Impresa di Yara Kastelijn a Rodez ©Tour de France Femmes
Donne Élite

Vollering esulta a metà: la vera vittoria è di Kastelijn

La Fenix si riprende la vittoria sfiorata ieri grazie alla neerlandese, che emerge da una fuga di quattordici. Kopecky resta in giallo, mentre Demi guadagna 2" su Van Vleuten e Longo Borghini

26.07.2023 18:33

È  la tappa più lunga della storia del Tour Femmes, 177 km da Cahors a Rodez. Un chilometraggio insolito che porta a una dinamica di gara insolita per il ciclismo femminile. Una fuga numerosa viene prima lasciata andare a oltre dieci minuti e poi recuperata gradualmente nelle tre salite consecutive, in cui per la prima volta c'è stata battaglia tra le donne di classifica. L'unica a resistere è stata Yara Kastelijn, che conquista una grande vittoria di forza, e in qualche modo si riprende quello che era stato tolto ieri alla compagna Julie Van de Velde, trionfando per la Fenix Deceuninck. 

Sono quattordici le attaccanti di giornata: Sheyla Gutiérrez (Movistar Team), Christine Majerus (Team SD Worx), Coryn Labecki (Team Jumbo Visma), Lucinda Brand (Lidl-Trek), Kathrin Hammes (EF Education-TIBCO-SVB), Romy Kasper (AG Insurance), Anouska Koster (Uno-X Pro Cycling), Célia Le Mouel (St.Michel- Mavic-Auber93), Audrey Cordon-Ragot (Human Powered Health), Alice Maria Arzuffi (Ceratizit WNT), Thalita De Jong e Jeanne Korevaar (Liv Racing TeqFind), Marthe Truyen e Yara Kastelijn (Fenix Deceuninck). Molte delle squadre principali sono rappresentate in fuga, tranne Canyon SRAM, Dsm-firmenich, UAE Team ADQ e FDJ-Suez. Nessuna di queste squadre ha però interesse a spendersi per ridurre il gap prima del finale, per cui il vantaggio della fuga arriva a superare i dieci minuti.

In ottica classifica generale, la più vicina a Kopecky è Cordon-Ragot a 2’21”, seguita da Kastelijn a 2’41”. La neerlandese è in piena lotta per la maglia a pois, attualmente sulle spalle della compagna Van de Velde, ma viene superata sia da Hammes che Koster, che già prima delle tre côte finali si porta virtualmente al comando.

Dai -60 le squadre iniziano a lavorare per ridurre il più possibile il gap con le fuggitive e indurire la corsa, visto che negli ultimi quaranta chilometri la tappa si fa molto impegnativa. Sulla Côte de Colombiés (6.6 km al 4.2%), con la fuga a circa sei minuti, la SD Worx, che già stava tirando da qualche chilometro, inizia ad agitare la corsa con qualche scatto. Ci prova prima Mischa Bredewold con Elisa Balsamo, e subito dopo con la stessa Kopecky, seguita da Kasia Niewiadoma. Anche oggi la formazione della maglia gialla cerca di scaricare il più possibile l’onere di inseguire sulle altre squadre, ma non con la stessa fortuna di ieri. 

Bastano poche accelerazioni per ridurre sensibilmente il gap: ai -25 il distacco è già sceso sotto i 4 minuti. Probabilmente non sufficienti per cullare i sogni di maglia gialla per le fuggitive, anche se Cordon-Ragot e Kastelijn sprintano per i secondi di abbuono al traguardo volante, dove la francese passa per prima. Le due provano a proseguire, mentre in gruppo la Movistar forza notevolmente in discesa. Dopo la grande azione della sua squadra, Annemiek van Vleuten mette per la prima volta la testa fuori dalla sabbia in questo Tour, con un forcing dei suoi che allunga subito il gruppo. Kopecky rinforza l'azione e continua a spingere, facendo ulteriore selezione. 

Sulla Côte de Moyrazes (4.7 km al 5.1%) le prime a staccarsi dalla fuga sono Korevaar e Truyen, che ha lavorato tutto il giorno per la compagna Kastelijn, che a quattro chilometri dallo scollinamento prova di nuovo a rompere gli indugi con Cordon-Ragot. Dopo qualche centinaio di metri la francese perde però le ruote, e la neerlandese riesce subito a fare il vuoto. In gruppo Kopecky tira il collo a molte delle migliori facendo il ritmo, per poi decidere di attaccare in prima persona. La belga guadagna una ventina di secondi sul gruppo, in cui nessuna squadra vuole prendere con decisione la situazione in mano.

Davanti Kastelijn scollina da sola con 45" sulle inseguitrici e aumenta ancora prima dell’ultima salita categorizzata di giornata, la Côte de Lavernhe (2.3 km al 7.1%). Lo stesso fa anche Kopecky rispetto alle favorite, arrivando ad avere circa trenta secondi. Più si riduce il distacco tra il gruppo delle migliori e chi non ha tenuto il passo in fuga, più possono essere utili le compagne delle donne di classifica. Lo sa bene Van Vleuten, che circa a metà dello strappo accelera per andare a riprendere Kopecky e soprattutto la compagna Gutiérrez, che si rende utile per la sua capitana per qualche centinaio di metri. Alla fiammata di AVV hanno risposto solo Moolman, Niewiadoma, Longo Borghini, Labous (che poi perde qualche metro) e ovviamente Demi Vollering. La leader della SD Worx prova anche ad accelerare e per un attimo mette in difficoltà Van Vleuten, che poi risponde e prova a sua volta ad allungare. Il botta e risposta fra le due grandi favorite si conclude con una tregua, anche perché Vollering sceglie di non tirare per favorire il rientro del gruppetto in cui è rimasta Kopecky, che può quindi rientrare in discesa. 

Anche Romy Kasper, compagna di Moolman ripresa dalla fuga, riesce a dare una mano nel tratto di pianura successivo, prima del tentativo all’inizio dello strappo di Juliette Labous. La francese è più indietro in classifica e prova a partire, essendo la meno guardata, ma viene ripresa nel finale. Sulla rampa conclusiva si confermano i valori già espressi sulla côte precedente: Vollering guadagna qualche metro sulle avversarie dirette, raggiunge e supera tutte le componenti della fuga e arriva al traguardo con 2” su Van Vleuten, Longo Borghini, Niewiadoma e Moolman. 

Per un attimo si lascia anche andare ad un’esultanza sul traguardo, non certo per il minimo margine sulle avversarie, ma perché probabilmente non sapeva che ci fosse ancora Yara Kastelijn davanti. L’atleta della Fenix era arrivata con 1’11” di margine sulle inseguitrici, conquistando la prima vittoria della carriera su strada, dopo i tanti ottimi risultati nel ciclocross. Una giornata da ricordare per tutto il team, che perde la maglia a pois, che passa a Koster, ma festeggia una prestigiosa vittoria di tappa e l’ingresso in top ten della stessa Kastelijn, settima a un minuto da Kopecky.

Alle spalle della maglia gialla, che anche oggi si è difesa egregiamente andando all'attacco, per la prima volta abbiamo avuto un chiaro riscontro anche cronometrico delle forze in campo. Sapevamo che Vollering e Van Vleuten sono le donne da battere, ma nel finale di oggi abbiamo potuto constatare che Elisa Longo Borghini è tra le più brillanti nella lotta al podio. La campionessa italiana se la dovrà vedere principalmente con Moolman e Niewiadoma, mentre tutte le altre pretendenti al terzo posto hanno già lasciato sul piatto un minuto. Una batosta per Cecilie Ludwig e Mavi García, arrivate a 2'10" dalla vincitrice, e per Silvia Persico, giunta al traguardo con un ritardo di 2'26".

Nella frazione di domani con arrivo ad Albi difficilmente ci saranno questi distacchi, anche se nella parte centrale di tappa ci sono diversi strappi brevi e impegnativi, su cui ci potrebbe essere bagarre. 

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