Stan Dewulf ©E3 Saxo Classic
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C'é chi mastica amaro...Dewulf: “Nessuno voleva chiudere"; Vermeersch: "Io corro per vincere"

Le dichiarazioni al termine della E3 Saxo Classic 2026: Dewulf cerca di spiegarsi come sia stato possibile non chiudere il buco, a Vermeersch tocca spiegare. Van der Poel: "La mia vittoria più sofferta"

Per il terzo anno consecutivo Mathieu van der Poel si è imposto nellla E3 Saxo Classic, ma stavolta con un finale palpitante inaspettato ad Harelbeke. Il neerlandese dell'Alpecin Premier-Tech è partito in solitaria a 65 chilometri dall'arrivo dal Taaienberg e ha mantenuto il vantaggio fino al Paterberg, ma negli ultimi chilometri è stato ripreso da un quartetto composto da Florian Vermeersch (UAE Emirates-XRG), Per Strand Hagenes e Christophe Laporte (entrambi Visma-Lease a Bike), Jonas Abrahamsen (Uno-X Mobility) e Stan Dewulf (Decathlon AG2R CMA CGM ). Nonostante il recupero riuscito, cosa mai vista nelle recenti classiche con Van der Poel protagonista, i quattro inseguitori hanno gestito malissimo il momento chiave rifiutandosi di collaborare in volata, permettendo al neerlandese di riprendere margine e vincere per appena quattro secondi.

La vittoria di Mathieu van der Poel E3 Saxo Classic ©Photonews.be (Da Premier Tech Cycling)
La vittoria di Mathieu van der Poel E3 Saxo Classic ©Photonews.be (Da Premier Tech Cycling)

Sul podio salgono Hagenes secondo e Vermeersch terzo, con Dewulf e Abrahamsen ai piedi. Tobias Lund Andresen (Uno-X Mobility) vince la volata del gruppo a 24", sesto davanti a Laporte e Gianni Vermeersch (Red Bull-BORA-hansgrohe). Nono Mads Pedersen (Lidl-Trek), mentre Matteo Trentin (Tudor Pro Cycling) chiude decimo come miglior italiano. Van der Poel ha corso visibilmente condizionato dalla caduta di sei giorni fa, con segni evidenti sulla mano, ma è riuscito comunque a beffare avversari che hanno scelto di non vincere pur di non far vincere gli altri.

Ecco le dichiarazioni dei protagonisti della E3 Saxo Classic 2026

Mathieu van der Poel: "Questa è quella che ha fatto più male"

“A un certo punto non ci speravo più, ma ho continuato a mantenere i miei wattaggio -ha detto il corridore dopo la corsa-. A un chilometro dall'arrivo pensavo che mi riprendessero. Sapevo che non avrei più potuto sprintare, quindi ho semplicemente pedalato più forte possibile da seduto. Sul Boigneberg volevo soprattutto sfoltire il gruppo, non andare necessariamente in solitaria. Sapevo che il resto del gruppo non sarebbe più riuscito a seguire e quindi mi sono ritrovato da solo. Il tratto da lì fino al Paterberg era davvero tutto controvento. Già lì sentivo che sarebbe stata una fatica dura. Per un attimo ho pensato che sarei arrivato quinto. All'inizio avevo ancora una buona sensazione, ma so quanto è difficile quel tratto verso Harelbeke da percorrere da solo. Pensavo di poterlo mantenere, finché a cinque chilometri dalla fine anche per me è arrivato il momento di crisi. Alla fine ce l'ho fatta, ma è costato sangue, sudore e lacrime. Se questa è una delle mie vittorie più sudate? Sì, sicuramente. Questa è quella che ha fatto più male. Sono molto contento di vincere, ma è costata davvero tanta energia. Cosa significa questa terza vittoria qui? Per me questa è una delle gare più belle dell'anno. Mi piace molto correre qui e sono felice anche per questo di poter portare di nuovo a casa la vittoria.”

Florian Vermeersch: “Lo dico sempre: io corro per vincere. Mi piacerebbe, una volta tanto, trovarmi due gradini più in alto”

"Mi sono trovato in una situazione difficile appena prima del Taaienberg. Ho dovuto cambiare bicicletta, il che mi ha costretto a iniziare la salita praticamente in 120ª posizione. Da quel momento in poi è stata una lunga rincorsa. Sono comunque riuscito a rientrare abbastanza velocemente nel primo gruppo.

Ho comunicato subito [alla squadra] che avevo una giornata super. In seguito ho provato a fare la differenza in alcuni momenti, ma il vento soffiava in una direzione sfavorevole dopo le salite; avevamo sempre vento contrario, il che faceva sì che il gruppo tornasse ogni volta compatto.

Sulla Karnemelkbeekstraat ho fatto un ultimo tentativo ed è lì che siamo riusciti a scappare via. Sono felice che siamo stati in grado di rimanere davanti, ma resto comunque con un po' di amaro in bocca. A un certo punto la collaborazione [nel gruppetto degli inseguitori] è svanita improvvisamente. Ho pensato: 'Non calerò tutte le mie carte sul tavolo'. A quel punto ho preferito lasciar andare Mathieu [van der Poel] e giocarci il secondo posto in volata. Queste sono le corse. Non sono affatto arrabbiato con i miei compagni di fuga, fa parte del gioco.

È un vero peccato, perché sentivo che avrei potuto ottenere di più, specialmente considerando il problema meccanico prima del Kortekeer. La gara avrebbe potuto prendere una piega diversa, anche se non dico che sarei riuscito a seguire Mathieu. Oggi ho corso soprattutto in difesa. Sono riuscito a strappare un podio, ma lo dico sempre: io corro per vincere. Mi piacerebbe, una volta tanto, trovarmi due gradini più in alto."

Stan Dewulf: “Nessuno voleva chiudere gli ultimi metri proprio a ridosso del traguardo”

Nessuno voleva chiudere gli ultimi metri proprio a ridosso del traguardo. Come corridore, in quel momento non vuoi più sprecare le tue ultime energie. Ognuno faceva affidamento sulla propria volata e nessuno ha voluto chiudere personalmente quell'ultimo buco [su Mathieu van der Poel]. Ho visto che Mathieu inizialmente ha aspettato, ma poi ha accelerato di nuovo e ha rilanciato. Sapevo bene che sarebbe diventata difficile se non avessimo reagito subito, ma se chiudi quel gap da solo, diventa quasi impossibile fare la tua volata subito dopo”, ha detto il corridore della Decathlon CMA CGM a VRT.

È stato davvero bizzarro. Io stesso per un attimo non ho capito cosa stesse succedendo. Siamo arrivati vicinissimi, ma io stavo scommettendo sul fatto che qualcun altro avrebbe chiuso il buco, così da poter lanciare io lo sprint. Alla fine qui ha vinto il più forte, ma le occasioni c'erano.

È stata una volata molto strana. Florian [Vermeersch] è partito dall'esterno. Avevo ancora un piccolo scatto nelle gambe, ma non per una volata così lunga... Ero nella fuga della prima ora ed è stata una corsa davvero estenuante. Avevo ancora un po' di spunto iniziale, ma non più le gambe per uno sprint di resistenza."

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