Giro d'Italia 2026, 9a tappa: fra i castagni dell'Appennino
Frazione non tremenda, ma alla fine di un trittico dispendioso, che si chiude su una salita ripida. Il percorso, le nostre previsioni, orari e appuntamenti tv
La prima settimana del Giro d'Italia 2026 si chiude con un secondo arrivo in salita, stavolta praticamente unipuerto. L'avvio della 9a tappa è un lungo attraversamento della Romagna fino alle porte di Bologna, di fatto completamente pianeggiante. Si vira verso l'Appennino a San Lazzero di Savena per affrontare più avanti la salita del Monte della Capanna (3.4 km al 5.3%, max 11%) seguita da ripida discesa. Niente di rilevante visto che servono altri 40 km di fondovalle prima di arrivare ai piedi della salita finale, divisa fra la prima ascesa di Querciola (11.3 km al 4.3%, ma con muro centrale a Gaggio Montano di 1.5 km al 9.6%, max 15%) e dalla salita vera e propria che inizia subito dopo di 12.8 km al 6.1% fino a Corno alle Scale (formalmente l'imbocco è stato collocato 2 km più avanti, dopo il Red Bull KM). Anche in questo caso, falsopiani e brevi discese alterano molto il valore della pendenza media: sono gli ultimi 5.5 km a rimanere stabilmente impegnativi (media 8.5%), impennando soprattutto dai -3 km alla flamme rouge (max 15%).
Essendoci alcune incongruenze nel dettaglio ufficiale della salita finale, ve lo riproponiamo corretto includendo anche il primo tratto fino al traguardo con abbuoni.
Le salite

Gli ultimi km

Fari puntati su…
La tappa è un po' anomala per gli standard del Giro d'Italia - assomiglia molto di più ad una tappa da Vuelta, anche se la salita finale di 28 km vale molto di più di certi arrivi iberici - e, più di quanto già non accada generalmente nella seconda metà della Corsa Rosa, la differenza è in mano agli uomini di classifica e specificatamente di Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike). La tappa è infatti piuttosto facile da controllare, essendo quasi tutta pianura fino all'imbocco della lunga ascesa conclusiva e se il danese volesse prendersi un altro successo parziale e ampliare il vantaggio sui più diretti avversari potrà farlo. È però una salita molto diversa dal Blockhaus dove non è detto che possa avere la stessa superiorità.
Chi non ha interesse a chiudere sulla fuga è Afonso Eulálio (Bahrain - Victorious), che deve guardarsi dal rischio che uomini a lui vicini si buttino dentro, ma altrimenti sarebbe avvantaggiato - pensando alla difesa della rosa - da una lotta separata per il successo di tappa: tra i big ci sarebbe minor stimolo a muoversi e gli abbuoni verrebbero presi da altri. Probabilmente nemmeno la Red Bull - BORA - hansgrohe è interessata a prendere in mano la corsa: Giulio Pellizzari (Red Bull - BORA - hansgrohe) poteva essere adatto ad un traguardo di questo tipo, dove Vingegaard non aveva terreno per mandare il marchigiano in crisi dopo le prime fiammate; tuttavia dopo la mezza crisi nel tratto finale del Blockhaus anche sui muri fermani sembrava essere un po' al gancio e potrebbe esserci bisogno del giorno di riposo per resettare il fisico e tornare brillante. Il cocapitano Jai Hindley avrà sicuramente via libera se nel finale fosse più pimpante, ma è difficile credere che la squadra possa fare la corsa in prima persona rischiando di mettere in difficoltà una delle sue stesse punte.
L'arrivo esplosivo si addice molto a Giulio Ciccone (Lidl - Trek), che verso Fermo a deliberatamente scelto di uscire di classifica come annunciato a inizio stagione. Sia che entri in fuga, sia che se la giochi coi big, può trarre vantaggio del ritardo che ha attualmente per muoversi con maggiore libertà. Discorso simile vale per Lennert Van Eetvelt (Lotto Intermarché) che però è apparso decisamente più in affanno sul Blockhaus. Discorso altrettanto valido pensando ad Enric Mas (Movistar Team), che dopo la debacle in Abruzzo è sembrato più brillante sui muri, per quel poco che si è visto.
In difesa, chi più chi meno, tutti gli altri uomini di classifica, che con una situazione tattica favorevole possono comunque avere occasioni di vincere la tappa su una salita non tremenda come questa: in primis chi ha quasi ripreso Vingegaard in salita, ovvero Felix Gall (Decathlon CMA CGM Team); a seguire Ben O'Connor (Team Jayco AlUla), Mathys Rondel e Michael Storer (Tudor Pro Cycling Team), Derek Gee-West (Lidl - Trek), Thymen Arensman ed Egan Bernal (Netcompany INEOS), Jan Hirt (NSN Cycling Team),
Già più lontani in classifica uomini comunque arrivati piuttosto bene sul Blockhaus come Chris Harper (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team), Markel Beloki (EF Education - EasyPost), Wout Poels (Unibet Rose Rockets) e Harold Martín López (XDS Astana Team), tutti potenziali fuggitivi che si giocherebbe il successo di tappa se ricevessero il via libera dalla Visma. La fuga può essere un'occasione per altri buoni scalatori come Filippo Zana e Gianmarco Garofoli (Soudal Quick-Step), Ludovico Crescioli (Team Polti VisitMalta), Jack Haig (Netcompany INEOS), Christian Scaroni (XDS Astana Team), Warren Barguil (Team Picnic PostNL) e non solo.
Giro d'Italia 2026, gli orari della nona tappa
Il transito dal km0 è in programma alle 12:50, mentre l'arrivo è previsto tra le 17:00 e le 17:30. La tappa sarà trasmessa in tv sia dai canali in chiaro Rai (su Rai Sport dalle 11:50 alle 14:00, poi su Rai 2 dalle 14:00 alle 18:00), sia su Eurosport e Discovery+ (dalle 12:30 alle 17:45).
