Giro d'Italia 2026, 8a tappa: guai fermarsi sulle coste fermane
I muri sono sempre pericolosi; in questa tappa non sono molti, ma sono nel finale: occhi aperti. Il percorso, le nostre previsioni, orari e appuntamenti tv
Ora che il Giro d'Italia 2026 è entrato nel vivo, il gruppo incontra una 8a tappa di muri in versione soft che comunque può regalare spettacolo: la “leggerezza” infatti non è legata alla difficolta dei muri (almeno tre sono veramente tosti) ma al fatto che siano pochi; essendo però concentrati nel finale potrebbero essere sufficienti ad un po' di bagarre. Tranne alcune lievi ondulazioni in avvio (che vedete nel dettaglio nei primi tre profili qui sotto), i primi 100 km scarsi sono sostanzialmente pianeggianti. A Cupra Marittima si sale nell'entroterra fino a Montefiore d'Aso (10 km al 3.6%, max 9%; la massima ufficiale del 12% appare eccessiva) e Monterubbiano (4.7 km al 5.8%, max 9; stesso discorso della salita precedente), prima di raggiungere Fermo: qui in successione si sale a Rione Murato (3.2 km al 5.1%, max 10%) e a Tirassegno, il primo vero muro di 700 metri al 12%, con punte al 20%, a 24 km dall'arrivo, dove peraltro è collocato anche il Red Bull KM. Si incontra adesso una fase più agevole di 14 km per arrivare a Lido di Fermo, dove inizia la salita a Capodarco, la stessa dello storico GP U23, di 2.5 km al 6.3%, con il breve muro al 18% nel finale. Subito a seguire si raggiunge Fermo dal terribile muro di Via Reputolo (800 mt al 14.3%, max 22%). Dopo altri 400 metri di salita pedalabile si percorre 1 km pressoché pianeggiante, prima degli ultimi 1400 metri di salita (media 6%, max 10%) con alcuni metri in lastricato.
Le salite

Gli ultimi km

Fari puntati su…
Può succedere un po' di tutto, anche se in mezzo a due tappe di montagna è molto probabile che qui la fuga prenda margine. Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike) non ha interesse a tenere la corsa chiusa per il successo di tappa e chi invece potrebbe avere questo interesse come Giulio Ciccone (Lidl - Trek) - la cui distanza dal danese in classifica gli consentirebbe un minimo di libertà pensando al successo parziale - non ha una squadra sufficientemente forte per poterlo fare.
Potrebbe magari essere interesse di Giulio Pellizzari (Red Bull - BORA - hansgrohe), visto che corre nella sua regione e su un tipo di terreno che è sembrato andargli abbastanza a genio all'ultima Tirreno-Adriatico, ma assumersi la responsabilità di tenere la corsa chiusa dopo essersi appena staccati è alquanto azzardato. Sarebbe un nome buono quello di Lennert Van Eetvelt (Lotto Intermarché), che però non è stato all'altezza degli avversari sul Blockhaus; il suo distacco in classifica potrebbe però consentire a lui stesso di entrare in fuga senza essere troppo controllato.
Nemmeno Afonso Eulálio (Bahrain - Victorious) dovrebbe aver interesse a chiudere sulla fuga, per lui è sufficiente che al suo interno ci siano uomini sufficientemente distanti in classifica; peraltro avendo ancora 3'17" su Vingegaard, uomini mediamente distanti verrebbero curati anche dalla Visma.
A questo punto i nomi dei possibili vincitori possono essere tantissimi. Alcuni di questi potrebbero, forse, essere in grado di giocarsela anche insieme ai big come Jan Christen e Jhonatan Narváez (UAE Team Emirates - XRG), Guillermo Thomas Silva (XDS Astana Team), Florian Stork (Tudor Pro Cycling Team), ma anche gli azzurri Christian Scaroni (XDS Astana Team) ed Alessandro Pinarello (NSN Cycling Team). Da evidenziare che tra questi nomi Arrieta, Christen e Scaroni si sono impegnati per cercare di restare in buona classifica, quindi avranno meno spazio per entrare in fuga e saranno anche meno freschi; gli altri si sono rialzati piuttosto presto per arrivare al traguardo venti minuti più tardi, o anche più. Stesso discorso vale anche per i meno quotati - ma comunque ottimi per una fuga della prima ora in altro contesto, come avvenuto a Potenza - Igor Arrieta (UAE Team Emirates - XRG), Johannes Kulset (Uno-X Mobility), che magari potrebbe cercare di ributtarsi in fuga per entrare di nuovo in classifica.
Ci sono poi nomi che invece più difficilmente vedremo davanti con una gara lineare, ma che sono perfetti per andare in fuga in una giornata come questa. È il caso di Michael Valgren (EF Education - EasyPost), Andreas Leknessund (Uno-X Mobility) e Iván García Cortina (Movistar Team). Sempre guardando al risultato di Potenza altri nomi buoni potrebbero essere quelli di Koen Bouwman (Team Jayco AlUla), Lorenzo Milesi (Movistar Team), Ludovico Crescioli (Team Polti VisitMalta), Gianmarco Garofoli e Andrea Raccagni Noviero (Soudal Quick-Step). Poi potremmo rivedere in fuga qualche vecchia volpe come Warren Barguil (Team Picnic PostNL) e Diego Ulissi (XDS Astana Team) o qualche nome di seconda linea per ora mai visto come Frank van den Broek (Team Picnic PostNL), Toon Aerts, Lorenzo Rota e Simone Gualdi (Lotto Intermarché), Edoardo Zambanini (Bahrain - Victorious)
Chissà poi se avrà ancora la forza di ributtarsi Diego Pablo Sevilla (Team Polti VisitMalta), che sarebbe in grado di riprendersi la maglia azzurra, rischiando però probabilmente di perderla ancora a Corno alle Scale. Stessa domanda è da fare anche per Jonathan Milan (Lidl - Trek), in cerca di una disperata rimonta su Paul Magnier (Soudal Quick-Step) nella classifica a punti; e se il friulano dovesse riprovarci, il francese stavolta potrebbe anche seguirlo.
Giro d'Italia 2026, gli orari dell'ottava tappa
Il transito dal km0 è in programma alle 13:35, mentre l'arrivo è previsto tra le 17:00 e le 17:30. La tappa sarà trasmessa in tv sia dai canali in chiaro Rai (su Rai Sport dalle 09:50 alle 14:05, poi su Rai 2 dalle 14:05 alle 18:00), sia su Eurosport e Discovery+ (dalle 13:00 alle 17:45).
