Jonas Vingegaard vince la settima tappa del Giro d'Italia 2026 © Giro d'Italia / LaPresse via X
Giro d'Italia

Jonas Vingegaard più forte del vento: il danese doma il Blockhaus

Assolo del ventinovenne della Visma-Lease a Bike nel primo arrivo in salita del Giro 2026: cede Pellizzari, Gall e Hindley sul podio; Eulalio rimane in rosa

15.05.2026 17:42

Primo sigillo di Jonas Vingegaard (Visma-Lease a Bike) al Giro d'Italia 2026: il danese vince sul Blockhaus in una giornata lunghissima e caratterizzata da forte vento dopo aver attaccato a 5.5km dalla vetta. Alla sua ruota ha resistito più di tutti Giulio Pellizzari (RedBull-BORA-hansgrohe), costretto però a un fuorigiri durato un km: il marchigiano ha quindi dovuto mollare, venendo ripreso anche da Felix Gall (Decathlon CMA CGM). L'austriaco è invece andato del suo passo, riuscendo a tenere contenuto il distacco (13") e aggiudicandosi la seconda piazza di giornata. Completa il podio Jai Hindley (RedBull-BORA-hansgrohe), arrivato sul traguardo a 1'02" davanti a Pellizzari. Afonso Eulalio (Bahrain-Victorious) si difende, ma perde 2'55": il portoghese tiene la maglia rosa con ora 3'17" su Vingegaard. 

Giro d'Italia 2026, il percorso della settima tappa

Frazione di 244km da Formia alla vetta del Blockhaus, con oltre 4500m di dislivello. Si inizia a salire già in avvio di tappa, con un'ascesa non classificata di quasi 8km (media 3.2%, max 10%) fino alla Cantoniera di Itri, per poi ridiscendere verso il mare. La strada continuerà a essere ondulata tra Sperlonga e Gaeta (con un secondo passaggio dalla località di partenza), per proseguire in salita tra Ausonia e Sant'Antonio (circa 5km al 3%) e ancora su e giù verso la zona montuosa del percorso. A 130km dal traguardo è posto il traguardo volante di Venafro, dopo il quale la strada inizierà costantemente a salire: si inizierà valicando la Nunziata Lunga in galleria (4.6km al 4.4%), seguita dalla prima salita a Rionero Sannitico e dalla classica ascesa a Roccaraso dalla strada vecchia (6.9km al 6.4%, max 12%), fornita di GPM. La corsa si dirigerà poi verso Roccamorice, valicando Forchetta (1.9km al 7.5%) e Passo San Leonardo (8.5km divisi in 4km al 5% e 2km al 3.5%). Dopo quasi 20km di discesa, un paio di salitelle anticipano l'impennata finale verso il Blockhaus, con il Red Bull KM posto ai piedi della salita di 13.6km all'8.4% e il tratto centrale, di circa 10km, in doppia cifra (max 14%). 

Giro d'Italia 2026, la cronaca della settima tappa

Scatto al km 0 per Jonathan Milan (Lidl-Trek), che si porta in avanscoperta con la maglia azzurra Diego Pablo Sevilla (Polti-VisitMalta), Tim Naberman (PicNic PostNL) e Jardi Christiaan van der Lee (EF Education-Easy Post). Davanti al gruppo, la Visma-Lease a Bike fa una sorta di barrage, dal quale riesce a evadere Nickolas Zukowsky (Pinarello Q36.5), che si riaccoda ai battistrada senza difficoltà. Il peloton prosegue inizialmente tranquillo, tanto che la fuga arriverà fino ai 6'04" di vantaggio, poi la Bahrain-Victorious della maglia rosa Afonso Eulalio si mette in testa a fare il ritmo. Il gap si stabilizza attorno ai 5'30" dopo il secondo transito da Formia, mentre il gruppo inizia a tagliare verso l'entroterra e anche un uomo della Visma-Lease a Bike si piazza davanti per lavorare in favore del capitano Jonas Vingegaard. 

Sevilla, Milan, Zukowsky, Van der Lee e Naberman in fuga durante la settima tappa del Giro d'Italia © Giro d'Italia / Mirror Media / LaPresse / Tony Esnault via X
Sevilla, Milan, Zukowsky, Van der Lee e Naberman in fuga durante la settima tappa del Giro d'Italia © Giro d'Italia / Mirror Media / LaPresse / Tony Esnault via X

Milan conquista senza sforzo la prima posizione al traguardo volante di Venafro, dopo la quale subito la strada inizia a salire: sull'ascesa di Rionero Sannitico il vantaggio dei battistrada si contrae, anche se di poco, e qualche goccia di pioggia bagna la corsa. Il friulano si stacca proprio nell'ultima parte della salita: rimangono quindi in quattro ad affrontare l'imbocco del GPM di Roccaraso, con il vantaggio che torna a salire. Sevilla va a prendersi la prima posizione al GPM e il gruppo scollina con 5'40" di ritardo: la Visma mette quindi in testa Tim Rex per iniziare le operazioni di riavvicinamento. Giù dal valico della Forchetta inizia a piovere di nuovo e più forte: dopo aver lasciato guidare la discesa agli uomini della maglia rosa, Rex torna davanti e inizia a macinare sul successivo Passo di San Leonardo, abbattendo il gap della fuga, che scollina con 2'45". L'impegnativa e lunghissima discesa successiva è, fortunatamente, appena umida, ma il gruppo la affronta comunque con cautela.

Naberman perde le ruote dei fuggitivi sul primo dei due dentelli che anticipano l'ascesa al Blockhaus: Van der Lee spara un'ultima cartuccia, ma Zukowsky gli salta sulla ruota e lo supera, andando ad aggiudicarsi anche la prima posizione al Red Bull KM. Van der Lee non è comunque esploso: l'olandese va a riprendere l'ex campione canadese e si mette in testa a tirare. In gruppo intanto arriva davanti Victor Campenaerts (Visma-Lease a Bike), presto affiancato dal treno della RedBull-BORA che prende in mano le operazioni, portando lo svantaggio rispetto ai fuggitivi sotto i 2' a 10km dal traguardo. Il lavoro della formazione tedesca inizia a sbrindellare il gruppo, mentre in testa Van der Lee e Zukowsky si attaccano a vicenda senza che uno dei due prevalga sull'altro. Dopo una svolta a destra, cambia la direzione del vento e torna in testa la Visma-Lease a Bike, che si dispone come per aprire un ventaglio in salita e alza il ritmo. Del cambio di passo imposto da Davide Piganzoli fanno le spese Egan Bernal (Netcampany INEOS) e soprattutto Enric Mas (Movistar), che si pianta completamente sulla strada. 

Il gruppo riprende Zukowsky e Van der Lee a 6.5km dal traguardo: nelle retrovie rimangono invischiati Damiano Caruso (Bahrain-Victorious), Derek Gee (Lidl-Trek) e, poco dopo, cede anche Eulalio, che perde le ruote del drappello a 5.6km dal traguardo. Si volta Vingegaard che, valutata la situazione, assesta un primo colpo: sulla ruota del danese rimangono solo Giulio Pellizzari e Felix Gall, ma l'austriaco cede dopo un tornante. Il marchiginano riesce invece a rintuzzare due affondi del danese della Visma, ma esagera e ai -4.4km deve mollare la ruota del giallo-nero. Vingegaard si invola quindi in solitaria, mentre Pellizzari viene ripreso e superato da Gall, ritrovando poi il compagno di squadra Jai Hindley e Ben O'Connor (Jayco AlUla). Gall continua del suo passo, tenendo come punto di riferimento il danese a una quindicina di secondi: l'azione di Vingo non viene disturbata dal forte vento nell'ultimo km e il capitano della Visma può arrivare sul traguardo esultando con l'ormai consueto triplice bacio alla foto della famiglia sul manubrio. Felix Gall taglia il traguardo 13" dopo, poi Jai Hindley sprinta dal gruppetto con Pellizzari e O'Connor. 

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