abbastanza movimentato, che prevede altri due strappi, la corsa imbocca una lunga discesa che conduce ai piedi della salita finale, un GPM di 1ª categoria di 13,6 km all'8,4% di media. Gli ultimi 10 chilometri salgono costantemente al 9% medio e si spingono al di sopra della doppia cifra tra i -6 e i -3. Una breve discesa addolcisce le rampe conclusive.

Diretta integrale su Eurosport 1 (disponibile anche su DAZN, Prime Video e TIMVision), Discovery+ e HBO Max dalle 10.30. La prima parte della corsa sarà visibile dalle 10.45 su Rai Sport HD, che passerà il testimone a Raidue poco dopo le 14. Stessi orari anche per gli utenti di RaiPlay

Tutte vogliono Paula Blasi, quattro opzioni oltre al rinnovo in UAE
Su e giù per i Paesi Baschi: al via l'Itzulia senza chiare favorite
Carmine Marino

Nato a Battipaglia (Salerno) nel 1986, ha collaborato con giornali, tv e siti web della Campania e della Basilicata. Caporedattore del quotidiano online SalernoSport24, è iscritto all'albo dei giornalisti pubblicisti della Campania dal 4 dicembre '23.