Jonas Vingegaard vince sul Corno alle Scale ©Giro d'Italia/LaPresse
Giro d'Italia

Felix Gall spiana il Corno alle Scale per Jonas Vingegaard il cannibale

Il danese vince anche la nona tappa del Giro d'Italia con uno scatto nell'ultimo chilometro dopo il lavoro della Decathlon. Un ottimo Eulálio tiene la maglia, deludono Hindley e Pellizzari

Le splendide intenzioni della Decathlon CMA CGM regalano una chiusura molto divertente alla prima settimana lunga del Giro d'Italia, ma si infrangono contro la dura realtà: Jonas Vingegaard non si batte. Il grande favorito per la vittoria finale trova il suo secondo successo su due arrivi in salita nella nona tappa, seguendo l'attacco di un ottimo Felix Gall per poi staccarlo nell'ultimo chilometro di Corno alle Scale. L'austriaco ha giustamente deciso di insistere sulle ottime sensazioni avute sul Blockhaus e ha fatto la corsa insieme alla sua squadra, andando a chiudere sulla fuga proposta a metà tappa da Giulio Ciccone e a scavare un solco su tutti gli altri rivali di classifica, l'unica vittoria a cui realisticamente poteva ambire.

Vingegaard è stato spietato, forse fin troppo calcolatore ma difficilmente criticabile, dopo che la sua stessa squadra si è limitata a raccogliere i frutti del lavoro altrui, risparimando i suoi uomini da salita e permettendo a Davide Piganzoli di piazzarsi in terza posizione. Un risultato che diventa la migliore notizia di giornata per un corridore italiano, visto che Ciccone non ha potuto raccogliere nulla nonostante la bella azione fuori dagli schemi, mentre Giulio Pellizzari ha vissuto una giornata difficile nelle retrovie del gruppo dei migliori, staccato di 1'28" da Vingegaard e di almeno 15" da tutti gli altri uomini di classifica. Fa ancora ottimamente partita di questo gruppo Afonso Eulálio: la maglia rosa si conferma uno scalatore di valore e un corridore di personalità, galvanizzato dal simbolo del primato che si porterà anche al giorno di riposo.

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Partenza da Cervia per una tappa di 184 chilometri, in cui è molto difficile per gli scalatori riuscire a entrare in fuga nelle prime fasi interamente pianeggianti. Ci riesce solamente Einer Rubio con l'aiuto di Lorenzo Milesi, confermando ulteriormente la grande condizione dell'italiano e l'atteggiamento positivo della Movistar nel cercare di giocarsi le tappe. Con loro ci sono anche Jonas Geens (Alpecin-Premier Tech), Martin Marcellusi (Bardiani CSF 7 Saber), Tim Naberman (Team Picnic PostNL), Mattia Bais (Team Polti VisitMalta), Sakarias Koller Løland (Uno-X Mobility) e Davide Ballerini (XDS Astana Team). Provano ad accodarsi anche Manuele Tarozzi (Bardiani CSF 7 Saber) e Chris Hamilton (Team Picnic PostNL Raisin), che non riescono a rientrare e desistono.

Il vantaggio degli otto davanti raggiunge a malapena i 2'30", perché oltre alla Bahrain-Victorious della maglia rosa c'è anche la Decathlon CMA CGM in cima al gruppo, con Rasmus Søjberg Pedersen a controllare per diversi chilometri. Il gap è talmente ridotto da invitare a un contrattacco da dietro, e su un breve strappo ai -74 parte Giulio Ciccone (Lidl-Trek). Lo seguono Diego Ulissi (XDS Astana Team) e Toon Aerts (Lotto Intermarché), e prima dello sprint intermedio di Marzabotto i tre riescono a rientrare sulla fuga.

Il gruppo concede qualcosa prima del gpm di Querciola (11.5 km al 4.2%), che apre gli ultimi 25 chilometri in cui la strada è praticamente tutta a salire fino all'arrivo. La fuga ci arriva con due minuti, selezionata dai migliori scalatori. Solo la coppia Movistar rimane insieme ai tre contrattaccanti, e Rubio passa per primo sul traguardo del terza categoria. Dietro subentra al comando per qualche chilometro anche la Visma Lease a Bike, dando il cambio al loro ex compagno Johannes Staune-Mittet, il terzultimo uomo a disposizione di Felix Gall.

Einer Rubio e Giulio Ciccone ©Movistar Team
Einer Rubio e Giulio Ciccone ©Movistar Team/Sprint Cycling

All'inizio dell'ascesa finale è posizionato il Red Bull KM, dove arriva l'attacco di Ciccone alla ricerca della vittoria di tappa. Rubio è l'unico a seguire, ma cede sulla seconda accelerazione a otto chilometri dall'arrivo. Mentre un Giulio se ne va da solo per cercare di resistere al rientro da dietro, l'altro arretra sempre di più nel gruppo dei migliori. Pellizzari si stacca a 3 chilometri dall'arrivo, mentre davanti arriva Gregor Mühlberger a lanciare il suo capitano.

L'attacco di Gall arriva ai -2.5, all'inizio del tratto più duro, e solamente Vingegaard riesce a seguire. L'austriaco scatta sui pedali e poi sale di frequenza come nel suo stile, con la maglia azzurra sempre a ruota. Ciccone viene raggiunto e staccato dentro gli ultimi due chilometri, prima dalla coppia di testa e poi anche da Thymen Arensman (Netcompany INEOS), che emerge dal resto del gruppo e insegue a 20".

La situazione rimane la stessa fino all'arco dell'ultimo chilometro, poi Vingegaard accelera sui pedali ai 900, dopo essere rimasto a lungo passivo. Gall non riesce a rispondere al cambio di ritmo e a concludere con una vittoria un'altra giornata di altissimo livello per lui e per la Decathlon, ma che ribadisce le differenze viste due giorni fa sul Blockhaus. Il grande favorito per la vittoria finale arriva ancora in solitaria, con 12" di vantaggio sull'unico che è riuscito a stargli vicino nei primi due test in salita.

A 34" arriva un meraviglioso Davide Piganzoli, che non avendo dovuto lavorare in precedenza è libero di fare la sua corsa, rientrare su Arensman e batterlo per il terzo posto. Quinto posto per un altrettanto notevole Afonso Eulálio, che non ha la minima intenzione di lasciare la maglia rosa senza lottare. Il portoghese perde poco più di quaranta secondi e va al riposo con 2'24" su Vingegaard e 2'59" su Gall, ma soprattutto con una prestazione migliore di quasi tutti gli altri candidati al podio. 

A 46" arrivano Derek Gee-West (Lidl-Trek) e Mathys Rondel (Tudor Pro Cycling) insieme a Sepp Kuss, a 50" un Jai Hindley (Red Bull-BORA-hansgrohe) poco convincente insieme a Michael Storer (Tudor Pro Cycling). Rimane in classifica anche Christian Scaroni (XDS Astana Team), che precede il gruppetto di cui fa parte anche Ben O'Connor (Team Jayco AlUla), un altro che delude le aspettative dopo un ottimo Blockhaus. Pellizzari arriva a 1'28" insieme a Wout Poels (Unibet Rose Rockets) e scivola in nona posizione, a 5'15" dalla maglia rosa e a poco di tre minuti dal leader virtuale.

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